Ischia, contagio zero da 20 giorni. Tra morti ed errori dovuti all’ASL

Il caso dei “falsi positivi”. Maggio di errori e negatività al virus conclamate. Tutte le sviste dell’ASL Anche la guardia giurata negativa al coronavirus come il camice bianco. Manca il conforto di un terzo contro tampone legato alla carenza di reagenti

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Ida Trofa | L’ASL Napoli 2 Nord, al 15 maggio, registrava 536 pazienti positivi al Covid, di cui il 90% trattato a domicilio e il 10% presso i reparti dedicati degli ospedali regionali. A Ischia, invece, sono 48 i soggetti attualmente positivi.
Ma il dato che viene fuori è che dal 30 Aprile, sulla nostra isola, non si registrano casi di positività al coronavirus.

Venti giorni di calma e di normalità che, però, sono stati macchiati dall’emergenza villa Mercede, al cui cluster in 24 ore sono legati 3 decessi di pazienti positivi al Coronavirus e, ancora più grave se pensiamo che in un mese alla RSA devono essere ascritti 7 dei 9 decessi ischitani. Un dramma!
Dopo le morti dei tre innocenti anziani altri, ieri, due degenti della residenza per anziani sono stati ospedalizzati presso il reparto covid-19 del PO Anna Rizzoli tra lunedì 18 e martedì 19 maggio.

E così, oltre la tragedia delle morti legate alle vecchie infezioni, il dato confortante per questa fase 2 che stenta a decollare è l’assenza di nuovi contagi. 20 giorni di tranquillità anche se un altro fenomeno dovrebbe, seriamente, preoccuparci.
E parliamo del caso dei “falsi positivi” per così dire.
Sono già due i casi che si sono registrati nel comune di Lacco Ameno. Uno è già stato acclarato e certificato dall’ASL che ha ammesso l’errore, l’altro è invia di definizione.
Il comune di Lacco Ameno con soli 8 casi positivi rilevati è stata vittima di almeno 4 errori di attribuzione e ben 2 ipotesi di tampone positivo errato. Ovvero di tampone dichiarato positivo ai danni di un soggetto per il quale, invece, al termine delle verifiche sanitarie e dei contro-tamponi di prova, si è stabilito che non vi era alcuna positività.
Superata la fase critica dell’emergenza, ora la situazione è relativamente migliorata, ma solo attraverso un costante rilevamento dei nuovi casi positivi sarà possibile tenere sotto controllo la diffusione del contagio, evitando che tornino a essere al limite.

La guardia giurata positiva/non positiva
Il caso di positività e non positività della Guarda Giurata dell’Ospedale è emerso dallo screening del Rizzoli eseguito il 15 maggio scorso ed è stato smentito da ben 2 tamponi successivi. Oggi si attende l’esito del terzo tampone ma mancano i reagenti per cui al Cotugno si dà precedenza ai casi più urgenti. Una vicenda che lascia allibiti.
L’ennesimo enigma lacchese che lascia l’isola alle prese con un dubbio dopo 20 giorni in cui non si registrano nuovi casi conclamati dall’ultimo caso (almeno tra quelli resi noti e non nascosti delle istituzioni) rilevato lo scorso 30 aprile a danno di due ospiti della RSA Villa Mercede.

La vicenda.
Lo scorso 15 maggio era stata resa nota (in maniera del tutto rocambolesca e tipica della gestione locale dell’ASL NA 2 Nord) la positività di una guardia giurata in servizio presso l’Ospedale Rizzoli di Lacco Ameno, nato a Ischia ma residente a Lacco Ameno. La condizione dell’uomo, asintomatico, era stata fotografata e data con risultato positivo al termine della campagna di screening effettuata per tutti i sanitari del Rizzoli in queste settimane. Posto in quarantena e in attesa di ulteriori accertamenti, in via precauzionale, sono iniziate le operazioni per identificare i contatti sociali intercorsi.
Nel corso delle contro analisi sono emersi i due tamponi negativi al Coronvirus che smentirebbero il tampone positivo ufficializzato il 15 maggio. Il vigilantes risulta, tra l’altro, coniugato con una operatrice di una catena di supermercati molto nota già interessata, nei mesi scorsi, da un focolaio sensibile al centro di una disastrosa a gestione fatta di ritardi, omissioni e mancata assistenza da parte dell’ASL.

Due “falsi positivi“ su due a Lacco Ameno
Come abbiamo avuto modo di raccontarvi attraverso le pagine del nostro quotidiano la vicenda della Guardia Giurata è ammantata da più di un dubbio. Sin dalle prime battute questa positività, infatti, era apparsa alquanto dubbia. Tante le incognite. Su tutte, infatti, ci si interroga su come possa essere sfuggito l’uomo ai precedenti test e alle precedenti verifiche attuate sul personale del Rizzoli. Si tratta, davvero, di un volgarmente detto “falso positivo” oppure, cosa ancor più grave, di un errore o di uno scambio di provetta?
Al momento due contro tamponi ci dicono che il vigilantes non ha contratto il virus. Solo l’esito delle ulteriori verifiche potrà, però, confermarlo. Al momento mancano i reagenti per emettere l’ultimo verdetto e dichiarare la negatività della guardia giurata lacchese.

Il 2 maggio positiva, l’11 maggio perfettamente sana
Un altro enigma è quello che ha riguardato, come ben sanno i nostri lettori, il caso di positività della dottoressa della Guardia Medica accertato sull’isola il 2 maggio scorso nel comune di Lacco Ameno. In questo caso, la dichiarata guarigione e attestazione di abilità al lavoro è stata certificata comunicata agli enti locali, alle aziende e alle autorità dalla stessa ASL NA 2 Nord.
Si tratta del caso emblematico di un camice bianco dichiarato positivo al COVID-19 dopo una serie di innumerevoli peripezie e dichiarato sano e guarito solo 7 giorni dopo. Un caso che le autorità sanitarie dichiaravano non collegato ad altri focolai già accertati dopo l’esplosione della pandemia.
L’11 maggio la verità con il timbro della Unità Operativa dei Epidemiologia Ischia e Procida del Distretto Sanitario n. 36: “Si tratta della certificazione per Coronavirus SARS-CoV2 non rilevato che consente tra l’altro la ripersa di ogni attività. Ovvero i tamponi effettuati, in data 4/5/2020 ed in data 8/5/2020, hanno dato il seguente esito alla Real time PCR per la ricerca del Coronavirus SARS-CoV2: non rilevato; che riferisce “la persistenza di assenza di sintomatologia”.
Le parole non servono a descrivere il pressappochismo e la gestione allegra dei tamponi e dei loro esiti.

Numeri, emergenza e cure
L’emergenza Covid-19 è certamente ancora in atto. Le molteplici piste battute alla ricerca di una terapia idonea ne sono la prova. Il Rizzoli continua a trattare i pazienti già risultati positivi prima di maggio. La cura al plasma, il protocollo di sperimentazione del Tocilizumab funzionano e sono n uso a anche ad Ischia, ma non si può abbassare la guardia, specie con tutte le omesse verità di questa a brutta sanità.

Ad oggi, dunque, restano (circa) 48 i soggetti attualmente positivi sul territorio. 97, invece, il numero dei casi positivi registrati sin qui con 40 guariti e, purtroppo, 9 decessi.

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