Istituzioni infette. Ma da sempre | #4WD

Daily 4ward di Davide Conte del 30maggio2020

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Dopo l’arresto del poliziotto che a Minneapolis ha provocato la morte dell’afroamericano George Floyd, l’ex presidente Barack Obama ha fatto venir fuori tutta la sua voglia di campagna elettorale ad ogni costo, pensando alla memoria corta dei suoi concittadini elettori, specie quelli che in qualche modo vorrebbe dissuadere dal voto al superdiscusso ma saldamente in sella Donald Trump. Ecco la sua dichiarazione: “Tutto ciò non dovrebbe essere normale nell’America del 2020. Spero che presto nel Paese si possa creare un ‘new normal’, una nuova normalità, dove eredità come l’intolleranza e il trattamento diseguale tra cittadini non infetti più le nostre istituzioni e i nostri cuori”.

Peccato che negli otto anni dei sue due mandati, oltre alla colossale presa in giro dell’Obama Care (non sono io a giudicarlo tale, ma una cospicua fetta di elettori democratici di mia conoscenza), il dato pur incompleto per molti, rilevato e reso pubblico annualmente dall’FBI, non presenta alcuna flessione rispetto alle abituali mille morti l’anno provocate da agenti di polizia statunitensi, che secondo ulteriori approfondimenti vedrebbero lo sfondo razziale prevalere in quasi la metà di tali casi.

Non è normale nel 2020, ma non lo era neppure dal 2009 al 2017, caro il mio Barack. E se vogliamo, non dovrebbe essere mai normale morire senza giustificato motivo ad opera di un rappresentante delle forze dell’ordine. Così come dovrebbe essere senza tempo una punizione esemplare a norma di legge laddove si riscontri l’inequivocabile colpevolezza dell’autore di un gesto così efferato, quando invece da sempre (non solo nel 2020) il 99% degli agenti americani colpevoli non ha subito alcuna conseguenza penale.

Diciamola tutta: anche nello scegliere gli argomenti di propaganda a sfondo elettoralistico, bisognerebbe sfidare in modo un tantino più prudente l’intelligenza e lo spirito critico dei propri interlocutori. Negli Stati Uniti come ovunque.

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