martedì, Giugno 15, 2021

Inferno maternità, sempre più vergogna all’Ospedale Rizzoli

In primo piano

E’vergognoso! Assurdo, terribile, inaccettabile per un paese civile che paga fior fior di milioni per finanziare la sanità e le “sue” opere pubbliche.
Con Caronte e le sue temperature torride a tenere in scacco l’isola è ancora il Rizzoli a finire nell’occhio del ciclone. Non bastano le croniche carenze di personale ora arrivano anche i gravi disservizi e le disfunzioni collegati a problemi igienici e sanitari. Sopratutto arriva la difficile situazione di vivibilità ed operativa presso il reparto Maternità dell’ospedale di Lacco Ameno. Da mesi nella morsa dei cantieri in corso per i lavori di ristrutturazione straordinaria decisa in maniera discutibile dalla dirigenza ospedaliera. Il reparto di Maternità è in ginocchio per non parlare di quello della medicina dove ora c’è il cantiere. Non bastano gli straordinari degli encomiabili addetti alle pulizie che cercano di levar via la polvere dell’attività edilizia, il polverone e lo sporco resta. A questo si aggiunge la rottura degli impianti di condizionamento, o meglio il mancato funzionamento proprio dopo i predetti lavori di edilizia straordinaria.
Ad una anno dai lavori per dotare il complesso di una terza sala parto non solo la stessa sala parto non è stata consegnata consegnata ma l’impiantistica rifatta di tutto punto non viene messa a regime, la climatizzazione non esiste proprio. Pazienti costretti a letto come forni crematori, il mega motore sul tetto è rotto e non viene messo in funzione per il mancato isolamento acustico degli ambienti, gli “split” sono tutti fuori uso e addirittura con le schede rotte , Boccheggiano malati e boccheggia il personale medico e paramedico! Non è certo modo di lavorare e trattare chi ha bisogno di cure. Specie se parliamo di esseri umani appena nati, frugoletti venuti al mondo come se si trovassero all’inferno, l’inferno della maternità lacchese. Neonati sofferenti già prima di conoscere la dura realtà della vita per le evidenti inadempienze di chi governa il Rizzoli e sopratutto di chi ha partorito queste assurda progettazione.
Anche nella medicheria del nosocomio gli impianti di climatizzazione sono fuori uso ed anche qui si lavora malissimo.
Una condizione assurda ed intollerabile che sta mettendo a serio rischio il reparto maternità sin’ora fiore all’occhiello del nosocomio lacchese. Da giorni, l’utenza, ma anche gli interni, vista l’insopportabile calura, lamentano la mancata vivibilità degli ambienti causati dall’impossibile convivenza cantiere-zone sanitarie- mancato o omesso funzionamento degli impianti . Ancor di più con la rottura degli impianti di climatizzazione, l’ennesima dopo la ristrutturazione. Una insalubrità palese della zona riservata alle gestanti ed ai loro piccoli per la quale nessuno, dal direttore, la dottoressa Grossi alla sua vice Raffaella Di Matteo passando per l’architetto e progettista Trinchillo finendo per i tecnici sembra voler risolvere.
Nessuno finora ha assunto i dovuti provvedimenti, solo visite di circostanza e finte dichiarazioni d’intenti.
Una condizione che mette a serio rischio lo stato igienico sanitario del reparto ospedaliero, ma anche degli altri reparti interessati dalla ristrutturazione. Non sono bastate le segnalazioni, i sopralluoghi, nulla è stato fatto per risistemare la climatizzazione. Così la Maternità resta in emergenza. Il clima irrespirabile e la temperatura altissima che si raggiunge nel reparto rischiano di mettere in pericolo chi qui vive ed opera . Qui gli ambienti non idonei, nè a norma, il poco ambito disponibile per muoversi ed il caldo comunque irresistibile, rendono impossibile il lavoro di medici e paramedici, figuriamoci dei pazienti, delle nostre mamme ischitane e dei loro piccoli, ma anche dei tanti turisti che per una ragione od un’altra si trovano a frequentare il reparto dell’ospedale Anna Rizzoli.
L’improvviso scoppio dell’ingranaggio “Ginecologia ed Ostetricia” sta causando anche incredibili ritardi nelle attività di controllo e monitoraggio delle gestanti. Innumerevoli le segnalazioni sui disservizi riscontrati. Chi opera e lavora sta facendo il possibile per essere vicino alle esigenze dei pazienti,costoro non stanno lesinando lavoro ed olio di gomito. L’auspicio è che anche la direzione sanitaria faccia il suo, evitando disservizi e problemi all’utenza specie con il progressivo inoltrarsi della stagione estiva.

- Advertisement -

1 commento

  1. Sono attualmente in degenza presso il reparto di maternità dell’ospedale Rizzoli, oltre a sottolineare l infinita professionalità preparazione e la grande umanità che si respira in questo reparto, posso personalmente confermare i grossi disagi del reparto causati dall incompetenza e dalla negligenza di chi ha progettato e realizzato i lavori di ristrutturazione, disagi per i quali il caos di ieri rappresenta solo
    La punta di un iceberg .E davvero scandaloso che siano stati spesi milioni di euro senza avere alcuna cura delle effettive esigenze dei pazienti e del personale operante nel reparto. E sufficiente pensare all assenza di aria condizionata nella medicheria o al bagno trappola realizzato nella stanza n. 3. Un encomio va fatto al personale di reparto,medici e operatori che solo grazie alle loro competenze e alla loro umanità riescono a sopperire a tali e a tante altre ingiustizie che sono state compiute in questo reparto. Da cittadina mi sento offesa e rammaricata per l ennesimo spreco di denaro pubblico e per dover pensare sempre che in Italia la cosa pubblica ,cio che e nostro e ci appartiene di diritto venga affidato ai soliti incompetenti e mangioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Articoli

SILENZIO D’ANGELI. E’ estate, il commissario di Serrara Fontana sospende le attività edilizie: non bisogna fare rumore

Serrara Fontana: il divieto vale solo per i privati e non per gli Enti pubblici. Nel borgo di Sant’Angelo tutto fermo dal 10 giugno al 30 settembre, nel resto del territorio comunale dal 1 agosto al 15 settembre. Nel mirino anche le attività di svago rumorose. Evidenziata la necessità di garantire la tranquillità di turisti e residenti
- Advertisement -