La scuola con le scolle in fronte e loro perdono tempo

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Raccontare il disagio del Liceo Ischia e del Telese è, purtroppo, un aspetto ciclico della vita della nostra isola. Quando il comune Ischia aveva un sindaco si riuscì a trovare una prima soluzione, seria, al problema scuola superiore. Poi, siamo capitati nel tempo di mezzo del consigliere comunale con la fascia e, da anni, andiamo avanti con annunci, comunicati di propaganda e pagliacciate metropolitane e comunali.

DA un lato Enzo Ferrandino, dall’altro, ahinoi, Domenico Marrazzo: due esponenti della sinistra locale che hanno già prova, se mai ce ne fosse bisogno, di essere completamente indatti al ruolo che ricoprono. Complici, in tutto questo, i genitori e il movimento studentesco che hanno smarrito la via della protesta.

La gestione delle scuole superiori sull’isola, di competenza della ex Provincia di Napoli, l’attuale e inutile Città Metropolitana, è un fallimento su tutta la linea. Una linea di pesisma gestione che, purtroppo, continua come se nulla fosse.

Terremoti e pandemie passano come eventi normali. Disastrati e disagiati pria, disastrati e disagiati durante e dopo. Restiamo sull’argomento caldo del momento senza allargare alla questione “Mennella” e cerchiamo di capire l’emergenza scolastica che insiste sul comune di Ischia in particolare. Il primo è il Liceo Ischia che vive diviso tra Via Morgioni e Lacco Ameno e l’altro, è l’Istituto Alberghiero di Fondobosso.

La situazione è sempre la stessa da anni e non cambia: la sede lacchese del liceo (oltre ad essere una sede adattata) che versa in condizioni pietose è al centro di una guerra di possesso e di proprietà tra la città Metropolitana e il comune di Lacco Ameno, il Telese, invece, da anni, è alla ricerca di spazi.

Eppure, a Ischia, c’è la soluzione ma, è evidente, non vuole essere perseguita.

Perché parte del Polifunzionale non viene adattato a scuola così da risolvere sia il problema “lacchese” sia quello del Telese?

Perché Comune di Ischia e Città Metropolitana non passano alla vie di fatto e escono dalla campagna elettorale perenne a cui ci hanno condannato?

Da anni, dinanzi alla realtà che li boccia, sia Marrazzo sia Ferrando (complici certa stampa locale che ama ail potere e certi genitori che amano giacersi nei piaceri della casta!) continuano con il racconto dell’acquisto dell’ala del Polifunzionale. Ora c’è la delibera di giunta, poi c’è l’individuazione del capitolo di bilancio, poi viene l’appostamento della somma nel bilancio e i ragazzi? E le famiglie? E gli effetti reali della scuola che non funziona bene anche da un punto di vista logistico sul territorio?

Quale momento opportuno si attende affinchè finisca la pantomima delle sedi “pezzotte” delle scuole isolane?

I figli di Ischia che hanno terminato la scuola media, infatti, se non frequentano il Mattei, sono costretti a fare la spola tra plessi inadatti e insicuri (Lacco Ameno), freddi e poco accoglienti (Liceo Ischia) e mezzi sicuri (Mennella all’ex Liceo Scotti) se non appartamenti o conventi ricavati in antichi palazzi a Forio.

E questa è la scuola che vogliamo offrire ai nostri figli? Sono questi gli spazi che mettiamo a disposizione delle generazioni che dovrebbero accogliere le sfide di domani? Sembra un incubo, peccato sia la realtà.

Le parole di Mario Sironi, il preside del Telese, risuonano ancora forte “Basti pensare che ha raggiunto il numero di 42 classi con oltre 850 alunni ed oltre 112 iscritti al Centro di istruzione per gli adulti. Attualmente l’Istituto ha a disposizione n. 25 aule e , già in condizioni normali, sono necessari turni e doppi turni per consentire il regolare svolgimento delle ore di lezione. Attualmente e in modo regolare, palestre, laboratori e spazi all’aperto vengono utilizzati come aule, per consentire le rotazioni e limitare i doppi turni”: la narrazione reale che va avanti da anni e alla quale nessuno dà risposta.

A Lacco Ameno, la sede che si litigano Comune e città Metropolitana aspetta ancora diversi lavori prima di dirsi sede scolastica. Lo scorso inverno, dopo feroci proteste, infatti, la Città Metropolitana spruzzò un po’ di fumo con una “specie” di messa in sicurezza. E oggi? Oggi, dopo il Covid, siamo nella stessa pericolosità di sempre.

Piovono fondi per ogni tipo di emergenza, si sprecano PON ogni anno e siamo ancora con i ragazzi del Telese che fanno “lezione” in palestra o rotazione perché né sindaco né consigliere riescono a dare una riposta seria al problema dell’edilizia scolastica.

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