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Ischia, lo stallo non è terminato

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La situazione in casa Ischia non sta prendendo i contorni della telenovela per il semplice fatto che non ci sono intrighi, tradimenti, colpi bassi e quant’altro caratterizza una “soap” in piena regola. C’è un presidente che ha deciso di farsi da parte e cerca un successore. L’Ischia Calcio passerà di mano ma a tutt’oggi non si conosce il nome dell’imprenditore o dell’appassionato che rileverà la società dalle mani di Emanuele D’Abundo. L’atteso incontro tra Taglialatela e l’ennesimo imprenditore avvicinato nei giorni scorsi, si è regolarmente svolto.

L’ex d.g. attende una risposta che dovrebbe arrivare tra martedì e mercoledì. Nel frattempo non mancano abboccamenti per sponsorizzazioni e collaborazioni che risultano sempre importanti nell’arco di una stagione lunga a dispendiosa dal punto di vista economico, anche se si volesse impostare un discorso ridimensionato. Perché ad oggi è impensabile immaginare un’Ischia in grado di battersi per le primissime posizioni della classifica, soprattutto se questa fase di stallo costringerà i calciatori più rappresentativi a cambiare aria. Ricordiamo che il 1 luglio si aprono le liste e i vari Chiariello, Trofa, Sogliuzzo, Castagna, Arcamone ecc. saranno liberi di accasarsi in altro club.
GIOVEDÌ A NAPOLI – E’ stato confermato che giovedì una delegazione dei tifosi, nella fattispecie del gruppo “Amici del Rispoli”, incontrerà a Napoli il presidente D’Abundo per formalizzare il passaggio di consegne. A quel punto i sostenitori, in possesso del “titolo sportivo” (restituito dall’armatore, come promesso quattro anni fa, senza alcun debito), vedranno il da farsi. Il futuro del club da quel momento sarà nelle loro mani.
A proposito di tifosi. Sulla rete si registra un intervento-sfogo di Ciro Curci, leader degli Yellow Blue Lions, relativamente alla decisione di D’Abundo di farsi da parte, secondo quanto si legge tra le righe, causata dall’atteggiamento dei tifosi organizzati. «La perfezione nella vita non esiste ognuno di noi ha commesso e commette errori così come fa cose egregie – scrive Curci – .

E’ da una vita che sento sempre dire che qualsiasi cosa accade di negativo intorno all’Ischia Calcio e sempre colpa dei tifosi. Nell’ultimo periodo è tornato di nuovo in voga questo concetto dando la colpa ai tifosi l’eventuale voglia al presidente D’Abundo. Allora da premettere che quello che la piazza ISCHIA pensa del presidente D’Abundo gli è stato detto di persona alla presenza di una nostra delegazione negli uffici della Medmar a Napoli. Al presidente è stato detto che la piazza sarebbe felice che lo stesso portasse avanti il progetto ISCHIA, che lo abbiamo ringraziato per quanto fatto per la nostra squadra. Al presidente gli è stato fatto un unico appunto e cioè quello della poca presenza fisica e verbale, ma oltre a questo nulla da dire.

Poi è logico ci sono le critiche e solo chi non opera non viene criticato, ma da quelle critiche o qualsiasi di esse bisogna prendere il buono e cioè quelle costruttive, quelle fatte da persone che amano questi colori veramente e che vorrebbero vedere sempre trionfare la nostra squadra del cuore. Io personalmente – continua il tifoso – mi sono rotto i coglioni di passare sempre per quelli che sono la rovina anche perché veramente la gente parla ma non sa nemmeno un c…o, e poi tutta sta gente che parla, solo questo sa fare parlare, parlare e parlare. Se tutte queste chiacchiere che fate le trasformate in soldi potremmo fare la serie A. Oggi l’Ischia Calcio vive il suo ennesimo momento non facile, ma la stragrande maggioranza se ne sbatte i coglioni questa è le verità. Chiacchiere chiacchiere e chiacchiere chest vulit faaa».

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