Ischia Isolaverde, occasione persa

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La potevamo vincere. Questo il mantra che aleggerà nelle teste dei calciatori e dello staff dell’Ischia Isolaverde al termine del rocambolesco pari di ieri contro il fortissimo Foggia di Mister De Zerbi. Se i pugliesi esultano per un punto guadagnato in condizioni difficili, i gialloblu sanno di avere buttato al vento un’occasione d’oro, alla luce della doppia superiorità numerica non sfruttata negli ultimi venti minuti di gara. I satanelli, e questo potrà sembrare un paradosso, si sono ritrovati al cospetto di un’Ischia incapace di ripetere quanto è stata capace di fare nella prima frazione, quando ancora le decisioni arbitrali (giuste) e le ingenue scorrettezze di Di Chiara e Agostinone non avevano cambiato letteralmente volto alla gara. Sì, perchè la nota positiva di giornata è l’atteggiamento messo in campo nei primi quarantacinque minuti, giocati alla pari contro una delle corazzate del Girone C: anzi, per quanto fatto vedere, gli isolani avrebbero meritato di tornare negli spogliatoi con qualcosa in più del pareggio.
Nei primi minuti la pressione dell’Ischia, in campo con il classico 4-3-1-2, è asfissiante e il Foggia è in grande difficoltà. Non passano nemmeno tre minuti e i gialloblu recriminano per un fallo non segnalato del portiere Narciso, che fuori area atterra Orlando: l’infrazione sembra esserci, non l’espulsione perché a protezione della porta già si erano frapposti un paio di giocatori del Foggia. La pressione gialloblu si spiega con i tre angoli consecutivi conquistati nei primi dieci minuti e con una squadra ospite che si fa vedere dalle parti di Iuliano solo al 12′, e lo fanno per giunta timidamente. Il forcing isolano viene premiato dal rigore (dubbio) assegnato per fallo su Kanoute, rigore che però Nicola Mancino calcia a lato: questa volta la scelta del “cucchiaio” non paga, a differenza di quanto successo poco più di un mese fa a Catania.
Dopo l’occasione sprecata, l’Ischia si disunisce e perde fiducia, subendo il classico contraccolpo. Il Foggia, invece, inizia a prendere coraggio e – in campo con il consueto 4-3-3 – mette in mostra l’artiglieria pesante: si cerca spesso e volentieri la giocata sull’asse Agnelli-Sarno, a dimostrazione che erano giuste le indicazioni delle vigilia che vedevano i satanelli prediligere il gioco sulla destra e quasi ignorare quello sul lato opposto. I minuti passano e il Foggia alza sempre più il baricentro, con l’Ischia che non riesce a ripetere quanto fatto nei primi minuti: dopo un’ottima occasione non sfruttata da Floriano, i pugliesi passano in vantaggio proprio con Sarno, autore del classico gol “alla Del Piero”.
La rete pugliese sembra scuotere i gialloblu, che finalmente tornano a macinare gioco. Ancora una volta in prima linea è Yaye Kanoute, vero uomo in più dei gialloblu: le sue giocate in velocità e gli ormai tipici scambi veloci mettono in grande difficoltà la difesa rossonera, che piano piano inizia a mostrare i primi scricchiolii. L’attaccante senegalese fa il bello e il cattivo tempo sulla fascia destra, come in occasione della palla-gol non sfruttata da Orlando e Izzillo, ma è nell’insolita posizione di rifinitore che serve allo stesso Orlando un filtrante da applausi in occasione del gol poi realizzato da Nicola Mancino. L’ex Casertana, come spiegherà Bitetto in conferenza stampa, si rifà dopo il clamoroso errore del calcio di rigore e va ad esultare in prossimità degli spogliatoi dello Stadio Mazzella, andando ad omaggiare il magazzinieri “Giggino” Fiore. Una dimostrazione, questa, dell’affetto che lega i giocatori gialloblu ad una delle colonne del calcio ischitano. Qui finisce il primo tempo e il risultato sembra quasi stare stretto all’Ischia per quanto dimostrato per almeno mezz’ora del match.
Nella ripresa il canovaccio sembra inizialmente lo stesso: il Foggia fa paura nelle ripartenze, ma l’Ischia sembra tenere bene il campo soprattutto grazie ad un Florio sontuoso, bravo tanto negli anticipi quanto a proporsi in attacco, anche se non con la solita insistenza. I pugliesi hanno tutta l’intenzione di cercare il successo, ma devono fare i conti con l’espulsione (giusta) di Agostinone, che si becca il secondo cartellino giallo per una simulazione plateale in area su tocco impercettibile di Meduri. De Zerbi così corre ai ripari: toglie una punta, Sarno, e inserisce un laterale sinistro in grado di fare bene le due fasi come Agostinone; il tecnico disegna una sorta di 4-2-2-1, con Gerbo e Floriano alle spalle di Iemmello. I gialloblu, però, non sfruttano l’uomo in più: l’espulsione ha quasi l’effetto inverso, tanto che sono veramente rare le incursioni in attacco. A centrocampo la squadra non riesce a macinare gioco: Bitetto si sbraccia dalla panchina, chiede verticalizzazioni veloci ma le sue parole rimangono inascoltate alla luce dei numerosi errori in fase di disimpegno e qualche passaggio in orizzontale di troppo. Dopo l’espulsione (anche questa giusta) di Agostinone, e con un Foggia che si schiera con una punta sola e senza alcuna intenzione di attaccare, l’approccio dei gialloblu non muta. Come non cambiano gli uomini in campo, con Bitetto che a sorpresa non opera alcuna sostituzione. L’occasione incredibile capitata sui piedi di Orlando sancisce la fine di una sfida che l’Ischia poteva e doveva vincere.

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