La compagnia del balzello

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“La compagnia del balzello” è questo il titolo dell’inchiesta della squadra mobile bi Napoli che ha portato agli arresti di Oscar Rumolo, Vittorio Ciummo e Domenico De Siano in attesa del via libera da parte della giunta per le immunità del Senato della Repubblica. Un titolo dal sapere tolkeniano che tratteggia uno spaccato della politica ischitana di pochi mesi. Dal 10 ottobre 2011 al 3 luglio 2012 – il tempo delle intercettazioni – ed è emerso poco. Solo pochi pusillamini incapaci di comprendere il vero senso dalla notizia possono meravigliarsi del ruolo da “cavalier servente” di Sandro Iannotta e di riflesso di Maurizio D’Ambra. Solo i poliziotti di Napoli possono essere meravigliati del ruolo subalterno e cicciobellesco di Carmine Monti nelle mani di Domenico De Siano.
Se davvero questo è lo scandalo o l’inchiesta che dovrebbe scoperchiare il vaso di pandora sull’asse Lacco Ameno – Monte di Procida via Sant’Antimo, allora i nostri hobbit della “Compagnia del Balzello” possono dormire sereni. Ho letto e riletto le accuse rivolte a De Siano, Cesaro, Ciummo, Rumolo, Rando e tutti gli altri e mi chiedo: solo qua?
Quattro tessere al Bingo per partecipare al congresso di Forza Italia che non sono altro che gli avi di futuri scandali alle primarie del PD. Cinesi o foriani malati di macchinette che differenza c’è?
E, leggendo ancora i capi d’accusa, mi chiedo se i nostri prodi non meritassero una condanna solo perché hanno inventato “la corruzione a perdere”, un po’ come il tresette. Eggià, la gara per l’affidamento della NU – nonostante le mazzette – la Ego Eco l’ha persa. E l’ha persa anche la CITE, l’altra azienda interessata nell’inchiesta. Un’altra corruttrice. E allora questo sistema perverso dove sta? Nel fallire?
In verità spero che questo sia solo l’antipasto, perché altrimenti davvero ci troviamo davanti al nulla. E dover giudicare – anche se non voglio ripetermi sul piano non politico – Domenico De Siano per aver indicato Giuseppe Perrella alla partecipata provinciale dopo tutto quello che stiamo vivendo a Lacco Ameno col porto davvero mi sembra dover star qui a pettinare le bambole. E vogliamo parlare di Carmine Monti e di Tuta Irace o di Giacomo Pascale? E vogliamo aggiungere Giovan Battista Castagna e i vari personaggi che continuano ad agitarsi “col senatore”. O dei vari Polito, del barbiere e degli altri personaggi in cerca d’autore che non riescono ad essere niente se non perché Domenico De Siano lo è per loro. E mi sentirei di suggerire ai Poliziotti di capire anche l’elezione di Francesco Iannuzzi alla presidenza dell’Ancim Campania. Magari scoprirebbero il ruolo del sindaco di Monte di Procida e di dirigente regionale che “firmava” i decreti per i finanziamenti europei ai vari comuni della Campania.
Un intero potere politico, in un periodo storico caldissimo per la nostra isola che si riduce a pochi spiccioli, alla sponsorizzazione di una squadra di calcio che avrebbero potuto gestire in maniera trasperente senza dover aver nessun sotterfugio.
Ora che le posizioni si chiariscono, più di uno è convito ad asserire che il ruolo di Domenico De Siano non sia, poi, così leaderistico come vuol far credere l’accusa ma che i “fanti” abbiano operato in autonomia.
Ci credete? Io no. Ma vorrei che a questo punto venisse tutto messo sotto la lente di ingrandimento della magistratura. Tutte le gare, tutte le elezioni, tutte le posizioni discutibili decisioni assunte e tutti gli ultimi 10 anni di gestione politica di Lacco Ameno perché è questo il raggio d’azione. E’ questo l’impero e il dominio in cui Domenico De Siano è stato e continua ad essere il “Signor Capo”, così come lo chiama Oscar in un’intercettazione.
Purtroppo siamo ancora lontani dallo scoprire il vaso di pandora, siamo ancora lontani dal credere di poter essere ad un punto di svolta. Se queste sono le indagini che hanno prodotto una richiesta di arresti domiciliari, allora il dubbio è forte. Se in questi lunghi 10 mesi di intercettazioni, di pedinamenti, di indagini ambientali è venuto fuori solo questo, allora dobbiamo iniziare a farci qualche domanda. Vuoi vedere che alla fine bisogna anche rivalutarli?
Sinceramente il prurito di fare l’ocr del fascicolo del Riesame e scoprire che Domenico De Siano ha telefonato a Stefano Pettorino o Luigi Mattera (e che i due non hanno fatto nulla di buono neanche con le tessere del partito) non ci è venuto proprio. 500 pagine di un’inchiesta giudiziaria per dire quello che tutti sanno.
A fianco vi raccontiamo dell’ultima figura di merda compiuta dall’amministrazione fatta eleggere da Domenico De Siano. Dove un altro politico scelto dal senatore indossa la fascia tricolore. E dove a comandare è sempre il Senatore.
Spero ci sia altro, altri questi non li potremmo neanche chiamare “corrotti” . Quando verranno condannati, ovviamente.

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