La mappatura dei disegni murali della sala 1.2 della Torre Guevara di Ischia donata alla Biblioteca Antoniana

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Elena Mazzella | La Torre di Guevara, lo storico cespite che troneggia ed impera sulla baia di Cartaromana, continua a raccontare la nostra storia grazie alla mappatura completa tracciata dalla studentessa, ora restauratrice, Edith Boehme che ne ha fatto argomento di tesi per la sua laurea come restauratrice presso l’Accademia di Belle Arti di Dresda. 

La consegna ufficiale del prezioso segno documentale è avvenuta qualche giorno fa nella sala consiliare del Municipio d’Ischia nel rispetto delle vigenti normative sanitarie dal Presidente del Circolo Sadoul, prof. Pietro Greco, in presenza del sindaco d’Ischia, Enzo Ferrandino, del Presidente del Circolo Sadoul, prof. Pietro Greco, dell’assessore alla cultura Liliana Buono e della direttrice della Biblioteca Antoniana, Lucia Annicelli.

Il testo in tedesco, accompagnato da una serie di schede di dettaglio si avvale della traduzione in italiano curata dal Circolo Sadoul. Analogamente a quanto avvenuto per il precedente lavoro della restauratrice Maria Gruenbaum – relativa alla sala 1.1 – l’intera documentazione è stata poi depositata presso la Biblioteca Antoniana per favorirne la consultazione da parte degli studiosi interessati ad approfondire la conoscenza del principale monumento pubblico del Comune d’Ischia.

Sentiti ringraziamenti ed attestazioni di gratitudine al Circolo Sadoul da parte del Sindaco d’Ischia che nel saluto di benvenuto così esprime:

“Oggi abbiamo in consegna una tesi di laurea di una studentessa dell’università di Dresda che ha come oggetto un intervento importante di restauro delle due sale della Torre di Guevara. Ricordo come se fosse oggi quando materialmente si diede vita a questo intervento di restauro con la partecipazione attiva dell’allora assessore alla cultura del Comune di Ischia Salvatore Ronga. Una sala, la stanza 1 le cui pareti risultavano essere piene di fuliggine che non lasciava intravedere cosa essa celasse. Dopo l’avviamento dei lavori di restauro, ebbi modo di salire sull’impalcata e di ammirare da vicino l’importante intervento di recupero provando non poca emozione nell’osservare gli affreschi venuti alla luce che raccontano la storia di quel cespite del nostro territorio che tanti anni fa risultava essere centro di dinamiche culturali e sociali confermando l’identità isolana di crocevia e luogo di incontro di diverse culture e diverse storie. Questo ci deve inorgoglire e rendere consapevoli di ciò che ci è stato consegnato dalla storia. Tutt’oggi l’amministrazione comunale, con l’impegno dell’attuale assessore alla cultura Liliana Buono, sta cercando di promuovere il massimo sforzo possibile per preservare dall’intemperie del tempo, la struttura portante della Torre, cespite di proprietà pubblica di maggior valore storico e culturale che il comune di Ischia ha a disposizione, e che in qualche modo noi ischitani finiamo per dimenticare. Rivolgo un monito a noi stessi affinchè possiamo impegnarci ancora di più per rilanciarne il valore storico. Questa tesi di laurea che oggi ci viene consegnata è il segno documentale dell’intervento che è stato effettuato all’interno della struttura e sarà custodito gelosamente nella teca della Biblioteca Antoniana. Voglio qui ringraziare il Circolo Sadoul con tutte le intelligenze coinvolte che alimentano sempre nuovi dibattiti culturali e da sempre sul nostro territorio è sentinella e presidio di tutela di questo cespite così importante per la nostra storia e la nostra cultura”.

L’opera, denominata “I dipinti della volta della Sala 1.2 della Torre di Guevara”, viene introdotta dal discorso del Presidente del Circolo Sadoul, prof. Pietro Greco:

“Considero la Torre di Guevara un emblema perché ha un valore storico intrinseco che affaccia su una Baia unica in Italia in quanto ogni giorno ci restituisce Ischia sia come patrimonio culturale di circa tremila anni, ben documentato dalla Storia d’Ischia, sia patrimonio naturale in quanto affaccia ad un luogo dove si effettuano studi di importanza mondiale, quali la certificazione delle acque.

Volevo accennare a dei ringraziamenti particolari al Sindaco di Ischia e alla direttrice della Biblioteca Antoniana, alla quale consegnerò tra poco la preziosa mappatura, a Rosario de Laurentiis che ha curato la metodica traduzione in italiano dell’opera, Giorgio Brandi, tra i promotori dell’iniziativa e tutti i componenti del Circolo Sadoul. Con questa opera il Circolo dimostra di essersi assunto le tre missioni dell’Università. L’educazione, la diffusione di conoscenza e la produzione della nuova conoscenza. E questa opera che stiamo consegnando ne è il risultato”.

Negli anni, il Circolo Sadoul ha sempre posto grande attenzione sulla Torre che prende il nome dalla famiglia che l’ha posseduta per quasi quattro secoli. L’immobile, caduto nel più completo abbandono, è stato sottoposto ad un ciclo pluriennale di restauri nell’ambito di una convenzione tra il Comune, proprietario del cespite, la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici, il circolo stesso e l’università di Dresda, la cui Hochschule fur Bildende Kunste è considerata ai primi posti nel mondo per il recupero degli affreschi e dei disegni murali.

Grazie a tale convenzione, decine e decine di specialisti tedeschi guidati dal prof. Thomas Danzl in collaborazione con l’arch. Monica Martelli Castaldi, si sono avvicendati, ospiti del Sadoul, per recuperare decorazioni e pitture rinascimentali che erano state completamente dimenticate.

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