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La linea lacchese, lo scontro prosegue. Domenico ordina e Piero e Giacinto eseguono…

Giacomo Pascale approva DUP e Bilancio, Domenico De Siano abbandona l’aula in assenza di garanzia istituzionali

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Ida Trofa | Il leader dell’opposizione lacchese annuncia a Giacomo Pascale, con un intervento messo agli atti del consiglio comunale, la decisione di abbandonare la seduta “per il mancato rispetto dei ruoli e delle istituzioni” del Paese, a rischio dopo la convocazione del consiglio comunale senza che tutti i consiglieri fossero messi in condizione di lavorare e approfondire gli atti del Bilancio e, soprattutto, il parere del revisore dei conti giunto a “stretto“ giro e senza che vi fosse, a dire del portavoce della minoranza, Domenico De Siano, il tempo tecnico previsto dalla norma.

“Abbandonare il consenso sarebbe un errore”, ha provato mettere in guardia il capo del “Il Faro” prima che il presidente del Consiglio concedesse 10 minuti di sospensione per approfondire la tempistica e le tematiche. D’altronde, ha chiosato poi Pascale “Non c’è nulla di nuovo nelle dinamiche e nei modi di fare di certi personaggi! Abbandonano il consiglio comunale… il nostro governo va avanti perché ha degli obbiettivi. Loro non mutano mai le prospettive, né lo stile politico. La loro condotta, ormai, non può più influenzare negativamente nessuno n’è tanto meno le relazioni istituzionali. Disertano le sedute, le abbandonano, mostrando solo disinteresse per il paese. Pretendono. Però non danno conto mai del loro operato, di quel che dovrebbero fare per il paese ed invece non fanno”.

Intanto, poco dopo l’annuncio delle intenzioni di abbandonare l’aula, i 6 di “Lacco Ameno C’è e Vive“ lasciano l’aula, mentre la maggioranza dei 7 vota, tira dritto e approva in solitaria, con la compagine del Senatore intenzionata a fare altrettanto, nel progetto di destituire e segnalare al Prefetto di Napoli, alle istituzioni che contano le condotte “prive di garanzia ed imparzialità” che la presidenza del consiglio comunale, in uno il segretario Andrea Pettinato starebbero assumendo nell’interpretare il proprio ruolo. È il gioco delle parti. Tra chi tenta di ritrovare l’equilibrio amministrativo perduto e chi gioca ad agitare le acque minandone la serenità. La Linea lacchese prosegue.

Seduta carica di tensioni
Una seduta breve, poco meno di un’ora, ma carica di tensioni, ha visto ieri, a partire dalle 11.30, lo svolgersi dell’ennesimo round Pascale vs De Siano con Dante De Luise da una parte, Piero Monti e Giacinto Calise dall’altra, tirati nel mezzo a fare gli utili pretesti per scatenare la polemica. Il dato sostanziale sta nei numeri: la minoranza lascia l seduta in aperta polemica e la maggioranza approva il Documento Unico di Programmazione (DUP) per il periodo 2022/2024 ed infine il Bilancio di previsione finanziario 2022/2024. Pubblico assente.

Fact checking
Prima della seduta i due gruppi di opposizione consegnano due documenti agli atti del consiglio comunale in favore dei responsabili dei settori, D’Andrea, Barbieri e Monti. Uno riguarda la proroga tecnica del settore NU. La minoranza diffida ad emettere mandati di pagamento in favore della Supereco srl, l’altra chiede la verifica ed il controllo, del rispetto delle condizioni contrattuali, del capitolato e dell’offerta migliorativa da parte della società che effettua il servizio di raccolta dei rifiuti, attualmente in progetto.

Primo punto. Si passa al primo punto DUP.
De Siano interviene richiamando il regolamento sugli atti contabili, lo stesso regolamento firmato da Giacomo Pascale, sul rispetto delle tempistiche nella consegna dei documenti: “Il 10 maggio ci è stato consegnato il parere del revisore e non ci sono i 10 giorni liberi previsti per la valutazione degli atti del consiglio. Chiediamo siano rispettati i tempi per svolgere il nostro lavoro. Se è intenzione del Presidente del Consiglio De Luise andare avanti, ci riserviamo di abbandonare l’aula” (Il protocollo comunale sul parere del revisore riporta la data del 10 maggio, il documento invece viene datato 6 maggio NDR). Idem Calise che si associa alla dichiarazione di De Siano.
Il presidente del Consiglio concede 10 minuti di sospensione dei lavori per verificare. Se fosse fondata la contestazione della minoranza, il consiglio andrebbe riconvocato.

Dopo le verifiche si va avanti e Giacomo Pascale replica al senatore azzurro: “potete andare o restare, le note che avete protocollato riguardano un punto che discutiamo tra una settimana. Ultimante vi sbagliate di frequente. Il parere a cui vi state aggrappando si riferisce al DUP è stato reso il 5 giugno. Avete avuto tutto il tempo e la legge parla chiara”
Velata polemica con le opposizioni Pascale non ci sta e alza la voce: “Abbiamo atti muniti di parere come per legge. Non vi sono pareri ostativi e ritengo di procedere come da proposta all’Ordine del Giorno, votando i conti di un ente che gode di ottima salute”.
De Siano replica ancora: “Non condividiamo l’impostazione che si ritiene dare ai lavori del consiglio e nostro malgrado con displicare intendiamo lasciare l’aula”. Battibecco in aula mentre la minoranza lascia il consiglio. Giacinto Calise prova a chiedere al presidente del consiglio cosa ne pensa: “Il presidente non si è espresso!”

Pascale salta sulla sedia e parte un battibecco. Calise, Pascale, De Siano si beccano come galli sulla “munnezz”a. Si tenta di tirare in mezzo il presidente De Luise esortandolo ad esprimersi sulla paventata sospensione del voto.
De Siano, portandosi dietro gli altri cinque consiglieri, invita il conduttore a ristabilire l’ordine: “Presidente riporti l’ordine !”
Giacomo Pascale, in chiusura, invita a proseguire i lavori senza stop: “Non commento che lascino l’aula sono tutte pratiche che non sorprendono. Non ci sono pratiche nuove. Servirebbe il coraggio di cambiare e capire i giovani di ieri sono gli uomini di oggi: ma che parlamm a fa”.

DUP
Prima del voto il sindaco illustra il DUP: 350 mila euro per l’IMU di aumento perché è finita l’emergenza COVID; poi Tari il piano è stato validato dall’ATO. Le entrate restano come stimate; infine l’imposta di Soggiorno in via prudenziale di 360 mila euro. “Il buon governo significa fare delle scelte ed avere rispetto delle istituzioni non cresce sugli alberi. Moralità in politica vuol dire mantenere gli impegni – spiega Pascale annunciando risparmi per i servizi cimiteriali e alla mensa scolastica per le famiglie disagiate. Così abbiamo provveduto a ridurre le tariffe dei servizi cimiteriali. Da 480 a 370 € esumazioni; riesumazioni da terra. Da 370 a 250 € per lo smaltimento dei materiali i costi restano invariati. Per il prossimo anno la mensa dei bambini per fascia fino a 6 mila euro a totale carico del comune”.
Sul Bilancio, dopo i fuochi di artificio iniziali, è tutta una passeggiata. La maggioranza approva un conto che a gennaio 2022 parlava di quasi 6 milioni ed ottocentomila euro di cassa con una quota vincolata di 600 mila euro. “La salute dei conti pubblica è buona, siamo un comune come diceva un segretario che ha “troppa cassa” chiosa Pascale che si riprende la scena dell’emiciclo.

Post Consiglio
Infine ancora Pascale chiude il consesso parlando ai giornalisti ed ai suoi consiglieri con un continuo ritorno all’approdo turistico e alla contesa mai sopita con un continuo ritorno alle “scorrettezze” di De Siano il cui fantasma lo agita e continuerà a farlo per molto. La chiusura è tutta da godersi. “Sulle tariffe per il porto che si discuterà nella prossima seduta abbiamo 783 mila euro entrate per il porto turistico e per l’intero anno – commenta il primo cittadino – qua scappano, ma nessuno dice quando pagano e non quanto! Noi facciamo i fatti. 9 milioni e passa, 2,2 milioni di avanzo libero, sono numeri che ci fanno prendere atto della buona amministrazione e che davanti agli atti ci dicono che il comune gode di buona salute”.

Inevitabile l’affondo al dissesto procurato, sostiene il Barone, da chi oggi scappa. Abbiamo rinegoziato il mutuo del famoso DL 35. Una palla al piede lasciata dall’amministrazione Carmine Monti. Noi pensiamo a costruire e qualcuno il comune se l’è mangiato dalle fondamenta. Siamo l’unico comune italiano che ha fatto ricorso al decreto Renzi con cui ci siamo indebitati e siamo falliti. Un debito spalmato a 30 anni! Loro fanno guai e noi li risolviamo. Parlano pure e ultimamente si confondono spesso. La scadenza per la consegna del parere sul DUP, con cui hanno innescato l’ultima polemica cercando di fermarci è a 5 giorni. Noi lo abbiamo consegnato il 5 maggio ed inviato il 6 maggio, dunque nei termini. C’è stata confusione la norma in relazione all’atto temporale. Tutto il resto è aria fritta. Evidentemente si sono confusi, al senatore ultimamente capita spesso”.

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