Ischia, ripartire dal primo tempo col Foggia

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foto Franco Trani
foto Franco Trani

L’amaro in bocca è ancora grande, dopo il pareggio di sabato contro una corazzata come il Foggia. L’Ischia, in undici contro nove per oltre venti minuti, non ha sfruttato un’occasione d’oro per ammortizzare la pesante penalizzazione inflitta dal Tribunale Federale. Non l’ha sfruttata palesando nella ripresa un calo fisico e forse mentale che di certo merita un’attenta analisi da parte del tecnico Leonardo Bitetto, che nell’ultimo quarto d’ora si è sbracciato dalla panchina chiedendo ai suoi maggiore incisività e coraggio. Niente da fare, però, con i gialloblu vicini al gol solo con l’occasione – nata da un rimpallo fortunoso – che Orlando ha incredibilmente buttato alle ortiche ad un passo dal novantesimo. Certo, l’Ischia nel secondo tempo sarà quasi scomparsa dal campo quando, con la doppia superiorità numerica, era arrivato il momento di infierire sulla squadra del coriaceo De Zerbi. Tutto vero, ma cerchiamo anche di guardare al classico bicchiere mezzo pieno, rappresentato in questo caso dalla prova superlativa messa in campo da Florio e compagni nella prima frazione. I gialloblu sono stati capaci di giocare alla pari con una squadra costruita chiaramente per centrare la promozione in Serie B. Hanno giocato in velocità, ragionato, cercato la profondità e sono soprattutto sono riusciti a mettere alle corde i satanelli nei primi dieci minuti e negli ultimi quindici. Ed è da qui che si deve ripartire, da quell’Ischia nel segno della vivacità di Kanoute e della classe di Mancino, nella speranza che quest’ultimo abbandoni certi colpi proibiti (vedi il cucchiaio) e Orlando capisca finalmente che il suo compito è prima di tutto fare il goleador. Se lo capiranno e se la squadra manterrà lo stesso atteggiamento per 90 minuti, allora sì che ci troveremo difronte ad una vera e propria macchina da guerra.

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