La scuola senza banchi

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SANDRA MALATESTA | Quando ogni mattina tutti gli studenti si collegano online con i loro professori, io mi chiedo quanto sarà difficile sia per i prof che per gli studenti mantenere la concentrazione. Questo virus a cui hanno dato una corona, mi sembra un principe del male “che vuole potere… vuole le nostre menti… vuole, plasmarci e cambiarci.
Le mie belle classi, entrare la mattina, guardare i miei alunni passare tra loro sorridere insieme, spiegare, correggere, interrogare, raccontare ma… soprattutto guardarci negli occhi. Molti pensano che tutto è più semplice. quelli che studiano poco si sentono fortunati a essere promossi senza sforzi e quelli che studiano tanto sono quasi mortificati e non avvertono gratificazione.

Durante i tanti anni del mio lavoro a scuola ho notato che a fine anno quelli che avevano sempre studiato mostravano un calo che veniva subito notato dai prof, mentre chi non aveva studiato cominciava ad offrirsi per recuperare e i prof dicevano felici: “Come si sta impegnando bravo”
Non ho mai ritenuto giusto tutto questo e stavo attenta a non mortificare i primi e a non esaltare i secondi, sapendo tra me e me, che è sempre stato così.

Questa strana scuola da lontano è fredda come un gelato a limone in pieno inverno, ma si doveva fare e piano piano il virus ci sta guidando fuori di noi.
Se solo si pensa al suono della campanella all’uscita con tutti quei ragazzi felici, all’intervallo, ai compiti scritti, viene da pensare che tutto è più semplice ma no, non lo è.
La natura dell’uomo, che alzandosi in posizione eretta e mantenendosi sulla coda spinge alle scoperte al lavoro, allo stare insieme e il fatto di avere due arti non bloccati a terra, ha dato un potere straordinario a questo uomo che non ha mai pensato di essere un animale come tanti e si è impadronito dell’ambiente. Come?

Proprio attraverso gli studi, la cultura, la scuola ma anche alla lotta per la sopravvivenza.
Così oggi, un virus creato in laboratorio e poi mutato ha preso il posto della natura offesa distrutta e vuole togliere il potere all’uomo.
La scuola ha un ruolo fondamentale nel dare a tutti una specie di pensiero non lineare ma spaziale che non mette paraocchi ma allarga le vedute e spinge a consultare.
Mi sarei abituata anche io a questa scuola online lo so, ma non avrei avuto la sensazione di essere stata in paradiso come quando uscendo dopo ore, mi guardavo intorno e dicevo “Ma dove sono stata? Il tempo è volato” Ma io però vivo a Ischia un’isola che amo e che fa anche della scuola online qualcosa di non cosi freddo se solo si pensa che dalle nostre case vediamo cose belle.
E gli ischitani non solo studenti e professori stanno facendo di tutto per essere forti e non perdere la voglia di sognare e sperare. La scuola senza banchi forse ci darà meno nozioni, ma resterà in noi. Ci siamo collegati, abbiamo studiato forse meno, ma lo abbiamo fatto. Non abbiamo seguito il gioco del virus, lo stiamo fregando

3 Commenti

  1. Mi sono fermata a leggere al “virus creato in laboratorio”. Se sono le dicerie che si insegano ai bambini senza verificare fonti e prove certe… poveri bimbi.

  2. Convengo con Brigida: leggendo l’articolo, peraltro molto bello, mi ha colpito la dichiarazione fatta (sembra con la massima certezza!!), che il virus è stato creato in laboratorio. Ma la Prof. sa qualcosa che noi, comuni mortali, nn sappiamo oppure ha dato per certo le solite dicerie?????

  3. Care Lucia e Brigida, avrei sperato in commenti più concreti riguardo a come i genitori e non la scuola, diano, anche con i loro comportamenti quotidiani, lezioni di vita non confacenti ai loro pargoli……..un saluto da ex isolano insediato suo malgrado, in Milano ……..

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