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Ischia, Buon Ferragosto!

Un po' di pace, un po' genuinità, un po' di famiglia, un po' di realtà

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Sandra Malatesta | Da poche ore è Ferragosto, un giorno in cui sembra che per forza dobbiamo essere felici, dobbiamo fare qualcosa. Tanti aspettano e fanno ore di fila per un gita fuori città, tanti verranno a Ischia, tanti bambini vedranno per la prima volta il mare. Oggi è Ferragosto e per me non cambia niente non è mai cambiato, anzi cambiavano i pensieri perché sapevo che dopo un poco il mio mare sarebbe andato in tempesta, stanco e scocciato e con le famose TRUBBEE e le spiagge di colpo si sarebbero svuotate. Dopo qualche giorno poi sarebbero arrivati i giorni più belli, quelli di Settembre.

Oggi è Ferragosto ma la guerra continua, solo che non se ne parla più e quasi abbiamo dimenticato. A Ischia e in tutti i posti turistici tanti lavoreranno il doppio e guadagneranno di più e questo è un aspetto che mi piace, soprattutto dopo anni di pandemia e crisi. Eppure quei Ferragosto in cui famiglie intere unite si muovevano, erano dolci. Anche i figli grandi anche quelli adolescenti, tutta la famiglia insieme. Sulla spiaggia si mettevano coperte non asciugamani, perché più larghe, e sopra le coperte qualche incerata colorata. Poi in quelle belle pezze a quadri c’erano pentole con pasta al forno e con frittate di maccheroni o polpette fritte, ma anche insalate di pomodori, patate, cipolle, olive, basilico. A mare le angurie a raffreddare e vicino uno per ogni famiglia a guardare la propria anguria. Il mangiadischi si metteva in funzione, i bambini giocavano, gli uomini preparavano i mazzi di carte e la donne finalmente si fermavano un poco a riposare. Si faceva anche tardi e spesso tutti ci buttavamo a mare, con le mamme che ci strillavano perché poi tornavamo pieni di sabbia attaccata addosso.

Quei Ferragosto in cui Arturo Impagliazzo chiuso il suo posto di vendita, arrivava con Angela e i figli portando spighe arrostite, erano giorni in cui non dovevamo per forza fare qualcosa o per forza essere felici, ma succedeva che i grandi volevano riposare per una sera e noi piccoli eravamo con loro. Non si facevano falò, nessuno si ubriacava se non qualche papà con vino e percoche, mentre noi finalmente avevamo gassosa e ghiacciolo. Oggi è Ferragosto del 2022 e tutto è cambiato. I genitori cercano di andare dove stanno i figli adolescenti per guardarli da lontano senza farsi vedere, i piccoli vanno con i genitori e spesso si addormentano sulla spiaggia.

I giovani amano la notte di Ferragosto e tanti insieme, suonano chitarra, cantano, fanno il bagno, si innamorano. Le famiglie non si muovono più insieme, ognuno ha una macchina o un motorino e va per i fatti propri. Tutto più bello? A vedere sembra di sì, ma credo che invece il giorno dopo tutti sono stanchi e distrutti. Le spiagge sporche di tutto e il Ferragosto ha portato con sé la voglia di essere per forza felici… ma c’è la guerra, non una guerra, tante guerre, e allora facciamo che tutti per un’ora pensiamo a chi è in guerra, compriamo una birra in meno e conserviamo per loro, e i giovani che sono sensibili, facciano in modo da raccogliere in ogni gruppo anche pochi euro da mandare dove possono servire tanto. Questo Ferragosto vorrei che fosse un giorno normale, di riposo, di guadagno, di divertimento, ma anche di altruismo e so che sarà così…Sandra

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