Ischia, il doppio salto è una strada “D”ifficile

LA SOCIETA' GIALLOBLU DOVREBBE SPERARE SOLO IN UNA ECATOMBE. Il nuovo criterio della LND penalizza le società di Eccellenza e favorisce quelle appena retrocesse

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Giovanni Sasso | Ci proveremo. Nel frattempo dobbiamo lavorare in funzione del campionato di Eccellenza». Pino Taglialatela è stato abbastanza chiaro al termine dell’incontro svoltosi venerdì mattina nello studio del presidente D’Abundo, presso gli uffici napoletani della Medmar, alla presenza dell’allenatore Monti. Il tentativo di ripartire dalla categoria superiore sarà fatto, la documentazione sarà espletata al pari dei versamenti che, tra tasse d’iscrizione e fidejussione, ammontano a circa cinquantamila euro (il tutto da presentare entro il 14 luglio). Ma in casa gialloblù nessuno si illude.

Per svariati motivi, le possibilità sono assai ridotte. Volendo fare un paragone motoristico, è come vincere il Rally di Montecarlo con una Panda 4×4 oppure la 24Ore di Le Mans con una Giulietta Alfa Romeo. Impresa possibile solo in caso di cedimenti meccanici o incidenti di tutte le vetture favorite. «Durante l’incontro abbiamo parlato anche della domanda di ripescaggio. Il presidente D’Abundo ci tiene a che il tentativo venga fatto. Poche possibilità perché non siamo tra le aventi diritto? Seguiremo le indicazioni della Lega Dilettanti. Adesso dobbiamo lavorare alla costruzione della squadra per l’Eccellenza. Se poi arrivasse il “sorpresone”, a quel punto gli scenari cambierebbero. Concentriamoci su quella che è la realtà».

E’ il Taglialatela pensiero, espresso a botta calda al termine del summit che ha di fatto riacceso i motori della nave gialloblù che è pronta a riprendere la navigazione nei ben più difficili mari dell’Eccellenza campana. In parole povere: nessuna illusione, tanto realismo. Se ci fosse anche una percentuale irrisoria, si proverà a mettere un piede nello scalino superiore.

L’appassionato più incallito probabilmente si starà chiedendo: per quale motivo si è passati dalla convinzione di ripartire dal campionato organizzato dal Dipartimento Interregionale, ad avere possibilità così ridotte? Benché l’Ischia Calcio sia da considerare una società “non avente diritto”, in caso di riforma dei campionati, si sarebbero potute creare delle condizioni particolari. Anche per un club neopromosso che, regolamento alla mano, in condizioni normali non avrebbe avuto alcuna chance. Restando in temi prettamente “tecnici”, nemmeno i criteri varati l’altro ieri dalla Lega Nazionale Dilettanti sono d’aiuto ai colori gialloblù. E’ un dato di fatto che i ripescaggi potrebbero riguardare una quindicina di squadre. Ma l’alternanza tra le squadre appena retrocesse dalla D e le seconde di tutti i campionati di Eccellenza (21 al di fuori delle 7 ammesse di diritto), non è uguale alle passate stagioni sportive. Infatti, gli organici 2020/21 saranno formati con la novità appena emanata dalla LND: «Saranno ammesse in ordine alternato due Società retrocesse dalla Serie D, seguendo la graduatoria predisposta dal Dipartimento Interregionale per il Campionato Nazionale Serie D 2019/2020, e una Società del Campionato di Eccellenza 2019/2020, secondo la graduatoria predisposta dalla L.N.D.)». Col criterio varato dalla LND (1a retrocessa dalla D, 2a retrocessa dalla D, 3a seconda d’Eccellenza, 4a retrocessa dalla D, 5a retrocessa dalla D, 6a seconda d’Eccellenza e via discorrendo) le percentuali di mettere il piedino sullo scalino sono ulteriormente ridotte. Ulteriormente, la Lega presieduta da Sibilia rende noto che «hanno diritto prioritario a presentare domanda di ammissione al Campionato Nazionale di Serie D tutte le Società seconde classificate nei Campionati Regionali di Eccellenza della Stagione Sportiva 2019/2020». Dunque chance ulteriormente al ribasso perché l’Ischia è società non avente diritto. Nella graduatoria occuperebbe le ultimissime posizioni.

Una volta depositata la domanda, l’Ischia dovrebbe mettersi sulla sponda del fiume e aspettare che passi qualche «vacca colpita da moria da Covid-19», come scherzosamente riferì mister Monti dopo l’incontro col presidente D’Abundo. Nel frattempo qualcuna ha già lanciato un grido di dolore. Si tratta della matricola lombarda Busto 81 e della Sangiustese che non presenterà la domanda di ripescaggio, iscrivendosi all’Eccellenza. Oltre alla mancata riforma dei campionati, che avrebbe ridimensionato la Serie C e probabilmente creato una categoria intermedia tra l’ultima categoria professionistica e l’attuale Serie D, a ridurre le speranze della società gialloblù è appunto il numero delle società che ha alzato o alzerà bandiera bianca. In C si conoscono da tempo le situazioni critiche di almeno cinque società, in D potrebbero non farcela altrettanti club.

C’è chi sta pensando ad una fusione e libererebbe un posticino, ma i posti dovrebbero essere molti di più per sperare di riprendere dalla Serie D, campionato che comporterebbe una programmazione decisamente diversa da quella impostata, a grandi linee, venerdì a Napoli. Intanto il segretario Mattera farà di tutto per rinforzare il telaio della “PandIschia”, montando gomme più grandi e un bel turbo in grado di spingere alla bisogna. “Billone” Monti non è Sébastien Loeb ma nei percorsi accidentati si trova a meraviglia…

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