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Ischia, c’è uno scandalo tra l’UTC e il tribunale

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Dalla morte di Paolo Mosè, per completare il mio percorso giornalistico ho iniziato a seguire le vicende delle aule del tribunale di Ischia. Un percorso interessante e che ti permette di avere una valutazione diversa di molte persone, di molte vicende e di come certe cose si evolvono.

In questi anni, tra l’altro, ho capito che abitiamo questo scoglio insieme a gente che non merita certi servizi e ad altri che, invece, al contrario, li meriterebbero potenziati, efficienti e, soprattutto terzi.

Tra cose interessanti e meno, tra avvocati impegnati in aspri confronti e figure barbine, tra chi mostra il sigaro in aula e chi mangia cracker al cioccolato mi sono incuriosito, molto, durante un incidente di esecuzione rispetto ad un abbattimento. In udienza c’era prima l’avvocato Mena Giglio con tre dei suoi fascicoli e più altri tre dell’avvocato Bruno Molinaro. Distratto dalle scarpe con gli occhi chiusi e aperti di Mena Giglio, la mia attenzione è stata bloccata dalla motivazione del rinvio degli altri incidenti di esecuzione: dissenteria. Ho sorriso ma, in verità, è passata come nota importante, l’atteggiamento poco soddisfatto del pubblico ministero. Gli incidenti di esecuzione vengono rinviati di circa 90 giorni. E, da buon cronista, mi appunto solo che avrei dovuto seguire l’iter dell’autodemolizione già concessa ai Baiocco per il Central Park. Diciamo quella più interessante tra i tanti che avevo sentito.

Passano i giorni e guardando la “fila” all’esterno dell’aula del Civile ho appreso che il giorno prima, c’era stato un piccolo “show” con un avvocato costretto ad allertare l’azione dei Carabinieri e chiedere di fare chiarezza e luce sui fatti che aveva appena denunciato ad alta voce. Senza entrare nel merito della vicenda che è secondario, quello che conta, invece, è l’esito dei fatti che hanno acceso un riflettore su quel settore specifico del nostro tribunale. Solo l’arrivo dei Carabinieri, infatti, ha permesso di ritrovare un sotto fascicolo che, in un primo momento non era stato trovato. Si era nascosto. Diciamo così. E in un accento con la “e” aperta, il nostro in toga è passato dal più caloroso “a ro sta u fascicol” al più pacato “uiccann”.

La stessa mattina, manco a farlo apposta, si è vissuto un ulteriore motivo di tensione. Oggetto della disputa l’assegnazione di una causa. C’è stato chi si è dovuto mettere a scrivere un esposto contro l’assegnazione della propria causa non al giudice titolare bensì ad un sostituto. Cosette.

Passano i giorni e con relativo stupore ieri mattina ho scoperto che tra Tribunale e UTC, quelli della Procura si siano proprio arrabbiati.

La vicenda riguarda la demolizione dell’hotel a Piazza degli Eroi a cui era stata autorizzata l’autodemolizione e la cui discussione era stata fissata tra febbraio e marzo del 2023. Invece, stando ai rumors che circolano tra Via Iasolino e Via Michele Mazzella, la discussione sull’autodemolizione dei Baiocco è stata fissata il prossimo 15 dicembre. Una data che ricordo molto bene perché è l’ultima udienza che terrà il giudice togato.

Ma cosa è successo? Secondo i bene informati sembra che la nuova difesa dei Baiocco sia entrata in possesso di un nuovo documento presso il comune di Ischia. Un documento così importante che non era stato mostrato in tutto il percorso giudiziario terminato con la conferma della demolizione davanti alla Corte di Cassazione che, tra l’altro, ha disatteso tutte le sanatorie concesse dall’ente di Via Iasolino.

Oltre a tutto questo, quello che i rumors non riescono a confermare al 100% è quante mani abbiamo visionato questo corposo fascicolo. Sembra, però le malelingue sono sempre all’opera che anche un funzionario a cui è vietato ne abbia chiesto e ottenuto visione.

Una questione molto delicata che, appunto, ha costretto la Procura di Napoli ad inviare un CTU con un ordine per visionare tutto il fascicolo amministrativo dell’abuso e non solo. E ieri mattina, con puntualità, due agenti del commissariato di Ischia coordinati dal vicequestore Ciro Re, sono stati dedicati a questa operazione che, in maniera silenziosa, ha fatto spola tra Via Iasolino e Piazza degli Eroi.

Secondo la vulgata popolare, rumors mi ha scocciato, sembra che dal cilindro dei nuovi consulenti dei Baiocco sia spuntato un “Accertamento di conformità urbanistica” che fino ad oggi nessuno aveva tenuto in considerazione e, sempre secondo le voci, questo ritrovamento abbia spinto, poi, alla nuova fissazione dell’incidente di esecuzione per il 15 dicembre. Giornata, tra l’altro, molto delicata perché ci sono vari processi incastrati tra Napoli e Ischia.

Rispetto alla demolizione, però, qualcuno parla di una indagine un po’ più larga e che questo agitamento abbia riacceso certi riflettori che si era spenti dopo il caso Polcari. E come si dice…il lupo perde il pelo ma non il vizio.

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