La casa degli errori: il comune di Ischia non ne fa una buona…

Sottocommissione elettorale, la Prefettura rimanda indietro la determina sbagliata del Comune di Ischia che sbaglia anche le determine per pensionare i dipendenti!

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Gaetano Di Meglio | Poteva mai mancare l’errore in determina? Certamente no! E così è stato anche per l’atto approvato a febbraio scorso dal responsabile dell’Ufficio competente, Irene Orsino, per la liquidazione delle spettanze ai componenti della Sottocommissione Elettorale Circondariale e il relativo riparto delle spese tra i sei Comuni isolani. La Sottocommissione (SEC) ha il compito di esaminare gli atti dei responsabili degli Uffici Elettorali appunto dei sei Comuni. In base a quanto previsto dalla Finanziaria del 2008, la partecipazione alle commissioni o sottocommissioni elettorali circondariali da parte dei componenti è gratuita, ad eccezione delle spese di viaggio effettivamente sostenute. Ai Segretari, invece, anche se dipendenti, è concesso un gettone d’indennità di presenza, il cui importo è fissato nella misura di 30 euro per ogni seduta.

Ovviamente, come specifica la determina, «le spese per il funzionamento delle Commissioni Elettorali Circondariali gravano sul bilanciodei Comuni compresi nella Circoscrizione Giudiziale e sono ripartite tra i Comuni medesimi in base alle rispettive popolazioni elettorali». Ad Ischia, comunque, in qualità di Comune capoluogo spetta la liquidazione delle spese di viaggio tramite l’ufficio economato, in base alle note di rimborso fatte pervenire dai vari componenti della Sottocommissione. Per il 2019, il Comune d’Ischia ha anticipato 618,90 euro che ora vanno ripartiti tra i sei Enti.

Inoltre è necessario liquidare al segretario della Sottocommissione Giovan Giuseppe Elia, dipendente del Comune di Ischia, l’indennità spettante per 21 sedute dal 1 gennaio al 20 novembre 2019, ovvero 630 euro complessivi.
Inoltre sempre il Comune d’Ischia ha diritto al rimborso forfetario di 400 euro per spesetelefoniche e per materiali di cancelleria e di consumo (carta, toner, energia elettrica) fornite per il funzionamento della SEC.
Un totale di 1.648,9 euro da ripartire. Fatto sta che nella determina adottata il 18 febbraio scorso «nel ripartire le somme spettanti, sono statierroneamente indicati i coefficienti relativi agli elettori di alcuni Comuni e della relativa spesa spettante». Un errore che non è sfuggito alla Prefettura di Napoli, che ha chiesto la dovuta correzione al fine di apporre il visto per la esecutività dell’atto. In parole povere, la solita figuraccia…

Adesso la Orsino ha provveduto a correggere e modificare la determina “incriminata” ripartendo nella misura esatta le spese.
La giusta ripartizione per il 2019 in base al numero di elettori è la seguente: Ischia (17.805 elettori) euro 516,98; Casamicciola Terme (7.053 elettori) euro 204,79; Lacco Ameno (3.923 elettori) euro 113,91; Forio (14.424 elettori) euro 418,81; Serrara Fontana (3.044 elettori) euro 88,38; Barano (10.540 elettori) euro 306,03.
I Servizi Finanziari trasmetteranno ora la determina corretta ai cinque Comuni che dovranno accreditare ad Ischia le somme dovute. Come pure sarà inoltrata alla Prefettura per il necessario visto.
Spese minime, ma tutto si è complicato a causa della solita “disattenzione”.

Incredibile, sbagliate anche le determine per pensionare i dipendenti!

E’ il colmo! Al Comune d’Ischia commettono errori anche nelle determine di pensionamento dei dipendenti. Almeno per quanto riguarda la forma, ovvero il tipo di collocamento a riposo. Era accaduto almeno due volte ad aprile dello scorso anno e solo adesso il responsabile dell’Ufficio Personale rag. Salvatore Marino ha provveduto alla rettifica formale delle due determine, che contenevano il medesimo errore.

Infatti sia Ciro Di Meglio (classe 1953) che Raffaele Mazzella (classe 1954) erano stati collocati a riposo d’ufficio per anzianità a decorrere dal 1 maggio 2019. Ebbene, poiché a quella data entrambi avevano già compiuto 65 anni, avevano «superato il limite ordinamentale per il collocamento a riposo d’ufficio».
Una questione di forma, va bene, ma comunque un errore da rettificare. La normativa infatti prevede che per i dipendenti pubblici «che hanno maturato il diritto a pensione (diversa da quella di vecchiaia), l’età ordinamentale costituisce il limite non superabile , in presenza del quale l’Amministrazione deve far cessare il rapporto di lavoro». Tale limite, infatti, «non è modificato dall’elevazione dei requisiti anagrafici previsti per la pensione di vecchiaia e costituisce il limite non superabile, se non per il trattenimento in servizio o per consentire all’interessato di conseguire la prima decorrenza utile della pensione ove essa non sia immediata, al raggiungimento del quale l’Amministrazione deve far cessare il rapporto di lavoro se il lavoratore ha conseguito, a qualsiasi titolo, i requisiti per il diritto a pensione».
Ergo, in entrambi i cari Marino ha dovuto rettificare il collocamento a riposo d’ufficio: non più per anzianità, ma per superamento del limite ordinamentale.

Per il Comune non cambia nulla e si spera nemmeno per i due pensionati, ma gli atti saranno inviati ovviamente all’Inps per i provvedimenti del caso e qualche impiegato dell’Istituto di Previdenza sorriderà per l’errore…

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