



Ischia si ferma per ricordare una delle sue figure più rappresentative del Novecento civile e culturale. Venerdì 23 gennaio, alle ore 18.30, nella sala della Biblioteca Antoniana, si terrà un incontro pubblico dedicato alla memoria della professoressa Antonietta Giusto, a dieci anni dalla scomparsa.
Non una semplice commemorazione formale, ma un momento pensato per restituire il profilo umano e pubblico di una donna che ha attraversato con discrezione e determinazione decenni di vita isolana, lasciando un segno riconoscibile nella scuola, nel mondo dell’associazionismo, nelle istituzioni e nell’imprenditoria turistica.
Alla serata prenderanno parte il sindaco di Ischia Vincenzo Ferrandino, il presidente del Lions Club Isola d’Ischia Camillo Iacono, la presidente della sezione ischitana della Fidapa BPW Italy Mariangela Calise, la past president nazionale Fidapa BPW Italy e presidente APCI Caterina Mazzella, insieme a rappresentanti del mondo istituzionale e a numerosi amici e testimoni diretti del suo percorso umano e professionale.
Docente di lingua tedesca nelle scuole superiori, la professoressa Giusto ha affiancato all’attività didattica un impegno costante nel settore alberghiero, contribuendo alla crescita dell’offerta turistica isolana in una fase storica decisiva per lo sviluppo economico dell’isola. Parallelamente ha costruito un lungo cammino nel volontariato e nell’associazionismo, ricoprendo incarichi di vertice nella Fidapa di Ischia, nel Lions Club isolano, con responsabilità anche a livello distrettuale e nazionale, e alla guida della Croce Rossa.
Figura considerata pionieristica per il suo tempo, fu anche tra le prime donne a impegnarsi direttamente in politica sull’isola, assumendo il ruolo di Difensore civico con uno stile improntato al rigore, all’ascolto e alla tutela concreta dei diritti dei cittadini. Un incarico svolto in anni in cui la cultura delle garanzie e della partecipazione civica muoveva ancora i primi passi nel dibattito locale.
L’incontro del 23 gennaio si propone dunque come un’occasione per rileggere quella stagione e per riflettere su un modello di impegno che ha tenuto insieme competenza professionale, senso delle istituzioni e attenzione alle fragilità sociali. Un patrimonio immateriale che la comunità ischitana intende custodire e trasmettere, soprattutto alle nuove generazioni.
La partecipazione è aperta alla cittadinanza.




