Incendiarono un autocarro, disposto il giudizio immediato per Della Gatta e Verde

Rispondono di incendio doloso gli imputati Alberto Della Gatta, attualmente ancora detenuto agli arresti domiciliari, e Vittorio Verde, il cui provvedimento è stato revocato dal tribunale del riesame. Analogo ricorso per il Della Gatta non è stato accolto dal collegio. Scoperti i possibili responsabili a conclusione di una indagine dei carabinieri che culminò con un provvedimento cautelare emesso dal gip

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Paolo Mosè | Come era prevedibile il pubblico ministero Mario Canale ha chiesto ed ottenuto dal giudice Finamore il decreto di giudizio immediato nei confronti di Alberto Della Gatta, attualmente detenuto agli arresti domiciliari, e l’imprenditore foriano Vittorio Verde, tornato libero su ordinanza del tribunale del riesame. Per entrambi l’accusa è di incendio doloso. Una decisione, quella della Procura, giunta dopo che il tribunale del riesame aveva rigettato il ricorso del difensore di Della Gatta dichiarandolo inammissibile. Per aver sforato il termine ultimo per la presentazione dell’istanza di revoca del provvedimento cautelare in atti.

Una decisione di mandare entrambi gli imputati dinanzi al giudice per essere giudicati, che si rifà agli elementi di prova raccolti nella fase delle indagini preliminari dai carabinieri della Compagnia di Ischia che individuarono i possibili autori ed esecutori della distruzione di un autocarro di proprietà di una società con sede a Casal di Principe che si occupa di trivellazioni. Un’attività molto simile a quella che svolge il Della Gatta, che con l’avvento dell’azienda casertana aveva perso non pochi clienti a causa di un costo inferiore a quello suo praticato negli anni precedenti. E tra il Della Gatta e il Caterino si era innescato un contenzioso, una rivalità avendo registrato una notevole diminuzione di richieste di intervento della sua società isolana a favore di quella di Casal di Principe. Per l’assunto accusatorio questo avrebbe innescato una reazione violenta. Con l’acquisto dapprima di un quantitativo di benzina ad un distributore di Lacco Ameno e poi recarsi, in compagnia del Verde, nel parcheggio ex Guerra in piena notte e dopo aver “innaffiato” l’automezzo, gli diede fuoco. Il tutto corroborato da acquisizione di filmati di telecamere di sicurezza presenti non solo nelle vicinanze del distributore di Lacco Ameno, ma durante tutto il percorso per raggiungere il comune d’Ischia per porre in essere il disegno criminoso.

INCENDIO DOLOSO
I carabinieri, inoltre, di fatto percorsero lo stesso tragitto per dimostrare i tempi per raggiungere la meta in orario peraltro privo di traffico veicolare. Confermando, così, la tesi che quell’autovettura, in cui si mostrava solo la sagoma del Della Gatta, era finalizzata per raggiungere il parcheggio di Ischia e dare fuoco all’automezzo. Accusa respinta da entrambi gli imputati, che potranno far valere le proprie ragioni nel processo che dovrebbe celebrarsi dinanzi al giudice monocratico della sezione distaccata di Ischia Ludovica Mancini.
Il percorso dibattimentale serve per accertare la innocenza o colpevolezza degli imputati. Cercando di acquisire le prove al di là di ogni ragionevole dubbio nei confronti degli imputati se dichiarati colpevoli. Confermando integralmente l’ipotesi di reato che era stata già riportata nell’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per entrambi gli imputati: «Perché, in concorso tra loro, cospargendo di liquido infiammabile la cabina di guida dell’autocarro Iveco, modello Eurotech, tg. EJ132FH, di proprietà della società “La Fontana Italpozzi s.r.l”, con sede in Casal di Principe, rappresentata legalmente da Caterino Luigi, parcheggiato all’interno del parcheggio comunale in Ischia alla via SS270, cagionavano l’incendio del predetto autocarro, con fiamme che divampavano e avvolgevano anche l’autocarro Fiat Iveco modello 335.10, tg. AR596VM, di proprietà della società “Fiam s.r.l., con sede in Napoli, rappresentata legalmente da Antonio Abbondante, parcheggiato nelle vicinanze dell’autocarro Iveco innanzi citato, nonché una parete di una struttura prefabbricata, utilizzata come bagno pubblico di proprietà della società EAVbus s.r.l. (società poi fallita), che si occupava del trasporto pubblico, utilizzata come bagno pubblico presente nella medesima area».
I fatti si consumarono nel marzo scorso e solo successivamente la magistratura, grazie al lavoro dei carabinieri guidati dal capitano Angelo Mitrione e dal luogotenente Sergio De Luca. Come si giunse ai due attuali imputati e grazie al lavoro certosino degli investigatori che hanno dimostrato con i minuti contati tutti i movimenti che quella sera eseguirono Della Gatta e Verde.

E lo spiega dettagliatamente il giudice del provvedimento cautelare, che osserva: «Dalla visione del filmato emergeva che, alle ore 21.51 dell’11 marzo 2019, un fascio di luce, probabilmente proveniente da una torcia portatile, illuminava parte dell’autocarro in sosta e, dopo pochi attimi, si notava una fiamma all’altezza dell’abitacolo dell’autocarro. L’incendio divampava verso le ore 21.55. Da tale filmato emergeva verosimilmente che l’autore dell’azione delittuosa aveva utilizzato un innesco artigianale che aveva dato origine alla fiamma pilotata che, a sua volta, raggiungendo un notevole quantitativo di liquido infiammabile posto all’interno dell’abitacolo provocava l’incendio dell’autocarro, poi propagatosi ad altro veicolo e, come evidenziato nella scheda di intervento dei Vigili del Fuoco, ad una struttura prefabbricata».

I FILMATI DELLE TELECAMERE
Tutto si incentra, quindi, sui filmati: «La polizia giudiziaria operante, al fine di ricostruire la dinamica dei fatti e risalire all’autore della condotta delittuosa, visionava le telecamere di sicurezza rinvenendo elementi interessanti e soprattutto il carburante utilizzato per compiere l’incendio. Venivano visionate le telecamere di videosorveglianza poste sui vari distributori di carburanti presenti sull’isola».
A dare la certezza del coinvolgimento, è ciò che è stato ripreso al distributore di Lacco Ameno: «In particolare, la visione della telecamera installata sul distributore “Esso” ubicato in piazza Capitiello di Lacco Ameno consentiva di verificare che, alle ore 21.35 dell’11 marzo 2019, un’autovettura di colore scuro, probabilmente una Fiat Punto, effettuava, sull’area di parcheggio pubblico, una fermata a motore e fari accesi. Il passeggero suddetto sul lato anteriore di detta autovettura, si avvicinava al distributore automatico con una tanica di colore azzurro; giunto alla colonnina dell’erogazione di benzina versava, quindi, al suo interno 20 euro di carburante (come emerso dalla visione della telecamera posta sulla cassa automatica). L’uomo, al termine del rifornimento, ritornava verso l’autovettura e, dopo aver riposto la tanica all’interno del portabagagli posteriore, saliva a bordo dell’auto».
Dando l’esatto orario del loro arrivo e dell’attività del Della Gatta per rifornirsi del liquido infiammabile, nonché di ciò che indossava in quel momento: «L’autovettura suddetta, alle ore 21.37, si allontanava in direzione Casamicciola Terme Ischia. L’uomo, che aveva effettuato il rifornimento di benzina e che veniva immortalato dalle telecamere dell’impianto, era di corporatura robusta, di altezza tra i 170 cm e i 175 cm, indossava un giaccone verde, una maglia scura, blue jeans, scarpe basse ed aveva il capo ed il volto coperti da un cappello di lana e da una sciarpa, verosimilmente di colore grigio. L’uomo trasportava a mano una tanica di colore azzurro di oltre 10 litri».

Fino a giungere alla certa individuazione di quell’uomo sconosciuto che era stato ripreso poco prima di allontanarsi da Lacco Ameno in direzione Ischia: «La visione di tale filmato consentiva di appurare che le fattezze fisiche e l’abbigliamento indossato dal Della Gatta Alberto coincidevano con il soggetto che, dalle successive ore 21.34 alle ore 21.37, effettuava, con volto travisato, rifornimento di benzina con una tanica presso il distributore “Esso” di Lacco Ameno. Occorre evidenziare che la distanza tra il distributore “Esso” di Lacco Ameno ed il luogo ove si trovava l’autocarro incendiato l’11 marzo 2019 è pari a km. 5,100, ovvero ad una distanza compatibile con l’orario dell’evento delittuoso. La polizia giudiziaria procedente ha evidenziato che per percorrere con un’autovettura, in orario serale, la distanza innanzi indicata, si impiegano circa 10 minuti; pertanto il tempo di percorrenza è perfettamente compatibile con gli orari estrapolati dalla visione delle telecamere installate presso il distributore “Esso” (21.37 orario di partenza dal distributore; 21.51 orario in cui si nota il bagliore di una torcia nei pressi del camion poi incendiato). Dalla visione delle immagini estrapolate dal sistema di videosorveglianza del distributore “Esso” è emerso che ad effettuare il rifornimento è il passeggero del lato anteriore della vettura che, con volto travisato, riempiva la tanica di benzina: ciò può far ipotizzare che l’azione delittuosa sia stata compiuta da almeno due persone occupanti l’autovettura. Il tutto si svolgeva in orario notturno e all’interno di un’area di parcheggio».

LA DENUNCIA DEL DANNEGGIATO
L’obiettivo principale era un autocarro della società “Eurotech” di proprietà della società “La Fontana Italpozzi srl” con sede legale in Casal di Principe, che ha come attività principale le trivellazioni che stava effettuando in quel periodo sull’isola già da qualche tempo.

A nulla valsero i tentativi di camuffamento che l’imputato principale aveva posto in essere proprio per evitare che venisse riconosciuto ed eventualmente ripreso dai sistemi di videosorveglianza: «Peraltro, il travisamento del volto del Della Gatta – risultante in modo piuttosto evidente dalla visione delle immagini registrate della telecamera ivi posizionata, si spiega, evidentemente, soltanto nell’ottica della programmazione di un’attività criminosa che di lì a poco sarebbe stata posta in essere e, quindi, dell’esigenza di non farsi riconoscere, sapendo di correre il rischio di essere immortalato dal sistema di videosorveglianza ivi presente».
L’amministratore di fatto della società casertana denunciava l’accaduto e sottoscriveva un verbale di sommarie informazioni indicando il suo rivale in affari quale possibile sospettato: «Luigi Caterino dichiarava ai militari operanti che per l’incendio del proprio autocarro aveva presentato denuncia al Commissariato P.S. di Ischia (si veda copia del verbale di denuncia in atti). Il Caterino dichiarava di aver avuto circa due anni addietro un alterco con Alberto Della Gatta per motivi di concorrenza nel lavoro (in particolare, il Caterino aveva svolto lavori di trivellazione presso un albergo ove, in passato, aveva già svolto lavori il Della Gatta).

A seguito di accertamenti, i militari operanti constatavano che Alberto Della Gatta era dipendente della società “Trivellazione Della Gatta s.r.l.”, intestata alla di lui moglie.
Nell’immediatezza dei fatti, il Della Gatta, escusso a s.i., riferiva di non sapere chi fosse il proprietario dell’autocarro con trivella incendiato, e precisava di essere passato più volte durante la giornata dell’11.3.2019 sul tratto di strada ove erano avvenuti i fatti, non avendo notato alcuna trivella su di un camion.
Il Della Gatta indicava ai militari i suoi spostamenti durante la giornata dell’11.3.2019».
Questa cronologia, le dichiarazioni rese dai vari protagonisti saranno gli elementi cardine del processo e su questi, come per altri aspetti, il giudice avrà la possibilità di stabilire la eventuale responsabilità penale degli imputati o l’innocenza per mancanza di elementi certi ed incontrovertibili.

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