Ischia, riecco l’inferno porto. La “palla corta” del sistema di imbarchi

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Gaetano Di Meglio | Ieri mattina, purtroppo, siamo piombati nel disastro porto del comune di Ischia. La tanto sbandierata operazione “salva porto” di Comune e Capitaneria di Porto ha mostrato la sua poca efficienza. Una indegna scena, quella vissuta sulla bretella del porto di Ischia che sarebbe potuta essere evitata senza nessun probelma. Una situazione indegna che mostra quanto l’operazione del lagher costruito nel parcheggio guerra che, miracolosamente, è tornato ad essere parcheggio privato, sia un fallimento.

Il comune di Ischia non ha risolto il problema degli imbarchi. Lo ha solo spostato. Lo ha solo rimandato. Così, mentre durante tutta l’estate i passeggeri hanno rischiato di brutto sulla banchina olimpica, al primo “ponte turistico” siamo ricaduti nell’inferno degli imbarchi.
Con i vigili urbani non operativi (gli stessi che in estate ci sono costati un botto di extra) e la mancanza di controlli, le scene di traffico impazzito e di tutto bloccato è tornato d’attualità.
La stessa scena che abbiamo vissuto a settembre, quando si sono aggiunti ai ritardi delle unità navali, il disservizio dei controlli.

Ieri abbiamo avuto la prova che il comune di Ischia non ha strutturalmente risolto il problema. Anzi, lo ha lasciato a metà.
I mesi di attività dell’interporto, o meglio, quel posto dove abbiamo stipato come gli animali migliaia di turisti al sole e senza servizi decenti nel 2019, non hanno significato nulla di buono per il turismo ischitano (a parte le aziende che operano sul porto e devono dire bravo al sindaco e all’assessore pena controlli e minaccia) tanto è vero che oggi, senza l’uso massiccio di vigili urbani a fare da dipendenti agli armatori privati si è ripiombati nel caos.

Non c’è dubbio che il porto, durante l’estate, sia stato più vivibile e senza traffico, così come non c’è dubbio che il paese sa pagato caro il prezzo dell’assenza di vigili urbani sul territorio, sulle spiagge e altrove. Abbiamo preferito, consentire ai privati di incassare comodamente e di più con l’uso dei vigili urbani invece di avere un paese controllato, vigilato e più sicuro.

La colpa peggiore, però, è la mancanza di coordinamento. Continuare ad argomentare sui motivi della cattiva scelta dell’ex guerra e della sua inutile organizzazione è un esercizio che lasciamo ad altri. La valutazione che ci preme evidenziare è l’assoluta mancanza di programmazione. Ieri, per colpa di chi non ha gestito bene i flussi turistici di questo “ponte” abbiamo rimediato un’altra magra figura. Vuoi vedere che le compagnie marittime non sapevo chi, come e quando si sarebbero imbarcati per Ischia e per il controesodo?

Ancora una volta emerge la necessità di iniziare ad usare i dati degli imbarchi. Non post imbarco, ma nella fare del pre. Sapere chi e quando imbarca sul porto di Ischia o di Casamicciola e sapere quale unità navale sarà operativa sui porti è l’unica via d’uscita da questo caos. Che non è stato risolto in passato con il “New”Guerra (macchine e turisti stipati sotto al sole per ore di attese!) e non è stato risolto per il futuro.
Ora la sfida è per l’8 dicembre e per le festività natalizie. Il comune di Ischia e di Casamicciola o meglio, perché unica testa a decide, la Capitaneria di Porto, inizierà a gestire questi flussi in maniera diversa? Gli enti locali inizieranno a usare i dati in “nostro” possesso ed evitiamo queste scene assurde nel 2019?
E’ difficile stampare una lista delle targhe con il biglietto e concedere l’accesso al porto o alla coda solo a quelle e consentire l’operatività ad un solo traghetto per volta? E’ troppo difficile evitare la coda spontanea? E’ troppo difficile fare in modo di gestire questa lista, facile da utilizzare, ed evitare le assurde code?

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