La piazza, la Leopolda e il Barone…

0

Attori & spettatori di Anna Fermo

Cominciamo da sabato: “Uno in piazza San Giovanni a Roma per convincere che “il traditore” non è lui, ma quelli rimasti nel Palazzo. L’altro alla Leopolda di Firenze, per la prima volta leader senza alibi di un partito tutto suo”. Credo che questa possa essere davvero la sintesi perfetta di quest’ultimo sabato, quello targato giustamente “dei due Matteo”, unici ed assoluti protagonisti della scena politica, a livello nazionale, di oggi, oltre il governo Conte 2.
Ed ecco sopraggiungere domenica, con il preannunciato intervento in piazza, in quel di Lacco Ameno, dell’ormai suo ex Sindaco, Giacomo Pascale, detto il Barone, protagonista assoluto della scena politica locale negli ultimi due anni, sfiduciato solo qualche giorno fa, inaspettatamente, dalla sua stessa maggioranza, quanto da chi sindaco in realtà l’ha voluto. Un intervento per fare chiarezza sul suo operato, per rimarcare l’impegno quotidianamente profuso per la sua comunità e per dimostrare l’infondatezza delle motivazioni addotte da chi l’ha, in gergo comune, mandato a casa!
Dal nazionale al locale la scena ha avuto al suo centro un palco, proscenio naturale del politico di oggi: Salvini e Renzi, mediaticamente imbattibili ormai anche da Di Maio, come Giacomo Pascale, il Sindaco mediaticamente più impegnato della nostra isola, oltre ogni capacità amministrativa che di certo non possiamo non riconoscergli. Eppure, con la questione del Terremoto, è venuto fuori come un uragano, occupando la scena mediatica nazionale, regionale e locale, in strenua difesa dell’intero nostro territorio isolano oltre che di Casamicciola, Lacco e Forio, i comuni interessati dal sisma del 21 agosto 2017.
Solo martedì li abbiamo visti sfidarsi a Porta a Porta, arbitrati da un divertito Bruno Vespa ed eccoli di nuovo, proprio quest’ultimo sabato, affrontare ognuno la propria “gente”. Per Salvini, si è trattato di una vera e propria mobilitazione di massa, con un Centro Destra unito con Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi. Per Renzi, una sfilata da scissionista del PD, per ripartire da là, dalla Leopolda, dove dieci anni fa lanciò il ritornello sulla rottamazione senza sapere, o forse si, che poi avrebbe creato un mostro: altro che Italia Viva. E, per un sabato che va dunque ben oltre il villaggio, la nostra domenica isolana si è invece colorata proprio di Leopardiana memoria, tant’è che il nostro “Barone” la piazza l’ha attraversata e come, a testa alta, per salutare la sua comunità, con un già rinnovato afflato per una campagna elettorale che nel Comune Ameno non tarderà molto a venire. Moderato e pacato, solo a tratti, lì lì pronto a scoppiare di rabbia. Ed invece no, nessuna rabbia, solo sorrisi e ringraziamenti, quelli di un Sindaco, rivolti a tutti e nessuno escluso, anche ai suoi detrattori. Un grazie a Destra, Sinistra e Centro mi verrebbe da osservare. Un Intervento magistrale quanto a trasversalità, migliore di quello di Renzi che continua a strizzare l’occhio anche a FI oltre che a sinistra e centro!
La speranza: comune denominatore dei protagonisti del palcoscenico di sabato e domenica in uno scenario politico davvero difficile da interpretare e comprendere, quando non anche da giustificare. “Spera di sfruttare la scia positiva dello scontro tv con “la Bestia” comunicativa di Salvini, ma è perseguitato dal fantasma di quello che avrebbe potuto essere se non avesse dilapidato i suoi consensi”. Questa la speranza di Renzi per il Fatto Quotidiano , motivo per il quale, addirittura, starebbe puntando tutto “sugli orfani (da sinistra a destra) e giocherà a far ballare il governo”. Settimana scorsa i ministri M5s e il premier Conte sfilavano a Napoli per festeggiare i 10 anni del Movimento 5 stelle ed assicurare lunga vita all’alleanza giallorossa, ed ecco che giunge il turno di chi vuole loro rovinare la festa, mentre il leader Pd, Nicola Zingaretti appare, vanamente, senza alcuna speranza e forse per questo da solo, in Umbria a fare campagna elettorale per le Regionali. «Mi dicono che voglio staccare la corrente al governo. No, voglio eliminare le correnti dal nuovo partito», ha detto presentando Italia Viva.
Dal canto suo, Salvini, che aveva tentato di spaccare il governo per provare a tornare alle urne e prendersi i “pieni poteri“, oggi nutre una rinnovata speranza, riprendersi i riflettori per dimostrare che comunque un piano in testa ce l’ha. Rilancia l’offensiva al governo e prova dunque a risalire la china: «Questa non è la piazza di Matteo, Giorgia e Silvio, ma di tutti. Qua c’è l’Italia che lavora, che soffre, che sogna, che spera», ha detto aprendo la manifestazione dell’«Orgoglio italiano» del centrodestra in piazza.
Quella di Salvini, come quella di Renzi, è prima di tutto una prova di forza, soprattutto mediatica e se la stanno giocando tutta sull’impatto d’immagine: se i numeri di certo non spaventano Salvini, piuttosto lo preoccupa dover tenere a bada gli alleati, tra chi vuole superarlo in sovranismo e chi lo frena dalla parte dei “moderati”. Il Cavaliere Berlusconi vede i suoi consensi sparire e proprio non ce la fa a dividere la piazza con i neofascisti di Casapound. La deputata Mara Carfagna poche settimane fa si è fatta leader dei “resistenti” contro le sirene di Matteo Renzi che corteggia i forzisti perché vadano in Italia Viva.
Se non fosse il decimo anno che organizza la convention alla Leopolda, quello di Renzi avrebbe avuto tutto il sapore di un debutto. Perché se mai prima d’ora aveva potuto dirlo apertamente, questa volta non c’era più niente da nascondere: l’ex segretario e premier Pd non solo ha adesso un partito tutto suo, ma è alleato del governo e può permettersi di fare richieste e sbattere i pugni (come sull’emendamento per abolire quota 100) e non è detto che al tavolo ci resti per sempre.
L’anno scorso la kermesse si aprì con la canzone Noi siamo quelli che restano (De Gregori-Elisa) e a ripensarci oggi sembra una barzelletta. La Leopolda del decennale, che ha avuto l’ambizione di un nuovo inizio, aperta dalla canzone di Jovanotti, sul Lungomare del mondo, quella che inizia con “da oggi chiudo i conti col passato”, ha saputo solo ripetersi e dunque racchiudere passato, presente e futuro, nel culto del solo Capo: Matteo Renzi.
È stata la Leopolda dell’egolatria, forse ancora più degli altri anni, perché più libera dell’“impiccio” del Pd, il Capo come tutto, porte aperte a chi si riconosce in lui, da destra o da sinistra. Celebra così Renzi la nascita della sua Italia viva: sciorinando un programma vecchissimo per rifare una specie di Dc. Un progetto nel quale si sono affossati decine di leader politici, dagli anni Novanta in poi.
Come qualcuno ha detto: “Un afflato democristiano ed ecumenico del quale l’ex premier da un segnale preciso alla fine del suo discorso, citando , a una platea di seimila persone composta anche da Lele Mora, forse l’unica vera sorpresa della kermesse dopo il mancato arrivo di Verdini junior, addirittura Aldo Moro: «Se vogliamo essere presenti, dobbiamo essere per le cose che nascono, anche se hanno contorni incerti, e non per le cose che muoiono, anche se vistose e in apparenza utilissime»”.
Scenderà ancora in campo, Giacomo Pascale, insieme a chi non lo ha abbandonato vivendone e condividendone la caduta e già preannuncia una lunga campagna elettorale nel nostro piccolo comune Ameno, contro chi l’ha tradito. Eppure, ci sembra di intravedere già oggi cose che si son purtroppo più volte ripetute in questo comune.
E’ così: se a livello nazionale stiamo assistendo nient’altro che a simulazioni parallele di una politica ansiosa di riempire i vuoti con il proprio potere, nulla di diverso ci sembra stia accadendo a Lacco Ameno. Se è vero che la cacciata del Sindaco Pascale non risponde ad alcun disegno volto al rinnovamento, al progresso o alla rinascita del Paese Lacco Ameno, è purtroppo vero anche che a Lacco come sul nazionale, scesi dal Palco, tutti i diversi protagonisti, restano parte integrante, quando non addirittura custodi, di un sistema ancora sospeso tra la mera retorica del cambiamento e la triste realtà che non lascia intravedere nulla di nuovo.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui