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La Storia Infinita di Carmelo Amente

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Il 25 Novembre  si è celebrata la “Giornata Internazionale” contro le violenze sulle donne . Il Dispari ha dedicato all’evento sei pagine su sedici dell’intero giornale, con interventi di sole donne, a parte Paolo May che stupito dell’invito a scrivere dal Direttore, chiude il suo intervento con un P.S. recante un immenso punto interrogativo molto eloquente.

Ammirevole la difesa d’ufficio che purtroppo ricalca vecchi schemi alquanto scontati.

Invitato a dire la mia, mi son guardato bene del far parte del coro, sapevo che l’approccio al problema sarebbe stato, come si è dimostrato, disastroso e manicheo.

La non violenza sulle donne non può essere predicata, deve essere praticata a tutte le latitudini e a tutte le longitudini.

Il mio sentire il problema delle donne, nasce da lontano, guardavo mia madre, otto figli, stremata quotidianamente dalle fatiche.

Sessanttottino aderii al “Movimento Femminista” e oggi, tra luci e ombre, tiro un bilancio (che non quadra mai). IL 68 ha contribuito, notevolmente, al cambio culturale e politico delle donne, certo non tutto era ed è da prendere per oro colato, ma molto di buono, oggi che siamo cloroformizzati, ce lo ritroviamo e ci invita ad andare avanti oltre gli stereotipi.

Oggi sono approdato a convinzioni diverse e tutto ciò che fu, va elaborato alla luce di una diversa realtà, ci si approccia, oggi, al problema donna con un retro pensiero che sa tanto Vintage e Dejavu.

Ho letto i vari interventi (tutti al femminile), per approdare poi, alla “Carta della Bambina”; orrenda partenza e triste conclusione.

Da essa già si sottolinea la differenza (puramente biologica) tra maschi e femmine, dimenticando che ambedue sono persone con la propria dignità e uguali diritti, d’altronde un paese che legifera su quote rosa e femminicidio, è pervaso, da Nord a Sud da un’inciviltà titanica.

Dovrebbe essere implicito coinvolgere le donne in ruoli decisionali del paese con diritti e doveri pari ad ogni cittadino al di là del sesso, religione o razza (principi affermati nella nostra Costituzione)

Purtroppo!

Si affronta il problema con un peccato originale, ovvero, il non coinvolgimento di padri, fratelli, mariti o compagni . Insomma, una guerra tra sessi che si riversa nel sociale e creerà una faglia sempre più profonda nel sistema paese.

Il coinvolgimento dei suddetti è essenziale affinché non si crei un muro contro muro. Per intenderci, Io aderii al movimento “Opzione Donna” che battaglia su varie problematiche, tra cui il sistema pensionistico penalizzante per le donne. Molti i post su Facebook e la cosa che mi lasciava perplesso e sconcertato era (ed è) che gl’interventi erano solo di donne; mi chiedevo e mi chiedo, ancora oggi, ma avranno mariti, compagni o padri?

Interventi dei maschi zero. Ero il solo ad intervenire pro concludendo: questa giusta causa, posta in senso unilaterale non avrebbe portato a nulla di concreto, da questa riflessione ho preso le distanze dimissionandomi.

Nell’immaginario collettivo, il problema così posto, dà una visione di donne contro uomini (forse a buon ragione) ed è ciò che bisogna evitare, anzi bisogna coinvolgere e far comprendere che il loro ruolo e importante quanto quello delle donne.

La stessa “Carta della Bambina” imprime una visione (distorta) di diversità tra i due sessi.

I bambini vanno amati al di là del sesso, come ben ribadisce la convenzione dell’ONU del 1989 sui “Diritti del Fanciullo”.

Mi rendo conto che le donne, sin dalla notte dei tempi “erano considerate “RES” (COSE) e non persone, ma è passata molta acqua sotto i ponti e ci sono ancora molti problemi da risolvere, ma se non coinvolgeremo anche l’altra metà del cielo il messaggio che passerà sarà che il gentil sesso è affetta dalla “Sindrome di Stoccolma”. Il problema è di merito e di metodo, nel primo non c’è partita, le problematiche ci sono e vanno risolte, nel secondo è sbagliato l’approccio e non ci porterà a nulla di buono.

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