La protesta di Napoli: forse, un’occasione mancata | #4WD

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La violenza, in ogni sua forma, è sempre inaccettabile! Detto ciò, ecco che il centro della discussione dopo i fatti di Napoli di due notti fa sembra essersi spostato dall’avventatezza di De Luca nelle sue dichiarazioni di venerdì pomeriggio e sull’opportunità o meno dei drastici provvedimenti paventati, alla natura e all’opportunità della protesta popolare che, dalle prime stime, avrebbe coinvolto in poche ore oltre centomila persone.

Sui miei profili social ho chiesto, ottenendo numerosi commenti: serve protestare dopo aver legittimato De Luca e il suo delirio d’onnipotenza con un consenso che ha superato il 70%? Qual è il legame tra un corteo pacifico, figlio delle legittime preoccupazioni del momento, e la distruzione di auto e negozi o l’aggressione di giornalisti al lavoro? Sotto quest’aspetto, è chiaro a tutti che la solita mano nera abbia contaminato in poche ore quella manifestazione spontanea con la presenza di autentici arrevotapopolo che nulla hanno a che fare con la civiltà e, soprattutto, con la vera napoletanità. Il classico modo, questo, per farsi del male da soli e sminuire la forza di fuoco di un movimento di contestazione tanto corretto quanto concreto che da Napoli avrebbe potuto trovare proseliti in tutta Italia, mettendo a serio rischio l’incapacità e l’inadeguatezza di chi è al Governo.

Detto ciò, sarà estremamente interessante assistere alle prese di posizione di Conte e compagni verso le decisioni annunciate da De Luca; e perché no, capire se e come l’avvocatura regionale sosterrà il suo presidente in tali intenzioni. Perché il problema è proprio quello: De Luca non ha il potere di limitare la libertà personale fino a questi livelli, sostituendosi al Governo centrale, che l’altro ieri ha annunciato la non volontà di portare avanti un nuovo, disastroso lockdown generalizzato, bensì ripristinare solo alcune delle chiusure già adottate da marzo scorso in poi.

Tutto questo è più che bastevole a preoccuparci non poco.

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