Adesso c’è anche il progetto esecutivo approvato dalla Giunta di Ischia per il Monte Vezzi, quando il prossimo 30 aprile ricorreranno 20 anni dalla frana che costò quattro vite. Un evento tragico su cui era calato l’oblio dell’inerzia.
Ma l’ulteriore tragedia del 26 novembre 2022 a Casamicciola e l’impulso impresso dal Commissario Legnini a tutte le attività legate alla messa in sicurezza dal rischio idrogeologico hanno consentito di superare l’interminabile impasse, dando il via almeno ad una prima fase. Infatti l’intervento finanziato con l’Ordinanza n. 16 del 07/12/2023 per l’importo di 1.496.000 euro e di cui il Comune di Ischia è soggetto attuatore, è denominato “Primi interventi di messa in sicurezza presso il versante di Monte Vezzi”.
Ad aprile scorso era stato affidato l’incarico per la redazione del PFTE, le indagini geognostiche/geotecniche e geofisiche, la progettazione esecutiva e la direzione lavori alla “AD Progetti” di Barano.
Intanto però gli eventi meteo sempre più estremi hanno imposto di accelerare i tempi dopo due decenni di inattività, stante l’aggravarsi della situazione di pericolo. Infatti alla fine della scorsa estate è stato necessario dare inizio alla esecuzione dei lavori di somma urgenza. Dall’accertamento eseguito il 3 settembre è emersa la necessità improcrastinabile di intervenire «con la massima urgenza, al fine di garantire la sicurezza per la pubblica e privata incolumità e la rimozione del pericolo».
GLI OTTO INTERVENTI URGENTI
Otto gli interventi da eseguire: «Decespugliamento di scarpate stradali e fluviali invase da rovi, arbusti, ed erbe infestanti, con salvaguardia della rinnovazione arborea ed arbustiva naturale di altezza superiore a l m, con utilizzo di mezzi meccanici dotati di braccio decespugliatore; scavo a sezione obbligata, eseguito con mezzi meccanici, compresi i trovanti di volume fino a 0,30 mc, la rimozione di arbusti, lo sradicamento di ceppaie, la regolarizzazione delle pareti secondo profili di progetto, lo spianamento del fondo, anche a gradoni, il paleggiamento sui mezzi di trasporto o l’accantonamento in appositi siti indicati dal D.L. nell’ambito del cantiere al fine di realizzare canalette e diaframmi; apertura pista di servizio con mezzo meccanico, in zona rocciosa e formazione di cunetta laterale ed opere necessarie per lo smaltimento delle acque meteoriche; rimozione di vegetazione a raso, cespugli e alberi secchi, scorticatura del terreno eseguita su piani orizzontali scarpate anche con andamento subverticale; realizzazione delle barriere paracolate di altezza utile oscillante tra i 3,0 e 4,0 m.
La fondazione viene risolta con micropali in calcestruzzo armato. Il montaggio prevede l’installazione dei montanti, la tesatura delle funi superiori e inferiori, la messa in opera delle reti e degli elementi dissipativi e, infine, il pretensionamento secondo i manuali del produttore; posa in opera della rete paramassi, costituita da rivestimenti in fune d’acciaio zincato ad alta resistenza, ancorati al terreno mediante chiodature e collegati con funi di bordo e connettori in grado di distribuire gli sforzi; canalette inerbite di regimazione acque, realizzate completamente in scavo, di forma trapezia e di spessore tale da evitare fenomeni di stratificazione gravitativa di semi all’interno della cisterna; trasporti a discarica».
Il 10 settembre, con verbale di somma urgenza «al termine di celere comparazione di offerte» da parte di cinque ditte, i lavori sono stati affidati all’impresa “Doldo Carlo” di Sorrento.
E ad ottobre è stata approvata dalla Giunta la perizia giustificativa con il relativo quadro tecnico economico revisionato dei lavori di somma urgenza, per un importo di 1.496.000 euro (la somma fin qui finanziata da Legnini), di cui 1.059.519 il totale dei lavori soggetto a ribasso. Il mese successivo si è provveduto ad impegnare la somma complessiva di 1.065.582,93 euro.
Intanto tra ottobre e dicembre la “AD Progetti” ha trasmesso gli elaborati del progetto esecutivo, del medesimo importo e a tambur battente la Giunta ha proceduto all’approvazione, demandando tutti gli ulteriori adempimenti al rup, il responsabile del Servizio 9 ing. Francesco Iacono.
L’essenziale è procedere alla prima messa in sicurezza dopo tutti questi lunghi anni di attesa.
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