La Colombaia, Del Deo pensa alla chiusura?

    Secondo voci insistenti il Comune vorrebbe sciogliere la Fondazione. Ufficialmente la maggioranza nega, ma...

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    Giuseppe Conte | La Colombaia torna a far parlare si sé. La villa foriana che fu residenza estiva del grande regista Luchino Visconti è da tempo al centro delle cronache per via dei debiti accumulati dall’omonima Fondazione che gestisce il bene (comunale) in regime di comodato gratuito. Come i lettori più attenti ricorderanno, circa un anno fa vi fece “irruzione” finanche l’ufficiale giudiziario per sottoporre a pignoramento alcuni beni mobili presenti, su richiesta di uno dei creditori dell’Ente. Precisamente un ex direttore.

    Ebbene. la notizia che trapela oggi è abbastanza significativa. Pare, infatti, che l’Amministrazione di Francesco Del Deo intenda avviare le procedure per “chiudere” la Fondazione e ritornare nella disponibilità del bene. Una decisione che, sempre secondo alcune voci, sarebbe scaturita dalla proposta di un consigliere di minoranza. Ma da Via Castellaccio negano con forza l’ipotesi dell’avvio delle procedure di liquidazione. «L’Amministrazione ci tiene sia alla Villa che alla permanenza della Fondazione. Intendiamo solo porre un rimedio alla situazione debitoria» è, in estrema sintesi, il pensiero del vice-sindaco Gianni Matarese, che potete leggere integralmente a parte.

    Certamente, a prescindere da quelle che saranno le scelte di Del Deo e company, è triste constatare che un bene con queste potenzialità e con una storia prestigiosa alle spalle, qual è l’imponente villa situata nelle vicinanze del bosco di Zaro, anziché fruttare bei soldini all’Ente che ne ha la proprietà (il Comune di Forio) sia (o sia stato) fonte di debiti e, quindi, di grattacapi. I debiti ammonterebbero a qualche centinaio di migliaia di euro e viene naturale chiedersi come si sia fatto ad accumulare una massa debitoria di tale portata. Anche perché, a quanto risulta, sarebbero non irrilevanti i finanziamenti pubblici ricevuti nel corso degli anni, tanto che in passato c’è stato anche chi ha pensato di mettere “la pulce nell’orecchio” alla Corte dei Conti.

    Tra le iniziative ipotizzate in passato per ricavare qualcosa dal suggestivo immobile c’è quella di adibire la Villa, o meglio una sala della stessa, alla celebrazione dei matrimoni civili. Ricordiamo che appena una settimana fa la Villa ha ospitato la cerimonia del premio sulla responsabilità sociale intitolato alla memoria del sociologo Amato Lamberti.

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