Ischia Calcio all’attacco dopo l’affondo baranese. Carmine Di Meglio: “Non sono solito, come altri, nascondermi dietro qualche collaboratore”. Schiaffoni per Massimo Buono

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Ne vedremo delle belle. La guerra dei piccoli Messi sullo scoglio inizia a venire fuori. Dopo il takle in salsa baranese organizzato dall’ufficio tecnico del comune di Ischia contro l’Ischia e poi mitigato solo perché domenica e lunedì si vota per le regionali e il sindaco non vuole perdere altri voti, ecco che Carmine Di Meglio lancia un missile terra aria contro tutti gli altri “organizzatori” di scuole calcio sull’isola. E, in particolare, contro Massimo Buono e Mennella del Barano che nelle settimane scorse lo avevano attaccato sui social.

Ecco la difesa di Di Meglio

LETTERA DI CARMINE DI MEGLIO (RESPONSABILE SETTORE GIOVANILE)ù
Buongiorno, scrivo come responsabile del settore giovanile dell’Ischia Calcio. Purtroppo, dopo gli ultimi avvenimenti, trovo giusto chiarire la nostra posizione. Fino ad oggi mi era stato chiesto di non rispondere agli attacchi ricevuti da ogni fronte, ma ora basta! Sono e siamo in diritto di difendere società e collaboratori. Parto da lontano, da inizio agosto, quando abbiamo iniziato gli stage (erroneamente apostrofati dai “colleghi super professionisti” di Ischia (isola) “provini” ma mai indicati o presentati come tali da noi), sono iniziate inutili e futili polemiche ed offese, gravi e non, ci sono state riservate e ne cito giusto qualcuna per rinfrescare la mente a chi ha la memoria un po’ corta: “il Real dei poveri”, “Società che fa calciomercato” e chi più ne ha più ne metta). Ed allora rispondo a tutto e a tutti.

1) Noi non siamo una scuola calcio a scopo di lucro

2) Non sono solito, come altri, nascondermi dietro qualche collaboratore, e dico che sicuramente se qualcuno avesse contattato dei ragazzi per farli prendere parte agli stage, ha sbagliato. Ma posso anche affermare (certo di dimostrare con prove quanto asserisco) che anche i “miei” ragazzi sono stati contattati con inutili espedienti. Posso però garantire in prima persona (ma potrei anche chiamare in causa terzi non vicini alla mia società presenti agli appuntamenti sopracitati), che ho sempre detto a tutti i partecipanti che ogni ragazzo doveva sentirsi libero di scegliere la società di cui far parte, di restare con la famiglia Ischia calcio o di andar via senza problema alcuno, ed in particolare non è nostro costume attirare i giovani a noi con lusinghe ingannevoli quali provini da capogiro o ingressi al Bernabeu, ma dicendo loro che per coloro che sposano il progetto, il nostro progetto è di portarli in prima squadra (è questo che ci chiede il nostro presidente).

3) Sono da poco con la famiglia Ischia Calcio, nel settore giovanile, ma a meno che la memoria non mi stia giocando un brutto scherzo, non ricordo che negli ultimi anni dalle ‘cantere’ isolane siano nati (e me ne dispiaccio profondamente) fuoriclasse come Ronaldo o Messi (passatemi anche il paragone ma è giusto per rendere l’idea e per rispondere con la stessa “moneta” di chi con la sua lingua biforcuta ha parlato di noi). Saremo anche umili e scarni (o per meglio dire utilizzando sempre le medesime parole di qualcuno che ci ha apostrofati “poveretti”) ma a differenza di altri, so che infondiamo passione e non inganniamo nessuno.

4) Abbiamo, per fortuna, la forza di poter mettere gratuitamente a disposizione le nostre “poche conoscenze” (dico sempre che io non sono un mister ma un porta palloni, i mister sono altri) ed onestamente non riesco a comprendere il dissenso di tanti. Io, i miei collaboratori e la società tutta abbiamo ritenuto costruttivo rinunciare al tanto discusso “rimborso spese” (che tanto rimborso non sarà viste le polemiche e le diatribe nate), per mettere tale somma a disposizione per acquisto di materiale tecnico e per finanziare gli spostamenti in terraferma delle varie squadre giovanili.Una volta date queste pleonastiche spiegazioni, concludo dicendo che l’Ischia Calcio, nella persona di Pino Taglialatela e Maurizio Pinto, nel lontano (ma non troppo) maggio 2019, aveva chiesto la collaborazione a tutte le società isolane ma purtroppo, il più delle società, non ha creduto nel progetto, prevedendo vita breve, ma soprattutto codeste società non hanno voluto rinunciare ai loro ragazzi. Ebbene, purtroppo per gli scettici, noi che abbiamo creduto e sposato da subito il progetto, siamo ancora qui più forti di prima, mossi da pura passione e non da interessi monetari, per i nostri ragazzi. Sempre a testa alta.FORZA ISCHIA.

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