Infiltrazioni d’acqua, la “Raia Wood” porta tutti in tribunale. Indennizzo a cifre blu

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Ida Trofa | Non è passato tanto tempo da quando una copiosa infiltrazione di acqua ha rischiato di far crollare il Palazzo Raia a Lacco Ameno. Un “guaio” di proporzioni enormi che minò la serenità della già piegata e terremotata Lacco Ameno!
Il Palazzo Raia fu invaso d’acqua alle fondamenta, anche il sottosuolo sotto la Circonvallazione risultò intriso d’acqua e permeato da copiose fuoriuscite idriche. I tecnici comunali, le autorità lavorarono a lungo per individuare e l’origine, rimasta a lungo incerta, delle infiltrazioni e il punto esatto della falla o della possibile sorgente da cui ebbero origine le infiltrazioni.
A causa dei rischi l’edifico, composto da diverse unità abitative e da attività commerciali, fu sgomberato. Ad avere le ripercussioni maggiori il mobilificio situato al piano terra. Un nodo, quello della perdita d’acqua, rimasto irrisolto fino a quando si individuò in una condotta EVI l’origine delle perdite. Un disguido che nella fattispecie andava avanti da tempo, da ani addirittura.

Raia trascina tutti in tribunale. Richiesta di indennizzo a cifre blu
In ultimo nel febbraio di un anno fa, quando in relazione al problema delle infiltrazioni di acqua nella zona fu lanciato nuovamente l’allarme. Pensando subito ad un certo tubo dell’Evi la popolazione era stata allertata dai vertici del Municipio e dalla autorità sulla sospensione delle forniture per tutta la notte. Eppure, dopo l’intervento, la condotta EVI incriminata risultò perfettamente integra. Allora si ipotizzò o che fosse altra condotta della zona ad essere danneggiata. Anche quella condotta all’esito delle verifiche risultò integra!
Una perdita d’acqua misteriosa ad una condotta idrica rimasta fantasma per tanto troppo tempo in via Circonvallazione proprio all’altezza del palazzo Raia. Un problema che non poteva essere affatto sottovalutato a fronte dei rischi e delle conseguenze che la massiccia presenza di acqua, specie alla base di immobili, sotto le strada, e dopo un terremoto come quello che aveva subito il territorio 19 mesi prima.
Le indagini tecniche proseguirono così per diversi giorni alla ricerca della possibile fonte da cui deriva l’inondazione sotterranea della Circonvallazione. Una strada lo ricordiamo ad alta densità di traffico. Alla fine la problematica emerse in tuta la sua gravità, la perdita cosi come la condotta alla base della copiosa fuoriuscita di liquidi fu individuata. Effettuate le riparazioni del caso, di li a poco, come spesso accade alle nostre latitudini, la questione è finita in tribunale. Rai ha trascinato tutti in tribunale con una richiesta di indennizzo a cifre blu.

Tegola da 268 mila euro. L’EVI con le condotte rotte ed il comune con l’indizione di pagamento
Dopo i danni e la paura, dopo lo sgombero, il privato possessore dell’immobile interessato dalle vicende legate alla perdita della condotta idrica e tutto ciò che ne è conseguito ha deciso di adire alle vie legali per vedersi riconosciuto quello che viene ritenuto dai suoi consulenti un congruo indennizzo. Tanto congruo da sfiorare i 268 mila euro. Così le parti chiamate in causa, tra cui il comune di Lacco Ameno, si sono visti costretti a difendersi. Il Comune ha deciso per la costituzione nel giudizio pendente innanzi al tribunale di napoli, sez. VI. Adempimenti successivi ed impegno di spesa. Il responsabile del ii servizio affari generali ha inteso proseguire nel resistere alla chiamata in correità richiamata la delibera in virtù della quale il Comune di Lacco Ameno si è costituito avverso l’atto di citazione dinnanzi al Tribunale di Napoli, acquisito al protocollo comunale al n. 5666 del 23/04/2018, notificato dalla EVI – Energia Verde Idrica s.p.a. per sentir condannare, seppur in via gradata, il Comune di Lacco Ameno al rifacimento di una tubatura danneggiata e al pagamento del risarcimento dei danni in favore della società “Raia Wood s.r.l.” per la complessiva somma di Euro 267.610,8. Il giudizio è ancora in atto innanzi al Tribunale di Napoli.

CTU e perizie di parte
Nel corso del suddetto giudizio, il Giudice dott.ssa De Luca ha ritenuto necessario svolgere CTU con formulazione di specifici quesiti tecnici ed ha conferito incarico di Consulenza Tecnica d’Ufficio all’ing. Paolo Lomonte, che ha già prestato il giuramento di rito, fissando quale data del primo accesso per l’espletamento dell’incarico la data del 20.2. 2020 alle ore 12,00 presso lo studio sito in Napoli al corso Vittorio Emanuele, n. 183.
In una nota pec dell’avv. Immacolata Capuano, acquisita al protocollo comunale n. 1286 del 6.2.2020, si evidenzia che in vista delI’accesso presso lo studio del CTU “è opportuno che il Comune si avvalga dell’operato di un tecnico esperto quale proprio consulente di parte”. Pertanto sorge l’opportunità per l’Ente, al fine di garantire una migliore difesa dei propri interessi, di nominare un consulente tecnico di parte, ovviamente irreperibile, presso l’Ufficio Tecnico Comunale “oberato dalle pratiche correnti e dagli adempimenti connessi alla gestione della ricostruzione post sisma del 21.8.2017, è impossibilitato a svolgere la funzioni di consulenza di parte nel predetto giudizio, che peraltro esulano dai compiti di servizio“, scrive Il Responsabile del II Settore Affari Generali, Galano Lucrezia nel conferire l’incarico in questione al Geometra Nicola Fiorentino di Forio. Esperto segnalato dall’UTC lacchese stesso come suggerito dalla dottoressa Galano che ha richiesto all’Ufficio Tecnico Comunale di segnalare, in considerazione dell’urgenza, un esperto da nominare – in occasione del I accesso del 20.2.2020 e comunque non oltre l’inizio delle operazioni peritali -, quale CTP dell’Amministrazione nella causa in oggetto.

Il geometra Fiorentino CTP del comune per 700 €
L’U.T.C. ha segnalato il nominativo del geometra Nicola Fiorentino di Forio che si è reso disponibile ad accettare l’incarico quale consulente tecnico (CTP) del Comune di Lacco Ameno nel giudizio de quo per l’importo di € 500,00, oltre oneri di legge e rimborso delle spese vive per complessivi 700 euro. Un affidamento di importo inferiore a 40.000 euro per il quale o è ammessa la procedura di affidamento diretto, adeguatamente motivato. Insomma le nomine, le costituzioni in giudizio ed i tecnici ci sono, ora l a parola passa alle perizie di parte ed ai giudici. Dei danni, della disamministrazione e della poca accortezza nella gestione della cosa pubblica a pagare il conto più salato saranno sempre i cittadini contribuenti.

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