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La reazione dei sindaci: “Vaccinazione delle isole campane: basta inutili polemiche!”

Dopo il tribunale del Malato interviene anche l’ANCI: “Si rischiano discriminazioni tra cittadini”

Mentre personaggi assenti dalla scena del dibattito in merito al covid trovano un po’ di visibilità a sparano motivazioni a caso contro la vaccinazione delle isole campane, i sindaci hanno trovato la forza e il tempo di rivendicare un po’ di orgoglio e di mettere i puntini sulle “i” alle dichiarazioni di qualche sindaco della terraferma, di qualche politico da strapazzo senza voti e di qualche esperto che non fa la differenza tra 16 e 75 anni.

“Negli ultimi giorni – si legge nel comunicato stampa diffuso dal comune di Ischia -, diversi organi di stampa, trasmissioni televisive ed esponenti politici  stanno duramente criticando la scelta della regione Campania di vaccinare in breve tempo le isole del Golfo di Napoli e più in generale le località turistiche della regione.

E’ bene precisare che le dosi di vaccino destinate alle popolazioni isolane non vengono affatto sottratte agli anziani e ai soggetti fragili della terraferma o di altre zone della regione Campania. Per queste categorie, infatti, come è ormai noto, viene utilizzato soprattutto il vaccino Pfizer, già utilizzato anche sulle isole e in particolare ad Ischia, dove sono state vaccinate almeno con prima dose circa 10mila persone tra anziani, personale sanitario (tra cui gli operatori termali delle strutture convenzionate con il SSN ma con vaccino Astrazeneca), personale scolastico, Forze dell’ordine e soggetti fragili”.

I giovani ischitani non toglieranno vaccini agli anziani

Il comunicato che difende la scelta nostrana approfondisce il tema: «Ad oggi, l’avvio della campagna di vaccinazione di massa sull’isola vedrebbe l’utilizzo di un vaccino diverso da Pfizer che verrà utilizzato solo per le categorie indicate dagli organi sanitari preposti.  I giovani ischitani non toglieranno vaccini agli anziani di altri territori come si è artatamente dichiarato su alcuni organi di stampa! Riteniamo quindi strumentali e infondate le polemiche nei confronti della scelta del Presidente Vincenzo De Luca e dei sindaci isolani, la cui intenzione è quella di sostenere concretamente territori dove, con il turismo fermo da oltre un anno, le attività economiche e i lavoratori stanno soffrendo più di altri la crisi economica. La scelta di vaccinare le isole e renderle “covid free” è stata presa anche da altri paesi esteri, dove addirittura la possibilità di vaccinarsi viene offerta persino ai turisti. In un momento di forte crisi per tutti e in particolare per il settore turistico – che rappresenta una percentuale importantissima del PIL regionale e nazionale – sarebbe opportuno ponderare critiche e attacchi basati su notizie fuorvianti. Fermo restando la necessità di accelerare la vaccinazione dei soggetti a rischio compatibilmente con la disponibilità delle dosi di Pfizer  e detto che in generale sarebbe auspicabile un cambio di passo nella vaccinazione in tutta Italia,  l’immunizzazione delle comunità isolane delle isole minori (richiesta anche dal Presidente ANCIM Francesco Del Deo al Governo Draghi) porterebbe  benefici all’intero territorio regionale e nazionale. Bisogna altresì considerare – si legge ancora  nel comunicato – che i territori isolani vivono situazioni di disagio rispetto alla terraferma e per cui si rende necessaria una particolare attenzione e organizzazione logistica per i cittadini isolani impossibilitati a recarsi presso le strutture della  terraferma».

La conclusione, forse superflua, è una serie di ringraziamenti politici: «Ringraziamo quindi ancora una volta il Presidente Vincenzo De Luca e la giunta regionale oltre che il Direttore Generale dell’ASL Napoli 2 Nord Antonio D’Amore per il grande sforzo organizzativo e logistico che stanno portando avanti per vaccinare nel caso dell’isola d’Ischia (terza isola italiana dopo Sicilia e Sardegna) circa  60mila persone.  L’efficienza dimostrata dalla regione Campania nella somministrazione delle dosi effettivamente assegnate, offre la possibilità di avere in tempi rapidi l’immunizzazione di tutti i cittadini campani stroncando alla radice le sterili polemiche che in questi giorni pure si stanno innescando. »

Le accuse dell’ANCI

I Comuni della Campania contestano l’ipotesi ventilata dalla giunta regionale di vaccinare i cittadini residenti nelle località turistiche. «Si rischiano discriminazioni tra cittadini» dice una nota dell’associazione dei comuni campani. «Apprendiamo che è allo studio – si legge nel comunicato di Carlo Marino e Gaetano Cimmino – l’avvio di una campagna di vaccinazione destinata ai cittadini residenti nelle località turistiche con lo scopo di fronteggiare la concorrenza internazionale e salvare gli apporti economici della stagione estiva della Campania, rimettendo in moto anzitempo le attività turistico ricettive nelle aree prescelte. Apprezziamo l’interesse e l’attenzione da parte della Giunta regionale in quanto, lo sappiamo bene, il settore turistico è sicuramente uno dei più colpiti tra le attività economiche in Italia, e soprattutto in Campania. Tuttavia questa indicazione non ci trova concordi in quanto rischia di creare, nuovamente, una discriminazione tra i cittadini della Campania, stavolta non più per appartenenza a una categoria professionale ma per residenza».

«Pertanto – proseguono i vertici di Anci Campania – suggeriamo di attenersi scrupolosamente ai criteri fissati dal Governo, evitando nuovamente corse preferenziali e vaccinando per fasce di età. Qualora, nelle prossime settimane, i vaccini arrivassero in modo consistente e abbondante, è auspicabile una vaccinazione diffusa ai gruppi produttivi legati al settore turistico, purché avvenga in maniera autonoma, per il loro personale, a loro spese, e non risulti in conflitto con la vaccinazione pubblica disposta da Commissariato di Governo e Regione».

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