La miseria dietro l’angolo | #4WD

Daily 4ward di Davide Conte del 9 luglio 2020

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Siamo al 9 luglio e ancora oggi, a mio personale giudizio, c’è chi sta cercando -giustamente- di cominciare a raccogliere i primi frutti fine-settimanali della stagione in corso e chi, come gli amministratori pubblici locali, sono totalmente distanti da una considerazione seria e coscienziosa dello stato sociale in cui stiamo precipitando, intenti ad asfaltare strade chiudendo il centro cittadino in pieno giorno o in altre faccende affaccendati che nulla hanno a che vedere con le reali esigenze di un periodo come questo.

Con gli uffici del lavoro e l’INPS ancora chiusi al pubblico, è pressoché impossibile avere un quadro completo della situazione occupati locali a giugno 2020 rispetto all’anno prima; ma forse sarebbe ora che i sei sindaci isolani rivolgessero un atto d’interpello alle rispettive sedi centrali o, ancora meglio, all’Istat. Credo si tratti dell’unica vera strada a loro disposizione per svegliarsi dal sonno atavico del clientelismo e dell’incapacità amministrativa e concentrarsi su quelle che potrebbero essere non tanto le soluzioni (competono, per fortuna o purtroppo, al Governo centrale) ma le azioni di doverosa rimostranza verso quell’inerzia ormai insopportabile che, da qui alla metà di settembre, metterà a nudo l’autentica miseria di moltissime famiglie (mono o plurireddito che siano) dell’isola d’Ischia. Già al momento sodalizi come la Caritas diocesana o la Catena Alimentare di Casamicciola vedono aumentare a dismisura il numero dei loro assistiti; figuriamoci cosa accadrà tra un paio di mesi, quando molti alberghi potrebbero chiudere in anticipo, aggiungendo così i loro dipendenti alla lunga schiera della nuova disoccupazione che ci riguarda.

C’è un detto antico che recita: “Chi p’aùst nun s’è vestùt, vierne ‘nguoll c’è venùt”, che metaforicamente associa il reperimento di una buona quantità di abiti caldi entro agosto per evitare di lasciarsi sopraffare dal freddo invernale. Quest’anno credo che il problema ce lo dovremmo porre già!

1 commento

  1. Forse questi non sanno che se non raggiungi le tredici settimane di lavoro non ti spetta la naspi anche se solo per sei settimane o forse pensano che ci sono ancora i malloppi sotto le riggiole

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