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Ischia, l’illusione è finita, si torna al punto di partenza

Tanto impegno dei tifosi, tante polemiche…per tornare al punto di partenza. Inutile girarci intorno ancora: l’Ischia Isolaverde per la stagione 2015-16 si allenerà sulla collina dei Camaldoli, presso le strutture Kennedy gestite da Raffaele D’Auria. Una realtà per certi versi adesso ufficiale, ma ormai chiara da metà luglio e che, da allora, non ha mai trovato i favori della parte più intransigente della tifoseria. Ora, noi non ricopriamo il ruolo di tifosi duri e puri, comprendiamo la posizione di chi si dice favorevole all’attuale società, a suon di “senza di loro l’Ischia sarebbe scomparsa, gli allenamenti sono un problema secondario” e “hanno messo insieme una bella squadra”. Posizioni pacifiche e che magari in piccola parte possiamo anche condividere, rimanendo pur sempre dell’idea che quando si porta il nome di una città, e a maggior ragione di un’isola, bisognerebbe intervenire anche sul territorio di cui si “sfrutta” storia e brand. Noi non siamo tifosi, ci limitiamo a ricoprire il nostro ruolo di osservatori e certamente – nonostante ci sia qualcuno che sostenga il contrario – non siamo qui per aizzare la piazza contro la società, anche perché non avremmo nemmeno lontanamente l’interesse. Ci limitiamo ad osservare ed è impossibile non sottolineare che nell’ultimo mese e mezzo, se non di più, abbiamo sentito solo mezze verità, che con un po’ di collaborazione l’Ischia sarebbe potuta tornare ad allenarsi a Ischia, che gli accordi con i soci della terraferma prima esistevano, poi non c’erano e poi sono tornati per magia. Quello che contestiamo, adesso, non è più la questione degli allenamenti in sé per sé (ormai ci abbiamo messo una pietra sopra), ma la poca chiarezza degli ultimi tempi. Niente altro. La speranza, adesso, è che si inauguri un nuovo corso, nel segno della schiettezza, per quanto gli ultimi due mesi non siano certamente tranquillizzanti in tal senso. Nel frattempo, le note positive non si limitano solo alla sincerità recente della società (almeno in ottica allenamenti) e ai grandi risultati sul campo degli uomini di Bitetto. Rincuora che Ischia – i tifosi e la piccola imprenditoria – si sia fatta trovare pronta una volta chiamata in causa: la proposta di occuparsi del vitto e dell’alloggio della prima squadra è stata fatta, una discreta cifra è stata raggiunta. Ora c’è da chiedersi se queste somme, tolte spesso al bilancio familiare dei singoli appassionati, torneranno all’ovile oppure, totalmente o solo in parte, saranno messe a disposizione dell’Ischia Isolaverde. Vedremo.

Per quanto riguarda invece le vicende societarie, eventuali novità le avremo solo nella serata di domani, quando si terrà l’importante riunione che vedrò il presidente Rapullino presentarsi da dimissionario. La riunione doveva tenersi ieri ma è stata posticipata per sopraggiunti impegni dell’imprenditore siderurgico. La nostra idea, nel frattempo, rimane la stessa: siamo convinti che il presidente rimarrà al suo posto. Troppo difficile lasciare l’Ischia dopo due vittorie consecutive e, soprattutto, dopo essersi tolto il fardello di comunicare ai tifosi – al termine di due mesi pieni di contraddizioni – che gli accordi con i soci della terraferma esistono. Eccome se esistono.

 

 



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