domenica, Giugno 20, 2021

“Io non faccio azioni strumentali” Carmine Bernardo querela il revisore dei conti

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Carmine Bernardo annuncia una querela nei confronti del presidente del collegio dei revisori dei conti, Carmine Lasco. E così una richiesta di delucidazioni si conclude nel peggiore dei modi: con il consigliere comunale di minoranza che, risentito, annuncia perentorio: «Provvederò a presentare denuncia penale a suo carico per il reato p. e p, dall’art. 595 cp e per tutti gli altri riscontrabili nei fatti che denuncerò». Il perché è presto detto ed esplicitato nella missiva che lo stesso Bernardo ha inviato allo stesso Presidente del collegio dei revisori dei conti, ma anche al Prefetto, dott.ssa Gerarda Maria Pantalone, al presidente del Consiglio Comunale Gianluca Trani, al Sindaco del Comune di Ischia Giosi Ferrandino, al Segretario Generale del Comune di Ischia Giovanni Amodio e all’ispettorato Generale di Finanza, nella persona di Gianfranco Tanzi: «Non posso non reagire rispetto alla grave e gratuita affermazione contenuta nell’ultimo capoverso della sua nota sul carattere strumentale della mia azione di sindacato ispettivo, propria del consigliere comunale di minoranza. Le preannuncio che ritengo tale affermazione gravemente lesiva della mia dignità ed offensiva della mia reputazione e che «provvederò a presentare denuncia penale a suo carico».
Nel dettaglio, Bernardo rimproverava l’impostazione del collegio, sul ruolo dei revisori dei conti, che «ad avviso dello scrivente è ben diverso da quello minimale che sembra di voler attribuire con la interpretazione, assolutamente personale e non condivisibile, delle norme citate».
E ricordava come «l’art. 239 del TUEL assegna all’organo di revisione un ruolo molto ampio indicando espressamente che al Collegio sono attribuite le attività di controllo e vigilanza sulla regolarità contabile, finanziaria, economica, patrimoniale della gestione, diretta ed indiretta, intesa nella sua interezza che include l’acquisizione delle entrate e l’effettuazione delle spese, l’attività contrattuale, l’amministrazione dei beni, gli adempimenti fiscali. E’ un’ attività di controllo ampia che dovrebbe essere molto attenta alle denunce di irregolarità segnalate dai consiglieri comunali di minoranza. E questo vale, ancora di più, in un comune come quello di Ischia ove sono successi accadimenti gravissimi, sintomatici di un’illegalità diffusa per i quali non risulta allo scrivente alcun intervento dell’organo di revisione».
Il consigliere faceva così riferimento agli episodi più o meno recenti, un elenco certo particolarmente consistente: a) il sindaco ed il capo dell’ufficio tecnico sono stati destinatari della misura cautelare degli arresti, in carcere per il sindaco ed ai domiciliari per il capo dell’ufficio tecnico, per il gravissimo reato di corruzione in relazione al più grande appalto mai gestito dal Comune; v) vl Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, dott. Cantone, con la delibera dell’ottobre 2014, ha affermato che nel comune di Ischia, per gli atti esaminati, vi è stato un illegittimo frazionamento degli appalti per evitare procedure di selezione più onerose; c) l’Autorità Nazionale Anticorruzione ha avviato altri due procedimenti per verificare la regolarità di altri appalti; d) il Sindaco ed il Dirigente dell’Ufficio Tecnico sono destinatari di una imputazione coatta del Gip del Tribunale di Napoli per il grave reato di abuso d’ufficio; e) numerosissimi sono i procedimenti penali in corso da parte della Procura della Repubblica di Napoli. Per uno di questi, per quanto a conoscenza dello scrivente, già è stato inviato l’avviso di conclusione delle indagini ex art. 415 bis cpp al Sindaco ed al Segretario Generale; f) un vigile urbano ha sottratto una consistente somma dall’incasso delle multe e il Sindaco espressamente ha rivolto, anche al collegio dei revisori dei conti, una durissima nota per capire come mai l’attività del vigile è potuta durare per anni. La risposta ricevuta, con firma congiunta del collegio dei revisori dei conti con i responsabili degli uffici – fatto questo quanto mai inopportuno, atteso il ruolo di controllo sugli uffici comunali dell’organo – è all’esame del sindaco che si è riservato di adottare i provvedimenti; g) Un consigliere comunale di maggioranza ha dichiarato alla stampa (quotidiano Il Dispari) “Ischia? E’ ostaggio dei consiglieri che chiedono incarichi e si muovono secondo i loro mal di pancia” ad ulteriore prova della illegalità diffusa presente sul Comune di Ischia».
Uno stato di cose, denuncia Bernardo, che suggerirebbe che «dovrebbero essere attentamente valutate le segnalazioni di grave irregolarità che provengono dalla minoranza e non osteggiate con offese gratuite».

Bernardo denuncia le mancate risposte a una serie di interrogazioni e minaccia: “Le comunico che per le gravi irregolarità che dovessi riscontrare, continuerò a segnalarle all’organo da Lei presieduto e, in assenza di risposta nei trenta giorni, a denunciare i fatti alla Procura della Repubblica, quanto meno per il reato ex art. 328 cp”.
In particolare, fa riferimento all’ultima richiesta, oggetto della nota del 11/01/2016. Ricordando che «in data 22/09/2014 lo scrivente consigliere comunale presentava al collegio dei revisori dei conti segnalazione di grave irregolarità sul bilancio della partecipata Ischia Risorsa Mare srl , società unipersonale del Comune di Ischia e soggetta alla attività di direzione e coordinamento dello stesso Comune. Segnalava che il bilancio non evidenziava poste negative, per sanzioni ed interessi per il mancato pagamento di imposte e tasse, il cui importo avrebbe determinato l’azzeramento del capitale sociale. Il collegio riscontrava la richiesta con enorme ritardo e solo dopo la presentazione della denuncia per il reato previsto e punito dall’art. 328 II comma cp. Nel suo riscontro affermava che la società aveva correttamente contabilizzato nel bilancio di esercizio 2013, mediante accantonamento di specifico fondo, le sanzioni e gli interessi per ritardati pagamenti delle imposte di esercizio per gli anni 2009, 2010, 2011 e 2012, oltre a sanzioni e interessi per ritardato pagamento delle ritenute anni 2010, 2011 e 2012. Concludeva che non riscontrava le ipotizzate irregolarità e ciò nonostante che in una precedente nota il Presidente della partecipata aveva dichiarato che non vi era alcuna appostazione in bilancio per sanzioni ed interessi».

Sulla vicenda, racconta Bernardo, «a seguito di precisa interrogazione il sindaco riferiva che il collegio dei revisori dei conti avrebbe provveduto in data 16/10/2015 ad un sopralluogo presso la partecipata». Di qui, la richiesta formulata al Collegio dei Revisori dei Conti «di conoscere l’esito del sopralluogo, al quale il Presidente ha risposto con la nota in riscontro, non riferendo nei fatti l’esito del loro sopralluogo e le iniziative che intendono adottare». E, a quanto pare, attaccando lo stesso Bernardo. Che oggi annuncia la sua querela.

 

 

 


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