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KLEPSYDRA, il nuovo progetto espositivo al Castello Aragonese

Elena Mazzella | Storia, spazio e tempo: questi i temi amalgamati nel nuovo progetto espositivo che avrà luogo fra gli scorci della Castello Aragonese espressi nelle opere dei tre artisti protagonisti.

A partire dal 17 luglio, gli artisti Thomas Lange, Valentina Palazzari e Mutsuo Hirano articoleranno un complesso e variegato itinerario visivo e di senso concepito come mostra diffusa di opere inedite e interventi site-specific per riflettere appunto sulle relazioni tra storia, spazio e tempo.

Opere finite che, travalicando i confini del tempo e dello spazio, diventano frammenti d’infinito.

La particolare e significativa mostra curata da Davide Sarchioni, storico d’arte che già due anni fa curò la particolare mostra delle opere di Christian Leperino che ben si unificarono tra le architetture del Castello, vuole essere un confronto tra i tre artisti coinvolti, differenti per linguaggi, generazione e provenienza.

Il termine greco “Klepsydra” (Κλεψύδρα) è un riferimento all’antico strumento di misurazione che restituisce l’immagine simbolica del tempo e consente la verifica tangibile del suo trascorrere. Costituita da due vasi conici sovrapposti e comunicanti fra loro attraverso uno stretto passaggio, la clessidra simboleggia l’unione tra due polarità, tra passato e futuro, che convergono al centro per esprimere l’idea di un presente inafferrabile e in continuo divenire, dato dal continuo fluire della sabbia o dell’acqua. All’artista il compito di indagare la “forma” del tempo presente, quale immagine del nostro tempo ancora in balia dei cambiamenti e degli effetti legati all’emergenza sanitaria, attraverso la forza visionaria del gesto e del segno che trasforma lo spazio e sovverte lo stato delle cose, capovolgendo emblematicamente la clessidra per dare avvio a un nuovo corso degli eventi.

La mostra è incentrata sul dialogo tra Thomas Lange (pittore e scultore tedesco le cui opere affrontano la tematica del trascorrere del tempo, del rapporto tra ieri, oggi, domani) e Valentina Palazzari (artista che attraverso la pittura e la scultura approfondisce i concetti della memoria, spazio e tempo per rivelare una realtà in continuo mutamento) che, seguendo approcci apparentemente antitetici, rileggono con un doppio sguardo alcuni dei luoghi più significativi del Castello attraverso interventi di varia tipologia, a partire dalla duplice installazione realizzata nella chiesa settecentesca dell’Immacolata, quale fulcro e punto di snodo dell’intero progetto. I due lavori, concepiti rispettivamente per la cupola e il pavimento dell’edificio, mettono in comunicazione ciò che sta in alto con ciò che sta in sta in basso, il cielo con la terra, come proiezioni rovesciate, reciprocamente speculari e complementari, evocando sia sul piano formale che su quello concettuale il dualismo della clessidra. La stessa, incalzante tensione dialogica generata tra le opere e in relazione con lo spazio, prosegue anche nel convento di Santa Maria della Consolazione fino rovine della Cattedrale dell’Assunta, seguendo un percorso di libere associazioni tra immagini e segni, forme e materiali che generano un proliferare di echi, richiami e riflessi in grado di immergere lo spettatore in una dimensione sospesa tra passato e futuro.

A completare la mostra è il progetto dell’artista di origine giapponese Mustsuo Hirano (scultore e pittore giapponese alla ricerca di un’identità culturale sempre nuova, derivata dallo scambio e dal confronto delle diverse culture fra oriente e occidente), che ha realizzato un’istallazione costituita da diverse figure in terracotta e ceramica in dialogo con gli affreschi medievali della Cripta Gentilizia dedicata a San Pietro e ubicata al di sotto della Cattedrale dell’Assunta, frutto dello scambio e del confronto continuo fra culture distanti e contrapposte, tra oriente e occidente.

Questa nuova esperienza espositiva, che avrà luogo fino al 19 settembre 2021 rispettando tutte le normative vigenti volte al contenimento della diffusione del COVID 19, è organizzata dall’Associazione “Amici di Gabriele Mattera” in collaborazione con Terramedia, che tra l’altro sarà poi restituita da un catalogo che verrà pubblicato nel 2022.

Dalla fine degli anni ’70 il Castello Aragonese d’Ischia ospita manifestazioni culturali di indiscusso prestigio internazionale. In particolar modo Gabriele Mattera, proprietario di una parte del maniero e artista di rara sensibilità, è riuscito con spirito coraggioso e appassionato, a ridare vita e splendore al Castello organizzando mostre di grandissimi pittori italiani e stranieri. Le Manifestazioni del Castello Aragonese sono diventate nel tempo un appuntamento culturale fisso per coloro i quali, turisti di passaggio e abitanti dell’isola, amano l’arte. Tra tutte, ricordiamo le mostre di Manzù, De Pisis, Morandi, Burri e Picasso alla Chiesa dell’Immacolata che hanno reso il Castello un importante punto di riferimento per l’intero sud Italia. All’indomani della scomparsa di Gabriele Mattera, nel luglio del 2005, è nata l’associazione “Amici di Gabriele Mattera”, che si propone, grazie anche alla collaborazione e al sostegno dei molti amici di Gabriele in Italia e all’estero, di valorizzare l’opera dell’artista e pittore con mostre, pubblicazioni ed eventi che sensibilizzino la critica, e di proseguire la sua attività di organizzatore di manifestazioni di grande rilievo culturale al Castello Aragonese. Come in passato, quindi, il Castello torna a risplendere e diventa nuovamente fonte di stimoli e di confronto nel campo dell’arte contemporanea, della musica, del cinema e dell’architettura.

Info e contatti:

Tel. +39 081 99 19 59

info@amicidigabrielemattera.com

www.amicidigrabrielemattera.com

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