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Ischia al voto. Davide Conte: “Piatti vuoti”, ecco perché non c’è alternativa

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Il dibattito sulla grande assenza nella campagna elettorale di Ischia continua. Dopo il comunicato di Gino Di Meglio che illustra, in maniera esaustiva, le motivazioni che hanno portato alla non candidatura, abbiamo chiesto a Davide Conte di raccontarci il suo cammino nel campo “contro Enzo Ferrandino”. Quel campo che è rimasto vuoto e che, oggi, rappresenta un vulnus che non verrà colmato per i prossimi cinque anni.
La presenza di Gennaro Savio, infatti, è utile solo a se stesso e a niente più. Il fatto che Savio sia in corsa non ha nessun valore politico. Al massimo è un piacere per Gennaro e basta. La sua presenza e anche la sua potenziale elezione non serviranno a costruire nulla da quest’altra parte. Savio va per i fatti suoi (forse fa bene) e non ha nessuna intenzione di creare nulla di alternativo se non il suo piccolo mondo retto da ideologie del passato.
Ischia ha un buco e la toppa a questo buco si potrà chiudere solo tra cinque anni alle prossime elezioni.

Sabato scorso sono state presentate le liste al Comune di Ischia. Il tuo commento?
Né più né meno di quanto ho già avuto modo di scrivere domenica scorsa sul nostro giornale: centoundici comparse contro quindici, cioè una corazzata (quella di Ferrandino) che ha messo insieme di tutto e di più all’insegna della corsa al potere e del classico soccorso italiano al vincitore sicuro. Dall’altra parte, un unico avversario (Gennaro Savio), che all’ultimo momento ha ben pensato di scendere in campo a tutti i costi, quando si è accorto che avrebbe rappresentato l’unico voto alternativo e, quindi, intravedendo all’orizzonte una possibile insperata elezione a consigliere comunale.

Quindi Savio è stato più bravo di chi ci ha provato e non ci è riuscito?
Non penso assolutamente questo e credo che chi lo pensi compia una valutazione superficiale. Chiunque poteva chiudere una lista elettorale in un giorno riempendola di parenti che, alla fine, si dimostreranno solo riempitivi privi di consenso personale. Diverso è comporre una lista di persone che conferiscano un proprio portato, piccolo o grande che sia, contribuendo a quel quoziente che consenta almeno al candidato sindaco di quella lista di ottenere un seggio in opposizione. Non a caso, mi risulta che Savio stia invitando e inviterà ancora gli elettori a votare solo il simbolo della sua lista, perché solo spingendo in tale direzione può aumentare le speranze di entrare in consiglio. In pratica, il voto disgiunto (Savio sindaco con un consigliere delle liste di Ferrandino) non gli porterebbe alcun vantaggio.

Tu hai preso le distanze dal gruppo che, alla fine, non è riuscito a esprimere un candidato sindaco e neppure una sola lista. Ma hai anche detto che non sei stato più coinvolto e invitato agli incontri organizzati. Sai darti una spiegazione a questo?
E’ necessaria un po’ di cronistoria! Se vai a rivedere l’intervista rilasciata dopo la presentazione di ADESSO ISCHIA in ottobre scorso, io dissi chiaramente che nessun medico mi aveva ordinato di ricandidarmi ad ogni costo dopo dieci anni di volontaria lontananza. Ma chiarii anche che per rendere credibile una candidatura alternativa a Enzo Ferrandino, foss’anche perdente, bisognava annunciarla entro Natale e consentirle di costituire un punto di riferimento per tutti gli scontenti e gli incerti, sia interni alla coalizione di maggioranza sia tra la gente comune, migliorando così la qualità del nostro schieramento nei mesi che ci avrebbero separato dalla presentazione delle liste. Nel giorno di Santo Stefano (26 dicembre -ndr) mi incontrai con Luigi Boccanfuso, che in un recente passato, insieme a Carmine Bernardo, aveva rappresentato a Maria Grazia Di Scala e a me la volontà di fare fronte comune contro Enzo, o creando un terzo polo per puntare così al ballottaggio o, in subordine, sostenendo con alcune loro liste chi tra noi due avesse deciso di candidarsi a Sindaco. In tale occasione, Luigi mi rappresentò le difficoltà che un po’ tutti stavano incontrando per mettere insieme delle liste e mi espose la sua strategia di comporre, ciascuno di noi, una propria lista, creando così altrettanti candidati a sindaco e trasformando il primo turno elettorale in una sorta di ballottaggio.

L’idea mi parve sicuramente singolare, ma non fugò i miei dubbi su come, chi non avesse la forza di comporre una lista a sostegno della coalizione, avrebbe poi potuto metterne su una per ciascun candidato sindaco. Successivamente lo stesso Luigi ci convocò presso il suo circolo di Via delle Ginestre per ribadire tale progetto e anche in quella sede le perplessità di tutti, a partire dalle mie, impedirono di trovare una sintesi sul da farsi. Io proposi nuovamente la mia idea, cioè esprimere subito un candidato sindaco (era gennaio), ufficializzarlo con i simboli di ADESSO ISCHIA (che non aveva difficoltà a comporre la sua lista), insieme a quelli delle liste che il resto del gruppo avrebbe espresso (non più di due, in quel momento) e di FRATELLI D’ITALIA, che col tempo avremmo dovuto riempire di candidati, non essendoci ad Ischia una base preesistente. In questo modo avremmo cominciato a lavorare per rendere sempre più consistente la nuova proposta politica che, seppur perdendo, avrebbe potuto correre dignitosamente. Ma la mia indicazione fu vista col fumo negli occhi, forse perché erroneamente letta come un’autocandidatura, per cui da quel momento tutto tacque. E quando nel mese di aprile (quindi ampiamente fuori tempo massimo per quel tentativo credibile che avevo ipotizzato quattro mesi prima) questi amici hanno ripreso gli incontri che sono poi culminati nello zero assoluto di sabato scorso, hanno ritenuto opportuno non coinvolgermi per motivi che ti invito a chiedere a loro e non a me. Ecco perché, secondo il mio parere, prendere le distanze significa semplicemente non voler essere compartecipe di una evitabilissima magra figura che non mi appartiene in alcun modo e che, visto l’andazzo, avevo ampiamente previsto decidendo con largo anticipo di non essere della partita.

Quindi alla fine quanto accaduto può rappresentare anche una tua piccola vittoria…
Se il tuo vero obiettivo è quello di far cambiare passo al Paese, non riuscirci non è mai una vittoria, a prescindere di chi possano essere le colpe. L’amico Abramo De Siano, che ringrazio perché sin dall’estate scorsa mi ha sempre offerto tutto il suo aiuto e la sua esperienza incitandomi a correre contro Enzo perché -bontà sua- mi riteneva l’unico in grado di poterlo fare concretamente, mi ha sempre invitato a diffidare da certi “piatti vuoti” che non rappresentano più nulla e nessuno, talvolta neppure loro stessi, confermandolo non riuscendo neppure a comporre una sola lista intorno al proprio nome. Ischia, sotto questo profilo, ha ancora tanta necessità di maturare, a meno che non sia il collante del potere e del clientelismo a tenere unite le persone, anche le più diverse e nemiche. Ho sempre detto che contro Ferrandino avrebbe potuto vincere innanzitutto un’idea, non semplici numeri. Io quell’idea ero convinto di averla: un vero peccato non poterla condividere! Ma dalla mischia mi sia consentito salvare Ottorino Mattera, che conosco da lungo tempo, sempre correttissimo con me. Con lui e tanti altri amici di comprovata serietà, credibilità e professionalità spero di poter condividere presto un nuovo cammino politico.

Molti hanno letto l’assenza del vostro schieramento come semplice paura di perdere.
E’ una chiave di lettura rispettabile ma non corrisponde del tutto al vero. Io ovviamente parlo per quel che mi riguarda. Sono stato candidato per tre volte al consiglio comunale di Ischia: la prima nel 1998 con Franco Scotto d’Abusco, che se avesse vinto mi avrebbe visto eletto. Poi nel 2002 con Peppe Brandi e nel 2007 con Giovanni Sorrentino e sono stato tra i primi eletti in entrambe le occasioni. Quest’ultima, in particolare, avevo deciso che sarebbe stata la mia ultima candidatura in lista e pur sapendo che avremmo perso matematicamente non mi tirai certo indietro, perché ritenni giusto chiedere e ottenere comunque dalla gente di confermare con la rielezione la bontà del mio percorso politico.

Nel caso di quest’anno, sarei stato ben lieto di guidare una coalizione alternativa ad Enzo Ferrandino e non avrei avuto alcun problema a provare a batterlo pur conoscendo le mille difficoltà a cui sarei andato incontro, ma non certo con una candidatura dell’ultim’ora che sarebbe servita solo a un mero atto di presenza che non avrebbe giustificato il sacrificio di tanti cari amici pronti ad esporsi e sostenermi con la loro presenza in lista. Peraltro, è del tutto normale che quando ti disimpegni per tempo da un progetto, anche i tuoi fedelissimi si sentano liberi di prendere altre strade, candidandosi o meno, ma decidendo autonomamente il da farsi. E’ indispensabile, cioè, seguire un metodo che segni la discontinuità con gli avversari. E questo, probabilmente, non era chiaro a tutti gli addetti ai lavori, che alla fine hanno dovuto fare i conti con tante, troppe porte chiuse in faccia alle loro richieste di sostegno.

Cosa succederà con ADESSO ISCHIA?
Il mio carissimo amico Fabrizio Fiorito, coordinatore e protagonista di quel progetto, nel decidere di non partecipare con Adesso Ischia a questa tornata elettorale ha assunto a mio giudizio la più saggia delle decisioni. Sono certo che tra breve troverà il modo migliore per tenere in piedi quell’idea di laboratorio politico, che in mancanza delle elezioni incombenti potrà senz’altro prendere il volo. Sarà necessario però, per lui come per tutti gli altri che ne hanno fatto parte, convincersi che sia ancora volontà degli ischitani smetterla di accontentarsi dello stato di mediocrità, inerzia ed anonimato assoluto in cui versa il Paese e che si è concretizzato nel favorire la nascita dello schieramento politico più eterogeneo che il nostro Comune abbia visto dal dopoguerra ad oggi.

Se tornassi indietro di sei mesi, cosa cambierebbe per te?
Credo che mi comporterei esattamente allo stesso modo. Avrei un’unica chance diversa, cioè quella di uscire a Natale da solo con due liste, una già pronta (Adesso Ischia) e un’altra da completare lungo la strada, aspettando di coinvolgere sempre più gente. Ma purtroppo ad Ischia ci sono altre logiche che dettano il tempo della politica. Anche Giosi Ferrandino, ad esempio, in primavera scorsa mi esortò più volte a portare avanti la mia candidatura nell’ambito di quella che nel centrodestra definiva “una prateria”. Ovviamente, da quando Gianluca Trani passò in maggioranza con Enzo Ferrandino, i suoi equilibri di partito cambiarono e, giustamente, anche lui fu costretto a rivedere certe posizioni che notoriamente lo vedevano contro il sindaco in carica che lui stesso designò suo successore. Resta il fatto che una candidatura a sindaco che si rispetti non può e non dev’essere un momento di visibilità personale ad ogni costo, ma deve rappresentare innanzitutto aggregazione e condivisione. Semmai avessi corso, lo avrei fatto solo per provare seriamente a vincere. E se vogliamo, le condizioni per farlo non si sono mai verificate.

E adesso?
Adesso, a mio giudizio, viene il bello! Bisognerà restare molto vigili proprio nel Comune di Ischia. A prescindere se la maggioranza di Enzo Ferrandino conquisterà o meno tutti i seggi disponibili in consiglio comunale, il rischio implosione è decisamente altissimo. L’ho scritto, detto e ripetuto: stiamo per assistere ad una guerra all’ultimo sangue per un pugno di voti e il risultato del 12 giugno prossimo aumenterà a dismisura la schiera degli esclusi, degli scontenti e dei ribelli. C’è tanto fuoco che cova sotto la cenere di questi ultimi cinque anni in Via Iasolino e chi dà per scontato che per il sindaco riconfermato e i suoi alleati saranno tutte rose e fiori si sbaglia di grosso, perché la tenuta della futura maggioranza si rivelerà molto meno granitica di quanto appare, lasciando spazio a nuovi equilibri tutti da stabilire.

Per esempio?
Se Enzo Ferrandino supererà la soglia temporale (due anni e mezzo) che gli impedisce la ricandidatura per il terzo mandato, allora si scateneranno gli appetiti per la successione e le conseguenti guerre interne, perché non è affatto scontato che tutti accettino Gianluca Trani come successore di Enzo e altrettanti aspettano l’occasione giusta per togliersi qualche sassolino dalla scarpa col sindaco. Se invece questi vedesse mare molto mosso, potrebbe pensare di dimettersi e andare al voto prima di tale termine per conquistare il terzo mandato, ma a quel punto l’accordo con Trani salterebbe in automatico e tutto tornerebbe comunque in discussione. Ecco perché una riorganizzazione territoriale con Fratelli d’Italia in testa e il supporto del laboratorio politico di Adesso Ischia, passando per un ottimo risultato del centrodestra alle politiche 2023, potrebbero realmente ricreare l’entusiasmo per tenersi pronti ad elezioni comunque anticipate. Lo sto dicendo oggi, prim’ancora che si conoscano i nuovi equilibri in consiglio e in giunta. E sono convinto di poterlo confermare a giochi fatti! E poi…

E poi?
E poi il prossimo anno ci saranno le elezioni politiche e Ischia deve assolutamente prepararsi ad esprimere un voto importante che ci porterà a tentare di avere finalmente un esecutivo eletto dal popolo dopo tanti governi tecnici calati dall’alto. In vista di questo appuntamento, norma vorrebbe che ogni partito che si rispetti dimostrasse in modo serio e per tempo la propria presenza sul territorio. E poiché il PD è latitante, il M5S non c’è mai stato e Forza Italia è scomparsa del tutto, tocca proprio a Fratelli d’Italia rappresentare quella realtà vicina alla gente che gli sta consentendo di consolidare in tutti i principali sondaggi il ruolo di primo partito italiano. Mi sono già sentito con il commissario provinciale Michele Schiano di Visconti e quanto prima avremo modo di incontrarci e gettare le basi per un’adeguata riorganizzazione sul territorio e il giusto coinvolgimento di tanti nuovi attori.

Hai già pensato chi votare il 12 giugno?
Se non fosse per la sacralità che attribuisco al diritto di voto, in tutta onestà resterei volentieri a casa o in barca, quel giorno. Oltretutto credo tu possa immaginare i contatti che sto già ricevendo da tutti quei candidati che legittimamente, sapendo del mio disimpegno diretto, mi chiedono di essere appoggiati. Per ora preferisco non pensarci, anche se quando qualche amico mi rivolgerà il classico quesito “Ma stavòta a chi amma vutà?”, so già che mi troverò in serio imbarazzo nel dargli una risposta che non lo deluda: il panorama è decisamente desolante.

3 Commenti

  1. Che enorme tristezza. Consiglierei di rimanere tutti a casa, niente voto, segnale che non ci si sta a queste accozzaglie.
    Ma so bene che i votanti, troppi, non vedono oltre il cancello di casa e “quello mi darà” e “quello mi aiuta” e andiamo avanti così. Alla faccia del Comune che sempre più va a rotoli e a nessuno pare ne importi. Affondiamo, dai, che l’acqua è fresca.

  2. Condivido in pieno l’ analisi politica dell’ Amico Davide Conte in ordine al tentativo di formare un’ opposizione elettorale all’ attuale Maggioranza di governo cittadino… mi piace l’ espressione “piatti vuoti” che ben rappresenta lo stato dell’ arte fino alla presentazione delle liste…
    Luigi Telese

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