Ischia per due mesi senza tifosi

La decisione è arrivata in seguito all’incontro con il Commissariato di P.S.

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La decisione è arrivata in seguito all’incontro con il Commissariato di P.S.

Giovanni Sasso | Non sarà soltanto l’allenamento congiunto (nuova terminologia in gergo pallonaro per evitare gli incomodi che comporta un’amichevole ufficiale) di mercoledì 9 contro il Nola a giocarsi a porte chiuse. L’Ischia Calcio per i prossimi due mesi, disputerà le gare interne senza la presenza di spettatori. Sia l’esordio in coppa previsto per domenica 13 settembre contro il Poggiomarino che le prime due-tre partite casalinghe di campionato, si giocheranno con i cancelli del “Mazzella” sbarrati. Nella struttura, come da regolamento emanato dalla Lega Dilettanti per tali situazioni, potranno accedere settanta componenti delle due squadre tra calciatori, staff tecnici, sanitari, dirigenti, terna arbitrale, eventuale commissario di campo e/o osservatore arbitrale, l’unità mobile per l’assistenza sanitaria e i giornalisti accreditati (a discrezione della società).

Come riportato sul giornale di ieri, in mattinata era in programma un briefing presso il Commissariato di Polizia per stabilire il da farsi in vista dell’imminente inizio dell’attività ufficiale. Al termine dell’incontro, la società gialloblù ha diramato un comunicato. «Questa mattina si è tenuto un incontro tra l’Ischia Calcio e le autorità di pubblica sicurezza per l’organizzazione delle gare ufficiali che si giocheranno allo stadio Mazzella. Nelle more di adeguarsi alle complicate misure previste dal protocollo anti-Covid – prosegue la nota – la società a malincuore comunica che le prossime partite si giocheranno a porte chiuse. Tuttavia, la stessa, assicura che nei prossimi 60 giorni si lavorerà per rispettare il suddetto protocollo per riaprire al più presto la struttura tutelando la sicurezza e la salute di chi partecipa alle partite e dei tifosi che accorreranno allo stadio».

FERRARA (P.S.): «DECISIONE SPERIMENTALE»

«Quello svoltosi alla presenza dei vertici dell’Ischia Calcio – ha affermato la dirigente del locale commissariato, la dottoressa Maria Antonietta Ferrara – è il primo di una serie di incontri visto che prossimamente incontreremo anche alle altre società che disputano lo stesso campionato. Quella adottata è una decisione sperimentale, che innanzitutto non va a ostacolare l’attività sportiva perché anche il calcio ha la sua importanza essendo un fenomeno sociale. Per sessanta giorni l’Ischia giocherà a porte chiuse. Si tratta dei primi incontri in casa, dopodiché valuteremo in base all’evolversi del Covid-19. Ho anche consigliato alla società, ove mai si creassero le condizioni per l’ingresso del pubblico allo stadio, di emettere un biglietto d’ingresso».

TAGLIALATELA: «PROTOCOLLO RIGIDO»

A rappresentare l’Ischia Calcio era presente il dg Pino Taglialatela. «Credo che all’inizio della prossima settimana ci sarà un incontro con tutte le altre società – dice “Batman” –. Sarà presa una decisione univoca. Se dobbiamo seguire le regole, c’è bisogno di tempo per adattare le strutture. Faremo il possibile per far ritornare il pubblico al “Mazzella”. Il presidente ci tiene affinché i tifosi ritornino allo stadio. Purtroppo c’è un protocollo abbastanza complesso da seguire, siamo una società dilettantistica e c’è bisogno del tempo necessario per adattare il “Mazzella”. Ci stiamo attivando per presentare la doppia panchina in vista della gara di coppa contro il Poggiomarino, con tutti gli adempimenti da fare per l’accoglienza della squadra avversaria e tante altre piccole problematiche che abbiamo la fortuna di poter risolvere visti gli spazi che offre il nostro impianto».

In effetti le problematiche che una società dilettantistica deve affrontare per iniziare la stagione sportiva, fatte le debite proporzioni, non sono da meno rispetto a quelle professionistiche. Anche in assenza di pubblico, una società che ospita le gare ufficiali deve ottemperare alle disposizioni relative al distanziamento. In campo e fuori. Una panchina, ad esempio, non è più sufficiente e c’è bisogno di “prolungarla”, con aggravio di spese perché quelle modulari e regolamentari hanno costi elevati. Oltre alle spese vive per il servizio d’ordine: con l’ingresso del pubblico, ce ne sarebbero delle altre. Inoltre, bisognerebbe disegnare percorsi di entrata e uscita dall’impianto, sanificare con costanza i servizi igienici, liberare due poltroncine tra uno spettatore e un altro. E stiamo parlando della sola tribuna coperta a cui, secondo le attuali normative, potrebbero accedere circa trecento spettatori. Per il settore inferiore, si potrebbe adottare la segnaletica adesiva fino a raggiungere il limite imposto per le strutture che ospitano campionati dilettantistici: mille spettatori. Come ha accennato il vice questore Ferrara, la società non avrebbe altra scelta: biglietto da acquistare in prevendita o emissione di una tessera che consentirebbe l’accesso alle gare della stagione.

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