domenica, Giugno 20, 2021

La svolta della Cartabia tra possibile e l’utopia. E oggi la verità sulla demolizione De Siano

In primo piano

Il giurista, l’avvocato e il politico potranno leggere le dichiarazioni del ministro Cartabia come una vuota enunciazione di banalità. Il cittadino che non ha una casa abusiva e che non violato nessun territorio, invece, credo che la politica del governo stia cambiando.

Certo, chi combatte per avere una legge che risolva il problema a tutti, dal riccone al camorrista, dal povero cristo all’albergatore, vuole una legge che in qualche modo allontani le ruspe il più lontano possibile. Il politico vuole sbandierare la sua vittoria, l’avvocato cerca un appiglio per completare l’incidente d’esecuzione e chiedere la sospensione della demolizione.
La soluzione del problema è politica. Cambiare la natura della pena accessoria è la chiave si svolta, il resto è argomento per demagoghi e personaggi in cerca di visibilità. Ma le parole della Cartabia aprono uno scenario diverso. Un’apertura che serve ad una valutazione politica e umana che, mai come oggi è calzante.

Questa mattina, come tutti sappiamo, nonostante le varie forzature andate a vuoto e le pressioni dei giorni scorsi, sarà effettuato il secondo tampone per la verifica della positività al covid della moglie del Signore De Siano. Una vicenda limite che, se le parole della ministra avessero una data, oggi potrebbero servire come grimaldello contro una Procura che, invece, non vede.

E’ vero, l’applicazione delle parole della Cartabia risuonano come parole al vento che non impegnano nessun apparato dello Stato a poter garantire il cittadino che, in qualche caso, meriterebbe una valutazione singola.
Da questa apertura qualcosa di buono potrà uscire. Possiamo cambiare l’unità di misura fin’ora usata: non più: “abusivismo di necessità” difficilmente comprensibile con il “caso umano” veramente misurabile.

Di questo avviso è anche l’avvocato Gino Di Meglio. «E continuo a registrare – scrive -con piacere le notevoli differenze del Governo attuale con quello che lo ha preceduto. In particolare: ho ascoltato l’intervento di oggi alle interrogazioni a risposta immediata del Ministro della Giustizia. Un abisso incolmabile rispetto alle balbettanti esternazioni di Fofò DJ infarcite di giustizialismo e populismo becero e scadente.

Un cambio di passo e di stile che va apprezzato. Una coraggiosa presa di coscienza e di apertura su un problema di scottante attualità, quello delle demolizioni a seguito di sentenze di condanna e/o di patteggiamento, molte delle quali risalgano od altre venti anni fa.

Occorre, contemperare, ha riferito il Ministro, l’esigenza di veder ripristinato nell’interesse della generalità dei consociati l’ordine violato con il comportamento antigiuridico, con l’esigenza del singolo – conclude -, privo di altre soluzioni abitative che dopo tanti anni di silenzi, si vede demolire l’unico alloggio.»

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