La Giunta non torna. Pascale promette: «porterò il presidente del consiglio a Lacco Ameno e avrà lo stipendio»

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La Giunta a Lacco Ameno proprio non quadra e Pascale progetta la nomina del Presidente del Consiglio Comunale né tentativo di aggiustare almeno il tiro. Il neo riconfermato sindaco prova ad accontentare tutti e dal cilindro di Piazza Santa Restituta caccia l’ultimo coniglio: cambiare il regolamento e lo statuto comunale per ricavare un nuovo stipendio e il contentino per gli esclusi dell’esecutivo in via di formazione.

Così il primo cittadino ha già promesso che istituirà la figura del presidente del consiglio comunale. Figura non prevista dal civico consesso lacchese che sarà, a ben vedere, l’ennesima novità di questo pazzo-pazzo 2020 politico-elettorale. Pascale porterà il Presidente del Consiglio e avrà, ovviamente, uno stipendio.

Giacomo Pascale da giorni dopo il ballottaggio vincente si trova alle prese con il manuale Cencelli, nello strenuo tentativo di istituzionalizzare il voto tra una “festicciola” e l’altro, tanto per dare un peso all’amministrazione, magari per cominciare a lavorare sul serio.

Stando alle indiscrezioni trapelate, Pascale non è stato ancora in grado di mettere d’accordo tutti sulla nomina della giunta cosi avrebbe promesso ai suoi sodali di correre ai ripari con commissioni, future presidenze e partecipazioni.

Non ci stanno

Non sembra essere gradita a tutti l’assegnazione di ruoli politici e governativi agli esponenti della coalizione in proporzione al loro peso elettorale. Infatti l’esecutivo, almeno quello è deciso, non sarà formato semplicemente in ordine al piazzamento e al nemico dei consensi conferendo cosi la nomina di assessore ai vari Giovan Giuseppe Zavota, Pietro Monti, Ciro Calise e Dante De Luise, rispettivamente i più votati. Pascale ha molte cambiali elettorali da pagare.

Gli esclusi scalpitano ed invocano la necessità di non finalizzare le solite nomine effettuate in una mera logica di spartizione in assenza di meritocrazia. Pascale vorrebbe assegnare la carica di vicesindaco ed assessore con Delega e Giovan Giuseppe Zavota, il più votato. La cosa però non rientrerebbe negli accordi presi con almeno 4 dei suoi candidati ai quali era stato promesso un posto in Giunta.

Ovvero in ordine di piazzamento Carla Tufano,  Giacinto Calise ed in ultimo ma non per ultimo Mennella Leonardo. Forzature e pretese che di fatto avrebbero già posto fuori dai giochi il resto della compagine con Enza Patalano in testa. Pascale in queste ore prova a trovare la quadra e a far rientrare i malumori. Intanto Giovan Giuseppe Zavota non molla. Vuol essere lui il vicesindaco e assessore.

Dinanzi a questa presa di posizione non molla neppure la rivelazione del voto Pietro Monti che ha promesso, soprattutto a sua moglie, la fan più accanita, che sarebbe stato lui, suo marito eletto in pompa magna e con una messe di consessi, l’assessore di Lacco Ameno.

Più docile invece la figura di Dante De Luise che, incassata la propria vittoria personale avrebbe accettato di farsi da parte in vista di un futuro miglior in termini di cariche  e di ruoli. Non del tutto remissivo ed appagato Ciro Calise che forte dei 173 voti, anche se in calo di consensi rispetto al passato, gradirebbe un ultimo giro in Giunta. I fedelissimi e vecchi marpioni non mollano, i nuovi scalpitano e i raccomandati politici spingono usando i propri padrini forti delle tante incognite pascaliane: la quota rosa, il presidente del consiglio, il consesso e l’assessore esterno nei comuni al disotto dei 5mila abitanti.

Per ora Pascale ha liberato un posto, quello di Dante De Luise promettendo l’istituzione della firma del presidente del consiglio e la futura nomina.

Ma i malumori ed i mal di giunta non sono finiti. I grattacapi maggiori e le spinte provengono da Forio e dalla quota rosa, il sindaco Francesco Del Deo avrebbe già in mente, una architetta che deve essere piazzata dopo i successi e i riscontri favorevoli nella commissione sismica turrita. Si parla insistentemente di Carla Tufano per tingere di rosa, quanto basta e quanto piace al Papa Richelieu.

In questa eterna partita a carte cosa faranno gli altri? Resteranno a guardare? Hanno gridato “Libertà, libertà” sventolato bandiere di liberazione ed ora si lasciano sbattere con bandierine da sbattere al vento.

Consiglio comunale entro 10 giorni dalla proclamazione e modifica del regolamento per creare la Presidenza

Consiglio comunale entro 10 giorni dalla proclamazione e modifica del regolamento per creare la Presidenza, sono questi gli obbiettivi minimi di sopravvivenza. Per ora il sindaco Pascale si dice pronto ad istruite un nuovo posto ed un nuovo stipendio da minimo 1000 euro al mese per mantenere i suoi già fragili equilibri. L’ennesimo spreco per la nomina dell’inutile presidente del consiglio. L’isola di Ischia, da Casamicciola Terme in piena era Giosi Ferrandino, passano per  Barano con Paolino Buono fino a Lacco Ameno, è piena di questi esempi.  

Una nomina che comunque resta ad appannaggio del consiglio comunale stesso. Quindi, per ora, Pascale ha mandato tutti a comprare del  tozzabancone e poi si vedrà. Si vedrà con i bilanci e la sostenibilità economica di un ente ancora in dissesto che sforna stipendi e per di più in cariche dal peso specifico impalpabile secondo le logiche affaristiche e strumentali di casa nostra. Mentre si studia come modificare allo scopo le 35 pagine ed i 95 articoli dello statuto la prima convocazione del Consiglio Comunale subito dopo le elezioni per il suo rinnovo dovrà essere indetta dal Sindaco entro 10 giorni dalla proclamazione degli eletti e la riunione deve tenersi entro 10 giorni dalla convocazione.

Il conferimento delle deleghe rilasciate agli Assessori o Consiglieri, deve essere comunicato al Consiglio, ai Capi Gruppo consiliari ed agli organi previsti dalla legge, nonché pubblicato all’Albo Pretorio entro un congruo e ragionevole tempo, cosi come la nomina del  Vice Sindaco nominato tale dal Sindaco che sarà l’Assessore che ha la delega generale per l’esercizio di tutte le funzioni del Sindaco, in caso di assenza od impedimento di quest’ultimo. Una nomina quest’ultima blindatissima e tutta in quota Zavota.

Il nodo 27

Il nodo dei posti liberi starebbe anche nell’articolo 27 e la carica di vicesindaco. Istituita la figura del presidente mancherebbe sempre un posto pet Piero Monti, l’altro nome a cui, insieme a Dante De Luise, ci si è rivolti perché si facessero da parte. Il buon Dante ha accettato, ma il coriaceo e spregiudicato Piero NO!

Stando all’art 27 del regolamento lacchese “La Giunta è composta dal Sindaco e da un numero di Assessori non superiore a 6, di cui uno è investito della carica di Vice Sindaco“.

Gli Assessori sono scelti normalmente tra i Consiglieri; possono tuttavia essere nominati anche Assessori esterni al Consiglio in numero non superiore ad 1/3 degli Assessori nominati, purché dotati dei requisiti di candidabilità, eleggibilità, compatibilità alla carica di consigliere, nonché in possesso di particolare competenza ed esperienza tecnica, amministrativa o professionale. Gli Assessori esterni sono equiparati a tutti gli effetti agli assessori di estrazione consiliare; partecipano alle sedute del Consiglio, ma non concorrono alla formazione del quorum per la validità della seduta e non hanno diritto di voto.

Il Vice Sindaco e gli altri componenti della Giunta sono nominati dal Sindaco che ne dà comunicazione al Consiglio Comunale nella prima seduta successiva alle elezioni. Qualcuno si è persuaso che sia colpa di Zavota che vuole tutto e tutte le deleghe se non si è ancora liberato l’altro posto l’utile in giunta!

Come andrà a finire ‘ lo scopriremo solo vivendo…

La Giunta oltre a collaborare con il Sindaco nell’amministrazione del Comune e compie tutti gli atti che non siano riservati al Consiglio e non rientrino nelle competenze attribuite al Sindaco, al Segretario Comunale, al Direttore Generale, se nominato, od ai Responsabili dei Servizi, prevede che i suoi componenti percepiscano uno stipendio. E forse questo il nodo cruciale: lo stipendio!

Cosi tra necessità di prevedere assessori esterni per accontentare i non eletti (Leonardo Mennella) e assessori per rispondere alle logiche della norma che impongono la quota Rosa (vincerà la logica foriana con la Tufano?) Pascale non ha una Giunta.

L’istituto in questione, in particolare l’assessore sterno.  è disciplinato dall’art. 47, comma 4 del T.U.E.L. n. 267/2000, ai sensi del quale ‘nei comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti lo statuto può prevedere la nomina ad assessore di cittadini non facenti parte del consiglio .’.

Si desume chiaramente, pertanto, che nei comuni della surriferita entità demografica la figura dell’assessore scelto al di fuori del novero dei consiglieri esiste soltanto se recepita da apposita norma statutaria.

Stando alla medesima norma, per quanto concerne l’ulteriore problematica relativa all’ammissibilità dell’ipotesi che il Sindaco provveda ad ampliare la compagine numerica della giunta in un momento successivo a quello dell’insediamento iniziale di tale organo, si ritiene che occorra fare riferimento alle specifiche disposizioni statutarie di cui l’ente locale è dotato.

La Norma

Ed invero, in base a quanto disposto dal comma 2 dell’art. 47 del T.U.E.L. n. 267/2000, gli statuti, nel rispetto del parametro generale stabilito dal comma 1 del medesimo art. 47 (che ancora ad un terzo dei consiglieri il novero degli assessori) possono disporre che la giunta sia composta da un numero fisso di assessori, oppure da un numero massimo.

In quest’ultima ipotesi, deve intendersi demandata al sindaco la determinazione, in concreto, del numero degli assessori, purchè nel rispetto del limite massimo fissato statutariamente. Nella medesima ipotesi, inoltre, è ammissibile che il sindaco possa procedere, ove lo ritenga, all’ampliamento della giunta in un momento successivo a quello dell’insediamento iniziale di tale organo, dandone tempestiva informazione al consiglio, in analogia alla procedura già seguita in occasione della prima seduta successiva alla elezione.

Per quanto concerne, infine, l’eventualità che in un comune con popolazione inferiore a 15.000 abitanti gli assessori (ivi compreso il vicesindaco) possano essere tutti scelti al di fuori del novero dei consiglieri, si ritiene che non vi siano controindicazioni, purché vi siano specifiche previsioni in tal senso nello statuto comunale che, secondo la scelta operata in tale sede, potrà disporre che la giunta sia composta da assessori esterni solo in parte, oppure ‘in toto’.

Quote rosa in Giunta: l’obbligo vale anche per i piccoli comuni

L’obbligo di rappresentare entrambi i sessi vale per tutti i Comuni italiani e per tutti gli organi, anche quelli non elettivi come le giunte, anche se non previsto dallo Statuto comunale.

E’ quello che si apprende leggendo una nota del Dipartimento per gli affari Interni e Territoriale del Ministero degli Interni che, in risposta ad un esposto, spiega testualmente: «Si osserva che, seppur la legge n. 56 del 7 aprile 2014 all’art. 1, comma 137, ha stabilito un preciso quorum del 40% al fine di rispettare tale principio per i soli comuni con popolazione superiore ai 3.000 abitanti, tuttavia l’obbligo vale anche per i comuni di fascia demografica inferiore ai 3.000 abitanti».

In sostanza l’obbligo di rappresentare pariteticamente in Giunta maschi e femmine vale per tutti i Comuni, anche quelli al di sotto dei tremila abitanti.

3 Commenti

  1. E perché mai i cittadini lacchesi devono pagare uno stipendio per il Presidente delConsiglio Comunale? Una figura inventata di sana pianta?

  2. L’isola ha infatti bisogno di un altro parasite che campa sulle spalle del popolo. Non potendo sentirsi inferior a Forio e Barano il rieletto sindaco ci deve pure lui regalare un altro burocrato che non serve a niente. Vedere gli altri comuni del isola.

  3. parliamone quando sara il momento -per adesso mi sembrano solo istigazione di qualcuno a far credere qualcosa che non c è — e l ha dimostrato schierandosi apertamente durante il percorso elettorale—- chi vivra vedra-tanto sono pochi giorni da aspettare–sperando che le cassandre di turno (purtroppo sempre )si smentiscono

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