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Kamikaze casamicciolesi

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Dedicare spazio a questa vicenda potrebbe sembrare un’esagerazione, ma bisogna, per forza, dividere i piani.

Ieri, nonostante i torti subiti dai partecipanti, abbiamo raccontato questo epilogo indegno del ripetitore TIM a Casamicciola. Siamo stati sul posto, abbiamo raccontato le proteste e le vicende di questo impianto temporaneo e, nella convinzione che certe infrastrutture vadano regolamentate dal soggetto pubblico con una forte interlocuzione con i privati gestori dei servizi, crediamo di assistere alla morte della politica e della sua azione di mediazione.

Dopo la doppia figuraccia rimediata sia sul piano penale, sia sul piano amministrativo, il Comune di Casamicciola si sta avviando su un percorso molto sdrucciolevole e, come abbiamo già scritto più volte, dal municipio di Casamicciola le stanno tentando tutte per fare un enorme regalo economico sia ai privati, sia alla TIM. Il sentore di un maxi risarcimento danni è sempre più forte ed evidente.

E così, mentre il GIP annulla tutti gli atti prodotti dall’Ufficio Tecnico e il TAR Campania sospende gli stessi fino al 15 settembre, l’amministrazione di Casamicciola Terme si fa beffe della doppia pronuncia dei giudici e sforna altre due ordinanze.

Per bloccare l’installazione e l’attivazione del traliccio, l’Ufficio Tecnico di Casamicciola scopre che i proprietari hanno realizzato degli abusi rispetto al Permesso di Costruire rilasciato dal comune di Casamicciola nel 2018 e che non hanno osservato le prescrizioni date dalla Soprintendenza del 2017.

Un’azione, questa, che ha il sapore della giustizia ad orologeria. E che va oltre sia il ripetitore TIM sia la questione salute e di vicinato e che arriva con ben 3 anni di ritardo.

Il comune di Casamicciola ha deciso di attaccare i proprietari del terreno mettendo in dubbio gli atti della pubblica amministrazione già consolidati. Ordinare il “ripristino dello stato dei luoghi” significa sfidare la magistratura e aprire lo scontro sull’evidente piano penale.

Dopo il rilascio di tutte la autorizzazioni che sono seguite al Permesso a Costruire del 2018, oggi messe tutte in discussione, dopo il sequestro dei giorni scorsi e, soprattutto, dopo la pronuncia della giustizia penale, l’emissione di queste due ordinanze suona come una vera e propria “interferenza” al diritto dei singoli.

Qualcuno ha deciso di giocare al kamikaze e di provare il tutto per tutto per bloccare un’iniziativa che, al netto di ogni altra valutazione sociale, è perfettamente legittima.

E così, mentre c’è un’avvocatura che parla di denunce penali, tra l’altro, già inoltrate alla magistratura inquirente e che potrebbero avere ripercussioni anche sul “presente” (considerando il totale disprezzo mostrato dall’ente comune rispetto alle pronuncia del GIP e del Presidente del TAR) ci chiediamo dove sia la politica e la sua arte di mediazione. Davvero l’unica mossa per Giovan Battista Castagna è l’emissione di un’ordinanza di ripristino dello stato dei luoghi rispetto al permesso di costruire del 2018?

Un azzardo vero e proprio che apre a scenari legali preoccupanti. Ormai la questione antenna, il suo potenziale pericolo per i cittadini, il famoso 5G e ogni altra valutazione sociale o civile che sia, è diventata di secondo piano. Ormai lo scontro è diverso: non è più un traliccio al centro della questione, oggi la questione ha un valore molto più ampio.

Baldino invoca l’articolo 27 del DPR 380/2001 circa “la vigilanza sull’attività urbanistico-edilizia nel territorio comunale per assicurarne la rispondenza alle norme di legge e di regolamento, alle prescrizioni degli strumenti urbanistici ed alle modalità esecutive fissate nei titoli abilitativi” nonostante il GIP gli abbia comunicato che per il traliccio c’è una deroga.

E, ancora, l’articolo 34 che, tra l’altro, prevede che “Gli interventi e le opere realizzati in parziale difformità dal permesso di costruire sono rimossi o demoliti a cura e spese dei responsabili dell’abuso entro il termine congruo fissato dalla relativa ordinanza del dirigente o del responsabile dell’ufficio. Decorso tale termine sono rimossi o demoliti a cura del comune e a spese dei medesimi responsabili dell’abuso”.

Altro che antenna, qui si parla di abusi edilizi, di ordinanze di demolizione e di tutto quello che ne verrà dopo. E la sensazione che qualcuno si farà male sul serio è più che una sensazione…

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