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L’abbraccio del popolo di Forio: «Caro don Beato, insieme a te siamo pronti a ripartire»

Chiesa. Il messaggio di benvenuto della comunità di San Sebastiano a Forio al nuovo parroco

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La comunità dei fedeli ha rivolto un sentito messaggio di benvenuto di Roberto Pulicati a don Beato Scotti per il suo ingresso nella Parrocchia di San Sebastiano a Forio. «Eccellenza reverendissima, Mons. Gennaro Pascarella, reverendissimi parroci don Beato Scotti e don Emanuel Monte, stimatissimi sacerdoti e diaconi, signor sindaco di Forio, onorevoli autorità presenti, carissimi familiari di don Beato, fedeli tutti di Forio e dell’isola, carissima Maria, dolce mamma di don Beato, che sicuramente ci stai seguendo da casa.

“…ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche”. (Mt 13, 52). Questa sera, in questo luogo così carico di storia, di fede e di bellezza, nostra sede parrocchiale, sentiamo quanto mai a noi rivolte queste stupende parole del Maestro. A noi che, dopo appena cinque anni, siamo chiamati ad accogliere una nuova guida, un nuovo pastore.

Per questo mi è gradito, a nome di tutta la Comunità parrocchiale di San Sebastiano Martire, porgere un caloroso saluto a voi tutti ed un profondo e sentito ringraziamento innanzi tutto al Signore per averci donato momenti così ricchi di significato, così belli e indimenticabili. A Lui, Padre buono e misericordioso, si innalzi la nostra supplica affinché mai faccia mancare nuovi operai nella sua messe.

Al ringraziamento al Signore, si unisce poi il senso di filiale gratitudine al nostro amatissimo Vescovo, per la sua attenta e solerte opera pastorale e per aver voluto presiedere questo momento così solenne per la vita della nostra parrocchia e della intera Forio.

Le recenti determinazioni di Sua Eccellenza ci appaiono come un vero e proprio segno profetico, uno stimolo ulteriore a guardare ai nostri giorni con sempre rinnovato ardore, ottimismo, fiducia.

Forio, riscopre al suo interno di possedere quella vitalità e quelle energie per ripartire, per prendere nuovamente il largo, per continuare con fiducia a “gettare la rete dall’altra” parte. Anche per questo carissimo Vescovo, le assicuriamo, insieme all’affetto e alla riconoscenza, il sostegno della nostra costante preghiera.

Un altrettanto sincero, direi fraterno, ringraziamento va al carissimo don Emanuel Monte. Egli ci ha guidato con mano esperta e sicura, si è posto al nostro servizio con umiltà e dedizione. Ci ha offerto una grande prova di amore e di sacrificio. Ci ha indicato l’unica cosa, l’unica Persona che conta veramente nella vita di un credente: Gesù Cristo Nostro Signore.

Sono stati anni di reciproco arricchimento e di crescita. Anni certamente non facili, caratterizzati anche dal triste evento della pandemia che non ha favorito, purtroppo anche nella vita ecclesiale, incontri, relazioni, dialoghi. E nonostante le gigantesche difficoltà, il nostro parroco, il nostro don Emanuel, è riuscito, silenziosamente e con discrezione, a tessere una rete di solidarietà, di aiuto, ovvero di “carità” che ha avvolto ogni angolo del nostro territorio, riuscendo a far arrivare a tutti, e specialmente a coloro che maggiormente hanno sentito il peso delle difficoltà, il sorriso, lo sguardo e la mano di Gesù. Davvero, nella nostra parrocchia, carità e verità, hanno camminato insieme specialmente in questi ultimi difficili mesi.

Contestualmente non è mancato anche il suo zelantissimo impegno per assicurare alle tante chiese, antichi scrigni di arte, storia e fede, presenti all’interno del territorio parrocchiale, le necessarie risorse per la loro manutenzione e conservazione.

Grazie don Emanuel!!!

Caro don Beato, ci consentirai il tono confidenziale, amichevole, familiare che nasce da un rapporto oramai consolidato nel tempo e che affonda le radici nella comune appartenenza allo stesso popolo e alla stessa storia.

Ci conosciamo già, ci stimiamo e ci frequentiamo già da tempo.

Ci vogliamo da tempo già bene.

Si tratta ora di consolidare questi nostri rapporti, di continuare – ora sotto la tua guida attenta ed equilibrata – il nostro cammino di fede, di fratellanza, di umanità.

Anche a te va il nostro grazie sincero e commosso per aver accettato con entusiasmo di diventare il nostro nuovo parroco.

Ti accompagnano questa sera i fedeli della vicina e storicamente affine comunità di Santa Maria di Montevergine: anche a loro, il nostro grazie e il nostro impegno a vivere sempre più e con sempre maggiore coerenza e fedeltà lo spirito di comunione proposta dal Vangelo.

La nostra, caro don Beato, come sai, è una Comunità dal cuore antico, ma da sempre aperta e accogliente verso le difficili sfide del mondo.

Pur essendo piccola, è ricca di realtà ecclesiali, sociali e culturali. Penso alle numerose associazioni laiche, ai movimenti e ai circoli culturali, alle terziarie francescane, al mondo del volontariato, alle due Arciconfraternite, alla Fondazione Casa Giuseppina, alle scuole, alla banda musicale, ai gruppi sportivi e ricreativi.

Qui, in questo tempio, i primi aneliti di vita cristiana (e solo per citarne alcuni) il cardinale Luigi Lavitrano, padre Filippo Balzofiore, Padre Vito di Maio da Forio e tanti altri…

In questa piccola porzione della Vigna del Signore, in tempi più difficili e sempre gomito a gomito con il loro popolo, hanno lavorato, sognato, pregato, pianto e gioito, gli indimenticabili parroci Mons. Luigi Capuano e il canonico don Michele Romano: grandi personalità, grandi spiritualità che hanno indubbiamente segnato la storia della chiesa, di Forio, di tutta l’isola.

Caro don Beato, il riferimento alla “memoria”, tanto cara al nostro amato Vescovo, che saggiamente ci invita a coltivarla, o meglio a farla volare, a non rinchiuderla in una triste gabbia fatta di malinconie e di rimpianti, il riferimento alla memoria, dicevo, non è solo un mero e astratto riferimento storico, ma vuole essere appunto auspicio, affinché gli esempi del passato possano offrire spunti anche per il presente, energia per il futuro.

Con questi sentimenti, caro don Beato, proseguiamo, andiamo avanti, con umiltà e amicizia, insieme affidandoci al nostro patrono San Sebastiano e soprattutto alle materne premure della Vergine Santissima che, in modo particolare nella nostra parrocchia, cui guarda un po’ tutta l’isola, è venerata nelle forme più belle, più dolci e più care alla pietà popolare: da sempre, i foriani qui la esaltano come l’Immacolata Concezione, la coccolano Bambina, la ringraziano per il “Si” nella casa di Nazareth, la invocano Soccorritrice, la evocano Dispensatrice di tutte le grazie, la amano Addolorata e Corredentrice, la ammirano quale “Regina Coeli” e Assunta in Cielo…

Sia dunque Lei, la Mamma celeste, oltre ogni nostro limite, oltre ogni difficoltà, inciampo, o ostacolo, a prenderci per mano.

A condurci dal suo Figlio, Gesù».

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