Un sapore aspro, pungente. È quello che aleggia nell’ambiente pallonaro di Ischia all’indomani del pareggio interno contro il Cassino. Il risultato maturato a Fondobosso, nella prima uscita del nuovo anno solare e coincisa con l’esordio nel girone di ritorno del campionato, ha inevitabilmente lasciato l’amaro in bocca. Perché lasciare due punti per strada, soprattutto quando la squadra sembrava lanciata verso un’altra vittoria casalinga, non può che alimentare rimpianti e recriminazioni.
Una grande occasione sprecata, che rende più pesante la settimana di lavoro e impone riflessioni profonde. Ai gialloblù è mancata la cattiveria sotto porta, è venuta meno quella fame che aveva contraddistinto le ultime prestazioni positive. Un calo di tensione pagato a caro prezzo: gli ospiti, infatti, alla prima vera opportunità concessa, hanno colpito con il classico “gol della domenica”, azzannando la preda e ristabilendo l’equilibrio. Un episodio che ha gelato il “Mazzella” e che ha cambiato il volto della gara, spegnendo entusiasmo e certezze.
Un bicchiere mezzo vuoto
Dalla sfida contro il Cassino, l’Ischia può portare a casa davvero pochi aspetti positivi. Qualche indicazione incoraggiante per mister Simone Corino, costretto ancora ai box per la lunga squalifica, è comunque arrivata: il buon approccio iniziale alla partita, la capacità di sbloccare il risultato su calcio piazzato e il numero di occasioni create nel corso dei novanta minuti. Segnali che testimoniano una squadra viva e propositiva.
Eppure, guardando il quadro complessivo, il bicchiere non può che apparire mezzo vuoto. I gialloblù hanno sciupato troppo, mostrando limiti evidenti nelle transizioni negative e concedendo agli avversari spazi e ripartenze potenzialmente letali. A pesare sono anche la scarsa brillantezza negli ultimi metri, l’ennesimo gol subito – ormai una costante – e quei due punti lasciati per strada che mantengono ancora a distanza l’obiettivo salvezza. Dettagli, ma non troppo, che fanno la differenza in un campionato così equilibrato.
Fattore atteggiamento
Nel corso della stagione l’Ischia ha mostrato due volti distinti. Da un lato, quello di una squadra concentrata, aggressiva e sempre sul pezzo, capace di esaltarsi soprattutto contro le formazioni più quotate del girone. È accaduto, ad esempio, contro Trastevere e Nocerina, nel periodo compreso tra la seconda metà di ottobre e dicembre, quando i gialloblù hanno vissuto una fase di crescita evidente sotto il profilo del gioco e dei risultati.
Dall’altro lato, però, emerge un’Ischia più distratta, a tratti sufficiente, incapace di mantenere alta l’intensità per l’intero arco della gara. Un atteggiamento che non aiuta e che spesso finisce per compromettere quanto di buono costruito. La discontinuità mentale resta uno dei nodi principali da sciogliere, soprattutto in un momento della stagione in cui ogni punto pesa come un macigno.
Testa al Budoni
Il calendario, intanto, non concede pause. La prossima tappa stagionale porterà l’Ischia in Gallura, dove ad attenderla ci sarà il Budoni, attuale quinta forza del girone. La formazione sarda non attraversa un periodo brillante e domenica cercherà di invertire il trend negativo delle ultime settimane: appena un punto conquistato da dicembre e tre sconfitte nelle ultime quattro gare disputate. Per i ragazzi di Corino si tratterà di un banco di prova importante, sia sotto l’aspetto tecnico che mentale.
Servirà un’Ischia affamata, compatta e determinata, pronta a reagire alla delusione dell’ultima uscita e a ritrovare quella continuità di rendimento necessaria per avvicinare concretamente l’obiettivo salvezza. In trasferta, su un campo ostico, sarà fondamentale dimostrare di aver imparato dagli errori e di saper trasformare la rabbia in energia positiva.







