Ischia, siamo un turismo a responsabilità limitata

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Paolo Mosè | Non è affatto piacevole, né per chi soprattutto passeggia lungo via Roma e Corso Vittoria Colonna, né per chi ha interesse che il turismo si sviluppi. Vedere nella giornata di venerdì un via vai di motorini di tutte le cilindrate e macchine transitare nella zona a traffico limitato, è stata una scena indecorosa. Tutti coloro che armati di mezzi a motore non avevano violato il divieto, perché qualche mente pensante ha ritenuto che in questa fase bisogna lasciare aperto il varco. E così tutti allegramente e spensieratamente sono transitati dal tratto di Via delle Terme (per intenderci, lato Scaglione) per poi imboccare via Roma. Trovandosi di fronte un nugolo di pedoni che pensavano di essere dalla parte giusta. Invece si sono dovuti scansare, cercando di guadagnare le parti laterali della strada per consentire il passaggio trionfale di motorini ed autovetture. E siamo ormai nell’alta stagione. Ma questo non è niente. Il dramma è che alcune mamme che spingevano i carrozzini e i propri figlioli, non hanno passato momenti tranquilli. Dovendo controllare, a volte, i movimenti dell’altro figlio che era vicino alla mamma o al papà e al tempo stesso essere guardinghe per il transito dei mezzi a motore. Si dirà che la decisione di tenere aperto il varco di via Roma è una misura obbligatoria, in quanto il tratto di via Alfredo De Luca in parte è interdetto al traffico. Precisamente dal Monte dei Paschi di Siena a salire. Dovendo l’Amministrazione comunale ancora completare la pavimentazione di quel tratto fino ad arrivare a Piazza degli Eroi.

Perché non si asfalta? Per un semplice motivo! L’impresa sta procedendo allo sradicamento dei basoli che sono proprio in prossimità dei marciapiedi di ambo i lati e che vengono sostituiti da una massa cementizia fatta bella e buona. Qualcuno, qualche mente più esperta e più lungimirante, ha osservato che invece di eliminarli, si sarebbe potuto procedere ad un riallineamento dei basoli per poi apporre sopra l’asfalto. Evitando, così, di colare quella lingua di cemento lungo tutta via Alfredo De Luca in ambo i sensi, che si sa, con il passare del tempo, perde la sua consistenza e crea avvallamenti. Un processo che si accelera nel caso in cui vi è più sabbia che cemento e nei lavori pubblici ciò accade molto spesso, in quanto le imprese abbassano i costi e quando si verificano trattative sulla progettualità che non sono mai congeniali. Non è questo il caso specifico. Vedremo in futuro. Quindi per asfaltare quel tratto di strada bisogna che l’impresa concluda lo sradicamento dei basoli che hanno, oltre a un valore storico, un valore soprattutto di costi. Allora poniamo una serie di quesiti indispensabili per eliminare qualsiasi dubbio, perplessità in ordine a questa operazione di trasformazione sostanziale di via Alfredo De Luca e dei suoi addobbi pavimentali.

DOMANDE IN ATTESA DI RISPOSTE

Si pongono una serie di domande che l’Amministrazione comunale farebbe benissimo a dare più di una rassicurazione. Sostanziale. La prima è perché la volontà di eliminare i basoli, che sono lì ormai da una vita e non hanno dato mai fastidio a nessuno. Questo sotto l’aspetto tecnico. Seconda: nel contratto d’appalto era prevista questa sostituzione, con quale modalità e quali erano gli inconvenienti tecnici se fossero rimasti ai bordi dei marciapiedi? Terza: in quale località sono stati attualmente allocati questi preziosissimi basoli? Quarta: chi ne ha la custodia ufficialmente con tanto di consegna sottoscritta dalle parti? Quinta: che fine faranno questi basoli una volta terminata la pavimentazione di via Alfredo De Luca? Sesta: è già previsto un nuovo lavoro al fine di utilizzare questi basoli benedetti? Settima: chi pagherà il costo per il deposito e la custodia dei basoli? Attendiamo generosamente una risposta che sia la più rassicurante possibile, in modo da evitare fatti incresciosi che si sono già proposti nel passato. Quando diversi basoli sono finiti in qualche dimora privata. Nel passato c’era stata finanche una indagine giudiziaria che si era conclusa con una prescrizione, essendo stato scoperto con grave ritardo il trasporto dal cantiere a casa di un signore con tanto di villa.

Sicuri, però, che gli attenti responsabili del Comune d’Ischia faranno tutto il possibile per conservare questo patrimonio inestimabile e che venga preservato affinché i cittadini ne rimangano proprietari e che vengano utilizzati in un’altra opera pubblica essenziale. Anche per evitare di asfaltare ogni angolo, il più suggestivo, del comune d’Ischia. Ne siamo sicuri. Il tempo darà le risposte a tutte le domande che abbiamo posto all’attenzione di chi governa il territorio.

Ritornando al traffico ingiustificato nella zona pedonale, c’è da dire che molti passanti e diversi commercianti hanno stigmatizzato questa situazione che è diventata sempre più caotica con il passare dei minuti, in quanto la maggior parte dei conducenti amano spostarsi con i mezzi di locomozione. Mai a piedi, perché fa male al fisico. E si era creata finanche una lunga scia di scatole metalliche che arrivano a getto continuo. E il tutto senza che vi fosse in quella zona nevralgica la figura di un vigile in divisa, autorevole, a garantire soprattutto l’incolumità dei pedoni. Dove sono? Quali disposizioni sono state impartite dal comandante facente funzioni? Che, guarda caso, non si vede mai per strada, demandando ai suoi uomini e donne il compito di controllare la viabilità quando si appalesa la loro presenza. Come quando ieri mattina due vigilesse erano costantemente a vigilare sullo scavo e lo sradicamento dei famosi basoli a poche decine di metri da Piazza degli Eroi.

POCHI VIGILI IN STRADA

Tutto per costruire – si dice insistentemente in giro – un tratto di strada utilizzabile esclusivamente dalle bici normali e quelle assistite con batteria. Il che vuol dire che questa corsia preferenziale debba avere una doppia carreggiata, in modo da consentire di salire e scendere comodamente senza il pericolo di incontrare lungo il tragitto qualche mezzo a motore. Chi controlla? I vigili? Ci sono? Ne abbiamo la disponibilità? Questo è un altro tasto dolente. La maggior parte dei vigili uomini e donne che sono stati assunti a tempo indeterminato sono stato prelevati “pesoli pesoli” dalla strada e traslati negli uffici. Per riempire un organico che si era lentamente depauperato a causa del pensionamento di quelli che un tempo garantivano il funzionamento di servizi delicati per la macchina amministrativa. In questo modo, però, si è snaturato quello stesso concorso di assunzione dei vigili per fronteggiare un’emergenza palese affinché il Corpo potesse rispondere a tutte le incombenze che istituzionalmente gli vengono attribuite. E’ un gioco che si è già mostrato nel passato e che veramente non ha dato frutti eccellenti. Anzi, tutt’altro. Siamo alle solite. Vigilesse brave ed esperte per aver percorso un lungo iter prima di diventare effettive. Assunte nel passato per il periodo stagionale per sopperire alla carenza di personale. E questo era lo spirito del concorso. E questa situazione si è totalmente riversata sulla mancanza di controllo delle zone pedonali. In particolare via Roma e Corso Vittoria Colonna, che sono le strade più trafficate durante il periodo estivo. Senza dimenticare che quasi sempre nel mese di agosto le strade parallele sono un vero e proprio accumulo di persone che fanno di tutto e di più: sfrecciano con biciclette elettriche come se fossero su una pista; giocano a pallone quando c’è la necessità; ragazzini che rompono l’anima e la tranquillità di chi cerca un meritato riposo nelle ore pomeridiane e soprattutto in quelle serali. Una storia, una situazione che abbiamo raccontato già l’anno scorso e che sicuramente si riproporrà anche in questa estate anomala. Invece di adottare tutti quei provvedimenti, quelle garanzie di isola felice proprio a quei turisti non tanti che hanno sfidato una situazione non certamente normale, nulla si fa e nulla in futuro probabilmente si farà.

Gli assessori, se ci sono, nessuno li vede né ne registra la presenza. Come quando c’è stato il trasferimento di una massa consistente di spiaggia da un punto all’altro del comune senza che vi fosse una guida amministrativa che fosse in grado di bilanciare gli arenili.

Basterebbe un po’ di impegno in più, lavorare tutti insieme in un’unica direzione: ridare a Ischia quelle bellezze, quella tranquillità e quel rispetto del territorio che sono essenziali per ritenere che la locomotiva turistica della Campania rimanga tale e non cada in un lento depauperamento e che ci faccia sprofondare in una crisi sempre più grave. Mancando una programmazione, scelte adeguate per tentare di recuperare qualche punto in percentuale rispetto agli anni passati. Non è chiedere l’impossibile, basta un po’ di volontà e sarebbe anche giusto in questo momento di crisi per il comparto dei lavoratori stagionali, consigliare a tanti traffichini che pensano soltanto a loro stessi e ad accumulare ricchezza, che è il momento di farsi da parte e dare spazio a chi intende lavorare per una comunità che ha bisogno di guide autorevoli e forti. Basta con la politica legata all’edilizia privata e agli appalti pubblici. Questi sono sì indispensabili, ma bisogna farlo senza che vi siano secondi fini, progetti che vengono confezionati da alcuni professionisti, ma sottoscritti da altri, proprio per evitare che si possa identificare il vero manovratore.

2 Commenti

  1. C’è una sola medicina per venire a capo di questo gravissimo quadro clinico del territorio:
    DIMISSIONI DEL SINDACO

  2. La pandemia ha avuto il merito di porre l’attenzione sulla necessità di utilizzare al meglio la tecnologia nel lavoro.
    Non sarebbe sbagliato, anche per l’ordine pubblico, ricorrere al metodo dello smart working! Telecamere a tappeto su tutto il territorio, con una “camera di regia”, dotata di pochi ma validi operatori h24…

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