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Ischia. Chiariello: «Il quarto posto non è stato il giusto premio finale»

ECCELLENZA | IL DIFENSORE ANALIZZA LA STAGIONE E CI PARLA DEL SUO FUTURO

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Simone Vicidomini | La stagione dell’Ischia si è conclusa con un quarto posto in classifica e l’eliminazione al primo turno dei play-off contro il San Marzano. Sconfitta che brucia, che lascia l’amaro in bocca, visto che a distanza di un anno i gialloblù vedono di nuovo sfumare il treno per la conquista della serie D. Una stagione in cui si poteva fare molto di più, con i tanti punti persi per strada che alla fine hanno compresso il miglior piazzamento per l’accesso agli spareggi.

Al di là del risultato maturato sul rettangolo di gioco, in casa Ischia ci sono stati tanti giocatori che si sono messi in mostra, ma soprattutto confermando la loro caratura, dando quel pizzico di esperienza al resto dei compagni. Una squadra, come spesso diciamo, che è composta da determinati leader, uno per reparto: nello specifico parliamo del reparto difensivo con Pasquale Chiariello, il pilastro della retroguardia gialloblù che per tutta la stagione non ha mai sbagliato una partita, collezionando prestazioni sempre più positive. Purtroppo il difensore classe ‘90 non ha potuto dare il suo contributo nella partita dello spareggio contro il San Marzano, per via del Covid. Sicuramente è stato un rimpianto assoluto non averlo avuto in campo in quella partita, perché senza troppi di giri di parole si sa che con Chiariello al fianco di Di Costanzo si sarebbe formata una coppia centrale sontuosa, di esperienza e cattiveria agonista che sarebbe servita contro un avversario dal gol facile. Abbiamo fatto una chiacchierata proprio con Chiariello, analizzando la stagione appena conclusa, parlando anche del suo futuro visto che ci sono le sirene provenienti dal Real Forio da quando “Billone” Monti è diventato il nuovo allenatore.

L’ANNATA

La stagione dell’Ischia si è conclusa con un’amara sconfitta contro il San Marzano, nel primo turno degli spareggi per la Serie D. Dal tuo punto di vista, è stata un’annata positiva o negativa?
«Secondo il mio punto di vista quando c’è l’obiettivo di raggiungere i play-off, è positiva. Sicuramente, come dichiarato anche da Trofa e Castagna (su queste colonne, ndr ) si poteva fare molto di più ma allo stesso modo si poteva fare anche peggio. L’obiettivo minimo di quando giochi ad Ischia ed indossi quella maglia sono i play-off. C’è da migliorare, questo è vero, ma non è tutto da buttare».

Ischia eliminata al primo turno degli spareggi contro il San Marzano. Ricordiamo che i gialloblù nella settimana prima di quella gara hanno dovuto fare i conti con le positività al Covid-19. Sarebbe stata un’altra partita con Chiariello in campo? «Innanzitutto faccio i complimenti ai miei compagni di squadra, perché abbiamo vissuto una brutta settimana tra tamponi e giocatori che sono risultati positivi – continua il difensore –. Dispiace non essere andati lì a giocarcela alla pari, viste le tante assenze, però tengo a precisare che chi ha giocato ha fatto la sua partita. Andare a giocarti un play-off con la rosa al completo sarebbe stato ben diverso. Sarebbe stato il giusto premio di una stagione intera. Siamo andati a giocare con diverse assenze e senza allenatore in panchina. Io ho provato fino alla fine ad essere presente ma purtroppo non è stato possibile. Il San Marzano è una squadra forte e lo ha dimostrato anche in seguito».

POSIZIONE MIGLIORE

Al di là dei tanti punti persi per strada durante la stagione, possiamo dire che nelle ultime due partite c’è stato un vero harakiri da parte vostra?
«Concludere la stagione al secondo o al terzo posto ti avrebbe fatto incontrare una squadra più abbordabile, anche se le partite vanno sempre giocate. Il mio pensiero è che contro il Napoli United abbiamo giocato una buona partita e meritavamo di più. In casa dell’Albanova forse non abbiamo giocato la nostra miglior partita e, al netto delle ultime due gare, questa è quella che ha lasciato un grande rammarico. Non è stato il giusto premio di questi ragazzi perché questa squadra ha disputato un bel campionato sotto tutti i punti di vista. Il quarto posto può essere visto come un fallimento però non è così, perché qualcosa di buono l’abbiamo fatto. Questa squadra ha dimostrato tranquillamente di poter stare al secondo o terzo posto».

Soddisfatto della tua stagione a livello personale?
«Cerco di fare sempre di più ogni anno. Non spetta a me dirlo. Posso dire che ho dato tutto quello che avevo, anche se ho commesso alcuni sbagli. Quando vado in campo do tutto e spero di fare sempre bene».

LE DIMISSIONI

Dopo l’eliminazione al primo turno degli spareggi, in casa Ischia è scoppiata una vera “bomba”: prima le dimissioni di Pino Taglialatela, poi quella del d.s. Mario Lubrano fino ad arrivare a quelle del presidente Emanuele D’Abundo che ha fatto un passo indietro ed è pronto a lasciare questa società a qualcun altro. Cosa ne pensi di tutta questa situazione?
«Prima di tutto consentitemi di ringraziare la società perché ha mantenuto tutti gli impegni presi, anche durante il periodo della pandemia e questa non è una cosa scontata. Personalmente, come anche tutti i miei compagni, così come la piazza – prosegue Chiariello – non mi aspettavo che il Presidente facesse un passo indietro. Spero che ci sia qualcosa di buono a breve, perché una piazza come Ischia merita il meglio. Da quando è subentrato D’Abundo noi ci sentivamo professionisti nei dilettanti perché non ci ha mai fatto mancare nulla. Con qualche risultato diverso, forse la società non avrebbe preso questa decisione di lasciare. Ripeto, spero che arrivi una nuova società così da poter continuare questo progetto con la base isolana, aggiungendo poi qualche rinforzo dalla terraferma, perché per fare quello step in più abbiamo bisogno di qualcosina dalla terraferma».

Questo è stato l’argomento più gettonato di tutta la stagione: nel momento in cui bisognava fare il salto di qualità, la squadra veniva meno proprio perché mancava quella carta che ti potesse far vincere.
«Un po’ di esperienza in più in determinati reparti ci avrebbe fatto comodo, anche perché la scorsa stagione in avanti avevamo Rubino e Gianluca Saurino e sull’isola ci sono giocatori bravi ma, come ho detto prima, in alcuni ruoli dovevi per forza attingere dalla terraferma. La nostra rosa è giovane, è vero, ed in ottica di crescita è un’ottima cosa, però in alcune partite ci voleva quel pizzico di esperienza in più».

CON IERVOLINO

Che differenze hai trovato tra “Billone” Monti che appartiene alla cosiddetta “vecchia scuola” ma ha tanta esperienza, rispetto ad Angelo Iervolino, allenatore giovane che utilizza nuove metodologie?
«Sono due allenatori completamente diversi. Mister Monti ha un’età diversa, ma con tanta esperienza e ha un modo di vedere il calcio, mentre Iervolino è un giovane come un po’ tutti quelli che si stanno affacciando sul campo cercando di portare idee innovative. Dal mio punto di vista sono entrambi due ottimi allenatori, e non possiamo dire chi abbia fatto meglio o peggio dell’altro – spiega Chiariello –. La scorsa stagione con Billone Monti nessuno si aspettava che arrivassimo in finale. iervolino veniva da un campionato di Promozione con il Lacco Ameno, e fare un campionato di Eccellenza in una piazza come Ischia è completamente diverso, con tutto il rispetto per Lacco Ameno. Entrambi hanno gettato le fondamenta per far crescere un progetto nato poco tempo fa».

Parlando di “Billone” Monti, ricordiamo che da un paio di settimane è il nuovo allenatore del Real Forio. Sta già programmando la nuova stagione ed ha contattato diversi compagni di squadra di Chiariello, i quali sono in attesa di capire cosa succederà in casa Ischia. C’è stato un primo contatto anche con te?
«Parto dal fatto che con il mister ho un ottimo rapporto di rispetto e di amicizia e ci siamo sentiti diverse volte nell’arco della stagione. Lui ha scelto di ripartire da Forio e io personalmente gli posso augurare solo il meglio, anche se non si sa ancora se disputeranno la Promozione o ci sarà la possibilità di un ripescaggio in Eccellenza – aggiunge il difensore –. Sì, con lui c’è stata una chiacchierata, però ripeto, noi diamo priorità all’Ischia, al di là della categoria perché personalmente mi sono trovato bene e sono stato trattato da giocatore di categoria. Do la mia assoluta disponibilità di rimanere nell’Ischia. Offerte dalla terraferma? Adesso non è il mio obiettivo, anche perché non sono più giovane e preferisco rimanere sull’isola e fare questi ultimi anni qui. Se il progetto Ischia non dovesse continuare, valuterò la chiamata di mister Monti».

TIFOSI SUPER

In chiusura, Chiariello cosa si sente di dire ai tifosi che vi sono sempre stati vicino, sia in casa che fuori per tutta la stagione?
«Negli ultimi due-tre anni, da quando ci sono io, sono sempre stati vicini a noi, venendo ovunque. Spesso in alcune partite sembrava che noi giocassimo in casa. A questi tifosi possiamo dire solamente grazie, chiedendogli di continuare in quello che stanno facendo, anche perché negli ultimi anni si è riacceso l’entusiasmo nella piazza che sembrava perso. Purtroppo il salto di categoria non ci è stato. I tifosi dell’Ischia sono una parte integrante della squadra, oltre a noi giocatori e società. Insieme a loro possiamo raggiungere obiettivi importanti perché sono due cose che vanno a braccetto».

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