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Ischia al voto. Peppe Brandi: “Si è chiuso il cerchio aperto da Giosi e Enzo”

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Gaetano Di Meglio | Abbiamo chiesto a Peppe Brandi di analizzare con noi questa campagna elettorale. La sua strana composizione, i suoi equilibri e i suoi perché. In una conversazione, come sempre, gustosa e interessante, l’ex sindaco di Ischia, ci mostra perché essere fiduciosi, perché non esserlo e ci porta anche alle origini di questa situazione strana.

Il 12 giugno si vota
“Enzo è riuscito a togliere dal cammino della maggioranza tutti gli inciampi che si potevano verificare per la strada e lo ha fatto quando ha mandato a casa l’assessore Boccanfuso e si è tolto dal campo la brava Roberta, ma anche il padre. A me piaceva come portava avanti il suo assessorato.”

E’ difficile oggi poter dire con precisione cos’è accaduto?
“È accaduto che quelli che dovevano fare l’opposizione l’hanno delegata agli organi esterni, l’hanno legata alla carta stampata, ma il punto principale è che quello che è accaduto è un fatto negativo assai.
Cercare di trovare una spiegazione è difficile se non semplificando le cose, cioè la maggioranza è maggioranza, l’opposizione diventa maggioranza. L’opposizione si doveva organizzare meglio partendo già da qualche anno e invece è stata ferma, sono state poste in campo alcune candidature ma non hanno prodotto nessun effetto, perché nessuno si vuole intestare una sconfitta certa ma si preferisce giocarsi le carte per vittoria sicura”.

Una vittoria sicura ci sta sul campo. Che cosa accadrà?
Adesso “qui si parrà la tua nobilitate” diceva il poeta. Bisogna vedere se Enzo avrà la capacità di accontentare tutti. Ci saranno sicuramente gli scontenti, però gli scontenti di oggi fanno la battaglia all’interno. Non è come gli scontenti di ieri e dell’altro ieri. Con il nuovo sistema di voti, i primi tre sindaci Gianni Buono, Luigi Telese e Io, siamo stati mandati a casa dalle opposizioni. Poi nel 2007 diventa sindaco Giosi Ferrandino che ha incominciato a lavorare ai fianchi dell’opposizione e, mano a mano, si è adattato al campo. Enzo ha giocato bene le sue carte e ha fatto la stessa mossa di Giosi Ferrandino quando all’inizio della consiliatura si è dimesso perché non si inquadravano le cose ma poi ognuno si è data una guardata, tutti hanno pensato a cosa era più facile e più utile: insomma, trova tu il lemma per spiegare come un’opposizione farsa è diventata maggioranza. Insomma, i canoni classici della maggioranza che governa e dell’opposizione che verifica, controlla, pungola non ci sono più. Tutte insieme accadono queste cose che possiamo definire situazionismo, come dice il filosofo. E che cos’è questa “situazione”? E’ quella che si è venuta a determinare negli ultimi 15 anni, dal 2007 al 2022, con la maggioranza del duo Ferrandino, Giosi ed Enzo. Va dato atto a questi due “cavalieri dell’Apocalisse” che hanno lavorato bene e che hanno praticamente incapsulato le opposizioni.”

Una situazione che però divide.
“Si. Da una parte ci sono quelli che leggono quello che è accaduto in una chiave positiva ovvero che la maggioranza nei 5 anni ha prodotto tanto, bene e ha fatto tante cose buone e che è inutile fare un’opposizione. Il suo corso naturale è quello di salire sul carro del vincitore.
Altri, invece, quelli che pensano in forma negativa potrebbero dire praticamente che c’è la spartizione, la corsa al potere e ognuno deve risolvere un problema solo personale.
Quello che ho potuto dire a qualche candidato che mi è venuto a chiedere il conforto di una valutazione è che questa l’occasione per dare una risposta alle istanze che provengono dal paese, perché il paese ormai viaggia a due velocità
In questi 15 anni c’è stata l’amministrazione Ferrandino al cubo, perché a Giosi ed Enzo dobbiamo aggiungere Paolo:
Eh beh, Paolo, è un vecchio aggeggio della politica e anche lui ha fatto la sua parte. Certo poteva fare il gesto di lasciare e far scendere in campo un candidato di sua pertinenza, come potrebbe essere la figlia, ma Paolo ha preferito giocare in proprio. Però cose buone le ha fatte pure Paolo, perché non dobbiamo vedere solo il fatto negativo.

La verità è che la situazione è quella che è, la possiamo leggere in chiave positiva o negativa, con il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, ma la verità è che nessuno si vuole intestare una sconfitta, nemmeno l’opposizione che poteva emergere. Si poteva fare una opposizione, c’era l’ipotesi in campo di Luigi Boccanfuso, che proponeva che ognuno si presentasse candidato sindaco, quattro candidati sindaci poi vediamo come va la partita. Alla fine ha prevalso l’idea che si sarebbe perso sicuramente e che l’opposizione non ha più armi se non quella di convocare il consiglio comunale a meno che non si porti avanti una azione oppositiva dura e pura, come la faceva Carmine Bernardo, che quando riteneva che le cose non andavano si rivolgeva ai giudici quasi delegando loro una funzione politica di opposizione. Nemmeno questo si è voluto fare, non attrae una opposizione che fa del male o tende a fare del male. Quando si chiama in campo la Procura della Repubblica o la Corte dei Conti se ne va anche la tasca dei sindaci e assessori. La situazione ora può essere vista anche in chiave positiva perché i tempi morti della politica, quell’andare in consiglio comunale e fare le verifiche, non c’è più. Ci sarà una maggioranza ampia, non so se Savio riuscirà a prendere un consigliere, dovrebbe arrivare credo al 3% del corpo elettorale praticamente circa 450-500 voti. Potrebbe prenderli ma anche se lo facesse, con un solo consigliere di opposizione, non può far molto se non occupare l’aula.

Ora bisogna sperare – chiarisce Brandi – che emerga una classe politica che rafforzi Enzo Ferrandino e il paese che ha due velocità: una nella parte bassa con l’estetica curata, la zona portuale, Piazza Antica Reggia dove si fanno i marciapiedi; ad esempio passeggiare ora fino Ischia Ponte è piacevole ma oggi ci sono problematicità come il traffico; spero che i lavori in esecuzione attualmente come la rotonda su via Michele Mazzella, risolvano il problema perché ci sono due punti – uno ai Pilastri e uno alla rotonda – dove in due orari della giornata è impossibile circolare. E credo pure che bisogna intervenire nella pineta, dove non è tanto importante mettere le piante col cartellino in legno, il progetto Gussone, ma combatterne l’abbandono facendo qualcosa di diverso, magari affidandole agli albergatori.
La zona alta del paese invece, Campagnano e Piano Liguori, va avanti in maniera claudicante, non si prende atto che esiste una difficoltà: andarci alle otto del mattino ad esempio significa perdersi, bloccarsi. Bisognerebbe trovare delle soluzioni che portino le parti alte e basse del paese a vivere in sinergia e non come ora, quando il paese nell’area bassa vive bene e l’alta ha problemi. Tutte queste cose che possono significare un fatto positivo per il paese e per il turismo non sono tenute in conto.
C’è stata poi questa menata di dirigenti che sono stati fatti, bisognava snellire le cose, è positivo, ma il punto di fondo è questo: riusciranno i nostri eroi a governare bene il paese senza creare intoppi e cercando, ognuno per la propria parte, di dare il meglio di sé stessi, intestandosi una nuova ondata di cose positive?

Chi non viene accontentato subito potrebbe avere interesse a creare delle situazioni, diciamo, di difficoltà all’amministrazione per spingere il sindaco ad elargire di più. La verità è che c’è un solo altare dove tutti vogliono dire messa, questo è il punto.
Tutto dipende dalla caratura dei consiglieri comunali eletti. Se sarà alta potrà darsi che emergano, ci sono tanti giovani che fanno sperare.
Nel 1975, ci fu un cambio in consiglio e una svolta epocale sui 30 consiglieri comunali 12 vennero rieletti e 18 furono le new entry: Paolo Ferrandino, Io, Giovanni Sorrentino, Domenico Di Meglio, De Simone una nuova classe dirigente. Certo, si tentò con l’operazione di Umberto Di Meglio (sindaco dal 75 al 77) di tenere bloccata questa ondata di novità che però alla fine c’è stata.
Ora può darsi che ci troviamo di fronte a un fatto del genere, nel senso che ci sarà il ricambio tra i consiglieri comunali; se quelli eletti non si perderanno nelle beghe quotidiane e nell’andare alla bottega ma saranno parte di una maggioranza ben ferma il sindaco riuscirà a governare e potranno fare grandi cose. Se non ci riusciranno allora bisognerà prendere atto che quando tutti sono maggioranza e nessuno è opposizione non è un fatto positivo per la democrazia. Io davvero spero che questi nuovi consiglieri che verranno eletti facciano la loro parte dando un contributo significativo al paese.
Certo oggi è difficile governare. Sarebbe meglio avere cercatori di voti, che significa per il paese, e non cercatori di funghi che sono ricercatori di consensi. Sarebbe bello andare in giro e dire la lista “numero 3” presenta questa istanza all’amministrazione; io oggi non sento parlate di un programma, non so ancora se praticamente ogni singola lista, ogni singolo braccio, ogni singola costola di questa amministrazione che si si andrà a insediare riuscirà a dare il meglio di sé.
Non lo so ma me lo auguro perché si dà una possibilità al paese; se non si fa questo allora si ferma tutto sul quotidiano, sull’ordinaria amministrazione.
I nuovi consiglieri comunali possono essere eletti liberi dai fardelli di trovare una loro collocazione, per ricevere qualche cosa in cambio. Ragionino con il piglio dell’aquila e non con il volo del passerotto che si ferma ogni 10 metri. Lo facciano parlando di cose importanti”.

Cosa hai detto a tuo nipote Amedeo che ha scelto di candidarsi?
“Ho apprezzato molto il fatto che prima di scendere in campo abbia sentito il piacere di chiedermi, non dico il consenso, ma il consiglio. Amedeo è stato chiaro, sentiva il bisogno di misurarsi di mettersi in gioco, di verificare cosa poteva fare per il paese. Gli ho detto di sì perché non avendo gravami personali da dover risolvere, avendo una posizione personale e professionale di tutto rilievo poteva mettersi in gioco senza dover andare con in giro con il piattino alla ricerca di qualche prebenda.
Però gli ho detto anche di evitare le camarille e di evitare i crocchi, di evitare in sostanza di andare a fare il giochetto di questo e di quello ma di fare un ragionamento diverso e di andare nella direzione del paese. Il paese che viene messo prima delle intenzioni e prima delle simpatie”

Dionigi Gaudioso viene eletto alla Città Metropolitana…
“Dionigi Gaudioso ha messo a frutto tutte le cose positive che aveva fatto il padre, Giosi, e che avevano fatto anche tutti i sindaci che lo avevano preceduto. Ne parlavo l’altro giorno con Paolino Buono che mi informava sulla sua volontà di uscire di scena e lui mi diceva che Dionigi è uno che sta facendo bene, gli è stato riconosciuto anche a livello di Città Metropolitana, e sta capitalizzando anche gli errori commessi da altri, si propone come un sindaco che tende a scendere in campo anche prossimamente, ritengo, quando ci saranno le elezioni regionali.

Si deve poi vedere la parabola di ogni singolo candidato, quella di Dionigi passa per la responsabilità per il governo della Città Metropolitana e sono cose positive. Significa anche che Enzo Ferrandino, probabilmente, non ha velleità né regionali e né di candidature alla Camera o al Senato anche perché c’è Giosi che monopolizza tutte le aspirazioni.
Noi ci ritroviamo con un sindaco che vuole fare il sindaco, tutti quanti ora stanno parlando di una consiliatura che si dovrebbe fermare a due anni e mezzo ma sono tutte fantasie. Io credo che un sindaco voglia farlo per una intera consiliatura quindi non accetto queste valutazioni da più parti emerse. Poi non c’è scritto da nessuna parte che non si possa rivedere la legge che vieta il terzo mandato, magari si potrà fare, ci sono anche delle richieste e interpellanze a livello nazionale che vanno in questa direzione.
Anche perché a me ancora lo devono spiegare: perché un sindaco dopo due mandati se ne deve andare a casa e un deputato può restare in carica per 3 o 4 legislature? Tranne per i 5 Stelle che hanno messo il veto sui due mandati parlamentari e poi tutti a casa gli altri non lo fanno questo ragionamento.
Per tornare a bomba, Dionigi sta facendo bene e anche Enzo. Perché hanno trovato una opposizione debole, accondiscendente, perché non l’hanno trovata proprio.

Insomma, mettiamo in campo qualsiasi interpretazione ma il fatto resta questo: oggi ci sono solo loro due nell’agone politico isolano, poi ci sta Giosi e poi ci sta Domenico.
Certo Ischia potrebbe esprimere qualcosa ma non so. Fino al 1990 la politica isolana era Ischia centrica, tutto si muoveva secondo le nostre volontà, le volontà dei politici del comune capoluogo. Oggi non si può fare nemmeno più questo ragionamento, se si è lacchese, casamicciolese o foriano, abbiamo dei personaggi politici che forse farebbero bene a dire al paese che cosa hanno fatto, fare un riassunto di cosa si è fatto, di cosa si è presentato come disegni di legge, in direzione del paese e della nostra isola. Quando lo faranno ci saranno i giornalisti che chiederanno lumi sulle cose fatte e anche io, con tutti i cittadini, diremo che abbiamo fatto bene candidando personaggi di rilievo. Ma fino a quando questo non accadrà e tutto si svolge nelle segrete stanze, io non so che tipo di valutazione bisogna fare. Certo, avere un sindaco che vuole fare solo il sindaco è positivo per il paese ma negativo per il resto dell’isola perché potrebbe darsi che un sindaco ischitano trovi nell’ambito continentale più spazio di quanto se ne sia trovato adesso.”

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