Ischia e Hammamet | #4WD

Daily 4ward di Davide Conte del 12 gennaio 2020

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Bettino Craxi, uno dei mostri sacri della politica italiana del secolo scorso, appartiene a quella categoria di statisti che per quanto diffusamente odiati, vantano anche post mortem una forma di imperitura deferenza -a volte underground, altre più manifesta- da parte di diverse generazioni e classi sociali.


Il film “Hammamet”, in programmazione nelle principali sale d’Italia e dal 16 gennaio anche ad Ischia, preceduto proprio nelle ultime settimane da un’ottima campagna stampa, risulterà senz’altro piacevole da vedere per la ricostruzione attenta e meticolosa di un personaggio che sembra reincarnarsi, grazie ad un Pierfrancesco Favino particolarmente addentro al ruolo e oltremodo rassomigliante al suo “originale”, grazie a un favoloso ed impegnativo make-up e ad una pregevole interpretazione. Non allo stesso modo, invece, resterà soddisfatto chi si aspetta una narrazione fedele dell’acme politica di cui Craxi fu protagonista assoluto, considerato che la trama del film resta quasi totalmente al di fuori di quanto accadde in quell’epoca, al punto che nessuno dei protagonisti del film viene di fatto coinvolto con il proprio nome.

Si tratta senza dubbio di un successo annunciato, un lavoro cinematografico di prim’ordine che inorgoglirà noi Ischitani più attenti, anche se non necessariamente veterosocialisti. Al fianco del noto regista Gianni Amelio, infatti, ha svolto un ruolo fondamentale nel collaborare alla direzione e alla scrittura del film il mio amico Edoardo Petti. E per quanto sia impossibile, dalle nostre parti, evitare di ricordare che si tratta del figlio di un certo “Architetto Sandro” tutt’altro che sconosciuto ai più, posso assicurarVi che Edo rappresenta non solo un grande professionista del settore, ma una piacevole persona di grande cultura, talento, umiltà e sensibilità che non ha certo bisogno di luce riflessa.Nei fotogrammi di “Hammamet”, come nelle vene di Edoardo Petti, scorre anche sangue ischitano. Ecco perché stavolta dovremmo essere tutti orgogliosi, prima che contenti, di andare al cinema a vederlo!

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