La fiaccolata degli assenti. A Ischia, dei poliziotti morti, nisciun se ne fott’

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Venerdì sera, alle 18.45, Ischia provato a rendere omaggio ai due poliziotti uccisi a Trieste. Pierluigi e Matteo, però, per Ischia, non sono troppo importante. Dare un segnale di partecipazione, schierarci dalla parte di due poliziotti uccisi mentre svolgevano il loro lavoro non era una cosa insegnare a scuola.

Non c’era la gretina dell’ambiente da omaggiare. Ma due poliziotti sparati.

Non c’era da fare la scena in strada ed evitare la “scuola”. C’era da omaggiare, solo, due poliziotti uccisi.

E alla folla ischitana, la piccola folla che ha sfilato dal Porto al Commissariato c’erano troppe assenze.

Nonostante la presenza del vice Sindaco di Forio e il Sindaco di Ischia (che, però, va detto, è onnipresente e partecipa anche alla sagra della patata scaldata, basta farsi vedere) non c’era un prete. Il vescovo sfila solo la mattina e quando la claque è piena e folta. Ma ancora, lo ripetiamo, venerdì non c’è un prete, un insegnante, una scolaresca. Non c’era la scuola. Non c’erano gli studenti.

E’ vero, l’unico dirigente scolastico che ha invogliato gli studenti a partecipare è stato Antonio Siciliano del Mattei. E gli altri? Sfilare non è educazione civica. Sfilare per omaggiare due poliziotti uccisi non era degno della loro partecipazione e della loro sollecitazione.

Pierluigi e Matteo meritavano di più. Ma non c’era da mettersi in mostra. Non c’era da saltare qualche ora di scuola. Non c’era da sfilare. Era di venerdì pomeriggio. Era una fiaccolata ed era per due italiani. Mica per seguire una Greta di questa?…

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