Ischia? Beati voi, o no? | #4WD

4WARD today di Davide Conte di Sabato 16 Novembre 2019

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Avete mai fatto il cosiddetto “pari e dispari” sulla reale convenienza di vivere ad Ischia? Ogni qualvolta sento amici, conoscenti o fornitori della terraferma in generale, mi manifestano quasi ritualmente il loro sentimento di sana invidia verso la mia presunta fortuna di “vivere in un paradiso”. I “beato te” o “beato lei” si sprecano, specialmente al primo impatto con persone nuove; una sensazione che fa senz’altro piacere, ma che spesso porta a doverti avventurare in una disamina che approfondisca i reali pro e contro dell’insularità.

Chiaramente ogni qualvolta il tempo è inclemente, riservandoci lunghe giornate di pioggia, vento e frequenti interruzioni dei collegamenti marittimi, questo genere di riflessione sorge spontanea, rendendoci un po’ tutti novelli metereopatici. E come se non bastasse, ci lasciamo sistematicamente assalire dalla nostalgia del caldo dopo poche settimane di freddo e dalla gran voglia di freddo quando, come in estate, la naturale vocazione ischitana di località balneare del meridione d’Italia esplode in tutto il suo caldo più torrido.

Credo, tuttavia, che nella disamina cui accennavo poc’anzi, il fattore climatico non rappresenti uno tra i principali elementi da porre sul piatto della bilancia insieme agli altri plus e minus. Di certo il mio metro valutativo pone al primo posto la qualità della vita delle nostre famiglie, che grazie a Dio non deve ancora fare i conti con fenomeni di delinquenza diffusa che invece, in terraferma, sono da tempo parte integrante della quotidianità. Ma lo scadimento dei rapporti umani, invece, quelli che fino agli anni ’70, con la loro altissima qualità, hanno rappresentato il nostro valore aggiunto sia tra compaesani sia nei confronti dei nostri Ospiti, oggi dovrebbe gioco forza essere considerato come un problema rilevante e meritevole di più approfondite riflessioni e, soprattutto, delle giuste contromisure.

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