Tutto da rifare per il centro di raccolta dei rifiuti del Comune di Forio, che doveva sorgere a Cavallaro. A bloccare il progetto è giunta la rinuncia del proprietario del terreno, che aveva partecipato alla manifestazione di interesse indetta dall’Ente e assicurato la propria disponibilità a vendere il fondo. Una rinuncia, si vocifera in paese, per evitare problemi con il fronte della protesta contro l’ubicazione dell’isola ecologica in quella zona, che vede in prima linea l’imprenditore Alfredo Giacometti.
Si apre dunque un nuovo capitolo della vicenda, ancora tutto da scrivere. L’Amministrazione comunale si è subito attivata e ha intrapreso una nuova iniziativa. E’ stato cancellato quanto deciso in precedenza, come si evince dalle delibere annullate. A questo punto erano due le strade da percorrere: rinunciare al progetto o, invece, proseguire a spron battuto con il proprio piano. In questo caso avviando una nuova ricognizione delle aree disponibili per poi passare alla fase di acquisizione per realizzare il centro di raccolta.
E questa è la strada che vuole imboccare Stani Verde. Già dagli uffici vicini al sindaco è stato fatto trapelare che non ci sarà alcun cambio di rotta, solo un “pit stop” per approvare nuovi atti, riorganizzarsi e scrivere la nuova pagina.
E l’ultima delibera approvata dalla Giunta sembra confermare questa volontà dell’Amministrazione comunale. Ha infatti ad oggetto «Atto di indirizzo ai competenti uffici comunali per l’individuazione di un’area idonea alla realizzazione di un centro di raccolta comunale». In sostanza, si riavvia dall’inizio tutto l’iter.
LE CRITICITA’ EMERSE A ZARO
La delibera racconta tutte le fasi della vicenda (senza però fare riferimento alla protesta suscitata dall’iniziativa).
Come è noto, la necessità di dotare il territorio di una “vera e propria isola ecologica” era emersa nel corso della realizzazione dell’intervento per il miglioramento della rete differenziata a Forio. Un progetto denominato “Potenziamento della rete di raccolta differenziata nel comune mediante innovazioni di processo, tecnologie e digitali” e finanziato con risorse del Pnrr per quasi un milione di euro. Iniziativa finalizzata al «miglioramento e meccanizzazione della rete di raccolta differenziata dei rifiuti urbani» e «all’ottimizzazione della raccolta differenziata dei centri di raccolta presenti sul territorio comunale mediante l’installazione di strutture intelligenti sul territorio comunale e nella fornitura di strumentazione software dedicata».
I due centri di raccolta interessati sono quello di Via Francesco Calise alla località Zaro e quello al Casale. A fine agosto dello scorso anno era stato aggiudicato l’appalto all’impresa “Edilcoor s.r.l. a socio unico” di Torre del Greco, che aveva dato inizio alle opere presso il centro di raccolta di Zaro. E in questa fase erano emerse le criticità prontamente evidenziate dal responsabile del Settore II dott. Francesco Schiano di Coscia, rup dell’appalto per il servizio di igiene urbana.
Veniva evidenziato che, «tra l’altro, l’avvio dei suddetti lavori di cui all’intervento Pnrr di cui sopra avrebbero determinato criticità relative a detto centro di raccolta, evidenziando la necessità di individuare, con la massima sollecitudine, una nuova area per poter realizzare una vera e propria isola ecologica, capace di soddisfare le esigenze del Comune di Forio e della sua crescente cittadinanza ed evidenziando, altresì, che tale esigenza è strettamente concatenata alla corretta continuazione del servizio».
Una esigenza condivisa dall’Amministrazione comunale, che aveva dato il via al progetto. La responsabile dell’VIII Settore arch. Federica Verde aveva pubblicato l’avviso di manifestazione di interesse finalizzato a rilevare la disponibilità di privati alla vendita o locazione di aree o immobili, da destinare ad autorimessa per mezzi comunali e per mezzi adoperati nell’espletamento di servizi pubblici.
Dopo l’individuazione dell’area il cui proprietario si era dichiarato disponibile alla vendita e oggi invece ha fatto marcia indietro, a fine ottobre la Giunta aveva espresso indirizzo all’ing. Luca De Girolamo, responsabile del I Settore Lavori Pubblici e direttore per l’esecuzione del contratto in materia di igiene urbana, di procedere alla redazione del Documento di indirizzo alla progettazione (DIP). Il D.I.P. era stato redatto a novembre. L’importo complessivo ammontava s 2.650.000 euro, di cui 1.449.500 per i lavori e 722.180 per l’acquisizione dell’area.
I “VANTAGGI” DELL’AREA A CAVALLARO
All’epoca veniva ribadito che l’intervento era «coerente con gli obiettivi strategici dell’Amministrazione in materia di sostenibilità ambientale, finalizzati al conseguimento degli obbiettivi di raccolta differenziata stabiliti dalla Regione Campania, nonché al rispetto delle disposizioni in materia di tutela ambientale, sicurezza igienico-sanitaria e salvaguardia del suolo e delle acque». Prevedendo l’inserimento nel Programma Triennale delle Opere Pubbliche 2026-2028 relativamente all’annualità 2026.
Tra dicembre e gennaio l’ing. De Girolamo si era attivato per affidare i necessari incarichi, in particolare per progettazione strutturale – coadiutore alla progettazione PFTE, prime indicazioni di progettazione antincendio, redazione del piano particellare di esproprio, relazione geologica, indagini e prove. Le attività in ambito progettuale erano state affidate alla “SEDING servizi di ingegneria” di Napoli per un importo complessivo di 20.181,71 euro. L’altro incarico al geologo Maurizio Di Landri di Salerno per il costo totale di 3.172 euro. Questi affidamenti potrebbero essere “congelati” e poi “recuperati” in quanto le medesime attività saranno comunque necessarie se il progetto potrà essere riavviato.
Peraltro lo stesso responsabile del I Settore, in relazione al fondo individuato, richiamava che l’area «all’interno dell’Ambito Territoriale Strategico (ATS) n.4 del Piano urbanistico comunale, classificato quale “Ambito di trasformazione per Servizi” e risulta pertanto urbanisticamente idonea alla destinazione d’uso prevista per la realizzazione del nuovo Centro di raccolta comunale; l’area, ubicata in località “Cavallaro”, per la sua posizione decentrata ma facilmente accessibile, rappresenta un contesto ottimale per l’insediamento del nuovo CdR, in quanto consente di coniugare le esigenze di efficienza logistica e gestionale con la tutela del paesaggio e dell’ambiente isolano. I lotti interessati risultano attualmente destinati ad area di sosta per automezzi pesanti e che pertanto tale condizione consente di limitare gli interventi di trasformazione del suolo e di contenere gli impatti ambientali, in quanto il sito risulta già antropizzato e privo di colture, vegetazioni di pregio o elementi naturalistici rilevanti; l’attuale destinazione d’uso e le caratteristiche morfologiche e di accessibilità del sito confermano la sua vocazione logistica e impiantistica, riducendo la necessità di interventi di bonifica o di rilevanti movimenti di terra, con vantaggi di natura tecnica, economica e ambientale, in quanto tali condizioni consentono di contenere i costi di realizzazione e di accelerare le fasi di progettazione ed esecuzione dell’intervento».
TUTTO DA RIFARE
Sta di fatto che quell’area oggi non è più disponibile… L’ultima delibera di indirizzo approvata dalla Giunta non a caso, in riferimento al D.I.P. precedentemente approvato per l’intervento di “realizzazione di un centro di raccolta rifiuti nel territorio comunale”, sottolinea «da realizzarsi sul bene di cui l’Ente riteneva di poter acquisire la proprietà in virtù della dichiarazione fornita in tal senso dal privato».
Quindi richiama la nota con cui «il titolare dell’area di cui alla sopracitata delibera ritirava il proprio interesse alla vendita del fondo su cui l’Ente voleva realizzare l’opera».
Evidentemente, nonostante la protesta, gli amministratori foriani erano convinti di poter andare avanti nel progetto, ma il “ripensamento” del proprietario del terreno li ha costretti a cambiare i piani.
Ad ogni modo la Giunta ribadisce che «l’attuale area a disposizione dell’Ente risulta di dimensioni ridotte e non adeguate rispetto alle esigenze connesse alla popolazione residente, e per le sue caratteristiche non consente di realizzare in quel sito l’Isola Ecologica». Come anche che «l’assenza sul territorio comunale di un’isola ecologica non consente un’ottimale gestione dei flussi di conferimento dei rifiuti e limita il miglioramento della raccolta differenziata».
Viene dunque confermata «la necessità e l’urgenza di individuare un’area idonea per realizzare sul territorio comunale un'”isola ecologica” in quanto il Comune è tenuto a garantire un adeguato ed efficiente sistema di raccolta dei rifiuti urbani, in coerenza con la normativa vigente in materia ambientale».
Resta necessario «programmare la realizzazione di un centro di raccolta comunale adeguato alle esigenze del territorio e conforme alla normativa vigente».
Preso atto della rinuncia del proprietario dell’area a Cavallaro, vengono revocate le due delibere di Giunta in precedenza approvate, ovvero «atto di indirizzo per la redazione e approvazione del documento di indirizzo alla progettazione (D.I.P.) relativo all’intervento».
Quindi, come detto, viene nuovamente fornito indirizzo ai competenti uffici tecnici comunali affinché provvedano a individuare un’area idonea, «nel rispetto della normativa vigente e degli strumenti urbanistici». All’ing. De Girolamo viene demandata ogni attività istruttoria e tecnica necessaria alla successiva programmazione e realizzazione dell’intervento.
Sta di fatto che in pratica si dovrà ricominciare l’iter dalla fase iniziale: pubblicare un nuovo avviso per manifestazione di interesse nella speranza di ottenere la disponibilità di un’area idonea, quindi redigere e approvare il nuovo D.I.P. in relazione all’area individuata e passare alle fasi progettuali successive. Una situazione che comporterà ovviamente un considerevole ritardo nella realizzazione del progetto.







