«La diabetologia a Ischia? Meglio metterci una pietra sopra!»

L’odissea di un cittadino serrarese. Nonostante la prenotazione i giorni trascorrevano senza risposte. Alla fine si è recato a Napoli, affrontando un faticoso viaggio in una giornata di maltempo. E lo stesso dovrà fare per le certificazioni medico legali, che a Ischia non vengono rilasciate…

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Che il centro di diabetologia a Ischia fosse in odore di smantellamento lo avevamo già denunciato. Nonostante le rassicurazioni, l’odissea di un cittadino che aveva urgente necessità di sottoporsi ad una visita dimostra il grado di inefficienza in cui sta precipitando la sanità isolana. E non certamente per colpa dell’emergenza Covid-19. Il nostro lettore, dopo aver richiesto la visita il 15 settembre scorso, con una impegnativa datata 10 settembre che aveva provveduto ad inviare all’indirizzo mail del Distretto 36 per la prenotazione, è rimasto in fiduciosa attesa.

Invece i giorni sono trascorsi senza che nulla si muovesse e la fiducia si è trasformata in ansia nel timore che nel frattempo l’impegnativa non scadesse.
Qui è iniziato il giro di strutture sanitarie della terraferma per mettersi al sicuro, visto che la visita diabetologica era urgente. Dapprima si è prenotato alla Seconda Università di Napoli oggi Università degli Studi Vanvitelli per il 28 settembre. Poi ha pensato di rivolgersi al “Cardarelli”. Ormai cosciente dello stato in cui versa la sanità campana, nonostante le promesse di De Luca, il cittadino le ha tentate tutte.

Alla fine l’ha spuntata al Vecchio Policlinico, dove si è recato il 28 settembre, purtroppo con condizioni meteo marine tutt’altro che favorevoli. Essendo residente a Serrara, si è dovuto svegliare alle quattro del mattino per prendere il bus e imbarcarsi sul traghetto Medmar delle 6.25. Al termine della visita, è riuscito a tornare sull’isola solo alle 16.15. Il tutto con un’allerta meteo! Come lui stesso evidenzia, ha dovuto «affrontare le ire di Eolo, di Giove Pluvio e di Nettuno perché a Ischia è tutto fermo, tutto bloccato!». Una situazione che rende bene l’idea dei disagi a cui siamo sottoposti noi isolani.
L’unica consolazione è che al Vecchio Policlinico ha trovato medici, competenti, sensibili e disponibili. «Hanno fatto tutto quello che dovevano fare con la massima naturalezza e riservatezza. Ha ricevuto il piano terapeutico trimestrale e tutto quanto necessario e tornerà a gennaio per il controllo.

Tutto a posto, ma con un viaggio faticoso che non tutti possono affrontare. Quanto all’Asl Napoli 2 Nord, il commento è lapidario: «Sul Distretto 36 per quanto riguarda la Diabetologia c’ho messo una pietra sopra».
Ma le lacune della sanità isolana non sono finite qui e lo stesso cittadino serrarese dovrà affrontare una ulteriore trafila per ottenere delle certificazioni ai fini medico legali, che a Ischia non si possono avere. Si è quindi rivolto ad alcune aziende ospedaliere di Napoli ed è rimasto in attesa di risposta. Ovviamente con nuovo viaggio in terraferma in questo inizio autunno in cui le condizioni meteo spesso sono tutt’altro che clementi.
Una storia emblematica che illustra tutte le difficoltà che incontrano quotidianamente i tanti cittadini che hanno necessità di rivolgersi all’Asl. E le cose sono destinate a peggiorare, ovviamente con la scusa del Covid.

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