La casa del fascio regionale non è più commissariata ma ora chi si aspetta per dichiarare Ischia “zona disagiata”?

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L’Organizzazione isola d’Ischia del PMLI | Le criticità della sanità dell’isola sono vecchie e sono state sempre al centro di battaglie che hanno visto scendere in piazza migliaia di lavoratori dell’isola d’Ischia.

Fra le richieste ripetute a gran voce, abbiamo sempre ripetuto la necessità di dichiarare Ischia “zona disagiata”. La risposta è stata sempre la stessa: non potrà essere dichiarata tale  finchè la sanità campana sarà commissariata.

Il commissariamento è finito nella baldanza del governatore, sin dallo scorso mese di dicembre. E allora? Ischia non è stata dichiarata ancora “zona disagiata”.

E’ invece disagiata per la presenza di amministratori borghesi politicamente falliti, incapaci di garantire il minimo necessario; è disagiata perché appartiene ad una casa del fascio regionale priva di prospettive concrete per i lavoratori, i giovani, gli anziani, i disagiati.

Come se non bastasse, ora si aggiungono le criticità legate alla pandemia del coronavirus.

Le voci dei sindaci che invocano i tamponi si perdono nel mare aperto, non riescono a giungere né alla casa del fascio regionale né all’ASL, perché sono voci di personaggi deboli che hanno sempre dimostrato l’incapacità di pretendere i diritti di un’isola che comunque, versa alla Campania il fatturato più consistente.

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