La famiglia negata | #4WD

4WARD today di Davide Conte di Sabato 09 Novembre 2019

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Giovannino, il neonato abbandonato in quanto affetto dall’ittiosi di Arlecchino, ha destato la solidarietà di centinaia e centinaia di coppie pronte ad includerlo immediatamente nella loro famiglia, pur nella consapevolezza della sua grave patologia e delle mille incertezze e restrizioni che ne condizioneranno una vita di chissà quale durata.

E’ vero! Oggi in Italia, come in tutto il mondo, molti deboli e le loro storie impiegano un attimo ad uscire dall’anonimato che li avvolge fino e vengono alla ribalta grazie alla pubblicità dei media tradizionali e della rete, o ancora delle ONG e ONLUS di stampo filantropico, colpendo la sensibilità sopita di tanta gente e le loro carenze affettive. Ma dopo una breve indagine effettuata, non me la sentirei di puntare il dito esclusivamente contro questa sensibilità “ad orologeria” di chi, in casi del genere, ostenta tutto il proprio desiderio di diventare genitore.

Ho sempre sostenuto che l’adozione rappresenti un atto di forte coraggio, più che un semplice gesto caritatevole o un rimedio alla sterilità di coppia. Va detto, però, che in entrambe le interpretazioni le difficoltà non cambiano: in Italia ci sono oltre cinque milioni di coppie sposate e negli ultimi cinque anni ci sono state solo tremila adozioni; burocrazia enorme, costi altissimi e tribunali rigidi nelle decisioni e con tempi estremamente lunghi creano le condizioni di non riuscire ad aiutare adeguatamente i trentacinquemila bambini nostrani senza famiglia e i quattrocento neonati abbandonati ogni anno, tenuto conto che su diecimila richieste di adozione solo una coppia su dieci riesce ad ottenerla.

Per questo, come per i tanti argomenti che scottano nel nostro Paese, servirebbe una presa di coscienza forte a livello normativo, sollecitata anche dai tanti perbenisti pronti ad indignarsi solo davanti al “Giovannino mediatico” di turno.

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