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Ischia “tira” tantissimo, ma… |#4WD

Daily 4ward di Davide Conte del 7 agosto 2022

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Negli scorsi giorni ho avuto modo di confrontarmi con due professionisti del turismo e dell’impresa turistica, non ischitani, gente che gravita in ambiti tutt’altro che usuali per la nostra splendida Isola e che hanno tutta l’intenzione di investire qui da noi capitali piuttosto importanti.
Dagli studi che mi hanno mostrato, con dati a dir poco attendibili ed inequivocabili, essi mi hanno confermato che nonostante i gravissimi errori di gestione e posizionamento commessi nel corso del tempo dalla nostra classe imprenditoriale che si occupa di ricettività, l’isola d’Ischia gode ancora di un appeal di incredibile portata e, soprattutto, di una possibilità di riposizionamento e riqualificazione che lascerebbe incredulo anche il più ottimista degli autoctoni.

In altre parole, secondo tali esperti, ci sarebbe a tutt’oggi l’opportunità di creare una nuova modalità di offerta turistica targata Ischia, elevandone il target e giustificando tale riqualificazione anche attraverso livelli tariffari completamente diversi. Un concetto, questo, a me non nuovo, se da quasi diciassette anni sostengo che un sistema di qualità d’area del turismo ci avrebbe aiutato non poco ad uscire da quel cul-de-sac in cui ci siamo consapevolmente infilati, dimostrando tutta la scarsa esperienza di una classe imprenditoriale troppo giovane e, salvo rare eccezioni, priva di una vera eredità in termini di competenza, al punto da limitarsi a vivere alla giornata senza preoccuparsi minimamente di una programmazione seria e confacente ad un mercato in continua evoluzione.

Ma questi due signori mi hanno anche anticipato che sono ancora tantissime le strutture alberghiere ischitane che rischiano di cambiare manico: alcune per procedimenti giudiziali, altre per esposizioni debitorie che non potranno rientrare in alcun modo se non, prima di precipitare definitivamente, alienandole; altre ancora starebbero per scegliere la strada del management esterno per cercare di raddrizzare il tiro prima che sia troppo tardi. E quest’ultima soluzione non riguarderebbe solo strutture in difficoltà economica, ma anche diverse di florida gestione, incapaci però di migliorare sotto l’aspetto squisitamente commerciale al punto da spiccare il volo con i propri numeri attualmente insufficienti.

Quello di oggi è l’ultimo 4WARD in programma prima della mia consueta, meritata pausa agostana. Ci rivedremo in edicola martedì 30 agosto. E per quella data, mi riprometto di conoscere qualche novità in più su questo interessante argomento, che ovviamente Vi estenderò molto volentieri. Ciao a tutti!

1 commento

  1. Si deve considerare che l’imprenditorialità turistica isolana, al pari della classe politica imperante, è tutta tesa a sfruttare i sottoposti. In questo clima di sfiducia ne soffre anche la clientela .Attratta sì dalla bellezze naturali, ma penalizzata dai pessimi servizi ed in questo fosco quadro che le aziende sono costrette a chiudere battenti. In ogni caso Ischia è bella e resterà bella, pur essendo stuprata giorno dopo giorni da noi tutti isolani. pietro

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