Ischia salva Berlusconi? Indagine dei Pm sui dipendenti di Domenico De Siano

Le dichirazioni di Giovanni Fiorentino, Domenico Morgera e Michele D'Ambrosio del 2014 tornano attuali dopo l'audio del giudice Franco. La "via" ischitana per la vendetta di Silvio

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“Silvio Berlusconi? Una chiavica, gli devo fare un mazzo così”. A pronunciare queste parole sarebbe stato Antonio Esposito, il giudice della Cassazione che qualche anno dopo, nel 2013, ha condannato il leader di Forza Italia a 3 anni e 8 mesi per frode fiscale nel processo Mediaset-Agrama. L’audio dell’altro giudice della corte, Amedeo Franco (relatore di quella sentenza) accuserebbe ora proprio Esposito di essere stato “pressato”: quel verdetto sarebbe stato “pilotato dall’alto”, e quella corte, rivelava Franco in una intercettazione ambientale con lo stesso Berlusconi, “un plotone d’esecuzione” contro l’ex premier.

Il caso è devastante, Esposito ha smentito tutto annunciando querele rovesciano le accuse sul collega Franco, morto nel 2019. Ma c’è di più, spiega “il Fatto quotidiano”: c’è in corso un’altra indagine, questa volta a Napoli. I pm starebbero verificando la natura delle testimonianze di alcuni dipendenti dell’hotel Villa Svizzera di Lacco Ameno (Giovanni Fiorentino, Domenico Morgera e Michele D’Ambrosio), chiamati in causa dalla difesa del Cav per confermare la “malafede” di Esposito di fronte alla Corte europea dei diritti dell’uomo.

Le parole dei dipendenti dell’hotel di Domenico De Siano, senatore e coordinatore campano di Forza Italia, sono state rese il 3 aprile 2014 e se vere sarebbero devastanti. Esposito sarebbe stato ospite abituale dell’albergo: “Lo ricordo dal 2007 fino al 2010/2011, non so essere preciso”, ha spiegato ai difensori di Berlusconi un cameriere. “Esposito spesso chiedeva di chi fosse la struttura alberghiera ed io rispondevo di De Siano, esponente politico di Forza Italia e all’epoca sindaco di Lacco Ameno. La sua risposta in napoletano era: “Ah sta con quella chiavica di Berlusconi”. Nell’incontrarmi affermava che prima o poi avrebbero arrestato sia il mio datore di lavoro che il Berlusconi”.

E ancora:  “All’ingresso del ristorante invece di dire buona sera, era solito affermare: ‘Ancora li devono arrestare?’, riferendosi a Berlusconi e al mio datore di lavoro”. Un altro dipendente ricorda invece una frase del giudice: “A Berlusconi se mi capita l’occasione gli devo fare un mazzo così”, Esposito ha chiesto alla Procura di Napoli di verificare se “sia ravvisabile l’ipotesi di false informazioni al pubblico ministero, disponendo tutti gli accertamenti al fine di acclarare l’eventuale concorso di altre persone (verificando in particolare chi ha segnalato all’avvocato Larosa i tre nominativi e l’eventuale ruolo nella vicenda dal De Siano)”.

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