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Ischia, una squadra da urlo. La capolista vince e, purtroppo, non convince

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Un ampio risultato, un successo quasi mai in discussion argine immutato sulle inseguitrici. Eppure, la capolista vince, ma non convince. O meglio, non è persuasiva come al solito. L’Ischia è probabilmente stanca, con qualche assenza in ogni impegno e non al top della forma fisica. La sosta invernale ha influito sul ruolino di marcia, in termini di prestazioni e non di risultati, dell’attuale leader del Girone A.

Quattro partite disputate in diciotto giorni, pochissime ore di recupero tra un appuntamento e l’altro, soltanto due settimane-tipo di lavoro. Gli infortuni, l’influenza stagionale e lo sforzo continuo: potrebbero essere normali attenuanti a performance non brillantissime, ma il gruppo ha ormai acquisito la mentalità giusta, trasferita dal suo condottiero. Perché anche durante la sfida contro il Pomigliano, dalla panchina gialloblù si sono alzate urla e indicazioni, al fine di alzare i giri del motore di quella macchina pressoché perfetta. Enrico Buonocore è consapevole del momento di altalenante lucidità della sua squadra, ma preme ed insiste per non disperdere il patrimonio creato in questa stagione. Escluso il match di recupero interno con l’Acerrana, al primo test del nuovo anno, l’Ischia non è riuscita ad offrire persistenza e ritmo alla manovra nelle ultime tre uscite in campionato.

È accaduto allo Stadio Scalzone contro l’Albanova nel confronto diretto e, successivamente, nelle due partite consecutive sull’isola. Alla mancanza di costanza nell’idea di gioco va ad aggiungersi qualche leziosità di troppo: troppi errori nei metri finali che non hanno consentito alla capolista di chiudere immediatamente gli incontri. Col Savoia, dopo il momentaneo vantaggio di Longo dopo circa un quarto d’ora di gioco, si sono susseguite occasioni sciupate. Pur non soffrendo sulle giocate degli avversari, i ragazzi di Buonocore hanno raddoppiato soltanto al 52’ ancora con l’ex Ercolanese. Il tris, a coronamento della mole di gioco creata, si è concretizzato solo nel recupero. Discorso analogo contro il Pomigliano: imprecisione davanti al portiere granata, poi la sfida sbloccata dal capocannoniere Simonetti. Nuove sbavature offensive, due miracoli di Mazzella tra le due frazioni e la nuova realizzazione gialloblù al 70’. A sei minuti dal novantesimo, il numero 7 chiude definitivamente i conti. Un aspetto destinato a far discutere e che spinge il trainer a valutare eventuali soluzioni. È difficile pensare che una squadra ben allestita e con un tasso tecnico elevato, rispetto alla gioventù degli avversari, faccia fatica a sigillare la partita. Al di là del momento atletico, serve che il gruppo ritrovi più verve negli ultimi quindici/venti metri. D’altra parte, per uno spogliatoio protagonista di un cammino invidiabile finora, sarebbe scorretto individuare le pecche (che, ribadiamo, minime rispetto allo straordinario percorso svolto). I numeri, spesso fonte importante nel calcio, danno ragione ai giocatori. Anche il mister lo sa, ma preferisce che l’undici in campo morda l’avversario e metta il risultato subito in cassaforte.

Dallo scorso 13 novembre, ovvero dall’ultima quanto dolorosa sconfitta contro il fanalino di coda Montecalcio, l’Ischia ha raggiunto maggiori consapevolezze e la marcia è stata dirompente. Sette vittorie su dieci confronti, tre pareggi tutti in trasferta e sui campi delle dirette concorrenti alla vetta. Tre prestazioni diverse, condite dallo stesso punteggio: 1-1. A Mugnano col Napoli United, a Barra con l’Ercolanese (pareggio locale arrivato su rigore inesistente) e a Casal di Principe contro l’Albanova. Il bottino, inoltre, recita: 26 gol fatti e appena 6 subiti. Le statistiche, se estese in generale, confermano i gialloblù sul gradino più alto del podio per quanto concerne il totale delle marcature (52) e al terzo posto come miglior reparto arretrato del torneo. Il 2023, invece, si è aperto con 11 reti messe a segno e una sola incassata (su penalty allo Scalzone). Dunque, anche se bruttina, la capolista continua a fare il suo dovere e a palesare qualità ambite altresì in categorie superiori. Il girone di ritorno è lungo e le insidie sono dietro gli angoli. Ritrovare brillantezza è l’obiettivo dello staff tecnico: essere vincenti conta tantissimo, farlo con bellezza e fascino renderebbe l’impresa ancor di più epica.

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